La Greta Thunberg italianaFederica Gasbarro e le difficoltà di allontanarsi dal ruolo di attivista ambientale

È stata l’unica rappresentante del nostro Paese al primo Youth climate summit dell’Onu, ha parlato di ecologia davanti al Papa e ha partecipato alla Cop26. Quest’estate, candidandosi con Impegno Civico, ha tentato un approdo in politica che si è rivelato deludente

Federica Gasbarro e Luigi Di Maio (LaPresse)

Spesso definita come “la Greta Thunberg italiana”, Federica Gasbarro è uno dei nomi più conosciuti nel nostro Paese quando si parla di attivismo ambientale. Portavoce romana dei Fridays for Future (anche se di recente i rapporti con il movimento si sono incrinati), dal 2019 è la principale rappresentante dei giovani italiani nei negoziati sul clima a livello internazionale. Tra le altre cose, infatti, ha partecipato allo Youth4Climate della Cop26 in qualità di delegata in rappresentanza dell’Italia: un momento decisivo per la sua carriera in bilico tra attivismo, diplomazia e divulgazione, tre facce dello stesso prisma che presentano diversi punti di contatto. 

Per Piemme, nel 2020, ha pubblicato un libro intitolato “Diario di una striker”, con in copertina il suo volto segnato da due strisce di vernice verde per guancia, in segno di battaglia contro chi ignora, o sottovaluta, il destino del pianeta. È nata nel 1995, è laureata in Scienze biologiche e ha sempre cercato di mantenere – compatibilmente alle (necessarie) semplificazioni sulle piattaforme social – un approccio scientifico e razionale ai temi ecologici. Ha parlato di crisi climatica davanti a Papa Francesco, ha più volte manifestato di fianco a Greta Thunberg e partecipato come speaker al master della Bocconi in Sustainability and Energy management. In più, scrive di ambiente per The Wom, «social magazine per le nuove generazioni di donne» sotto Mondadori. 

Con le farraginose dinamiche del mondo politico c’entra meno di nulla, anzi, non ha mai perso l’occasione per evidenziarne gli aspetti più tossici e controproducenti nell’ottica della mitigazione e dell’adattamento alla crisi climatica: «Gli ambienti che ho frequentato negli ultimi quattro o cinque anni sono stati quelli della diplomazia. Non sono abituata a questa sorta di scontro tra persone che, al posto di parlare del proprio programma, passano il tempo a criticare le proposte degli altri. È un’ottica più distruttiva che costruttiva: un lato della politica che non mi ha mai fatta impazzire», ha raccontato a Linkiesta

La sua vita ha preso una direzione inaspettata nel momento in cui, nel luglio 2022, Luigi Di Maio l’ha chiamata per darle «carta bianca» sui temi ambientali di Impegno Civico. E qualche settimana dopo è arrivata la candidatura nel Collegio Camera Busto Arsizio: «Ho conosciuto il ministro nel 2019, quando andai alle Nazioni unite per la prima volta come unica italiana scelta per il Youth climate summit – spiega Gasbarro – da allora, essendo io la rappresentante dei giovani italiani nei negoziati sul clima, l’ho rincontrato ogni sei, otto mesi. Tra noi c’è sempre stata intesa, poi a luglio mi ha chiesto se avessi voglia di contribuire al loro programma ambientale. Così ho fatto. Infine mi ha proposto la candidatura in Parlamento. Perché ho accettato? Volevo avere mezzi più potenti per raggiungere obiettivi ambientali. Ho capito che l’unico modo per ottenere risultati era quello di mettersi in gioco». 

Il destino di Impegno Civico era abbondantemente segnato, nonostante le false speranze del ministro degli Esteri che – a inizio settembre – ha detto che il partito aveva il potenziale per arrivare al 6 per cento. Alla fine non ha preso nemmeno l’1 per cento. Per questo motivo, la candidatura di Federica Gasbarro – che non è andata nemmeno vicina all’elezione – è apparsa irrilevante e un po’ azzardata.

Ma Gasbarro la pensa diversamente: «Ero consapevole delle critiche che avrei potuto ricevere. Le elezioni non sono andate bene, ma quel risultato è stato in qualche modo superfluo. È stato bello vedere qualcuno che ha deciso di investire in un giovane, di dargli spazio», ha detto la biologa inserita da Forbes nella lista dei 100 giovani italiani più influenti del 2021. 

La scelta di Luigi Di Maio poteva essere vista in due modi: come puro “greenwashing politico” o come gesto di reale fiducia a una giovane ragazza in grado di rappresentare una generazione che si sente inascoltata e non rappresentata. Una figura come lei, va specificato, avrebbe potuto stuzzicare anche altre forze politiche al di fuori di Impegno Civico: «Mi rendo conto che è qualcosa che fa gola candidare una ragazza della mia età, attivista per l’ambiente, che ha studiato nell’ambito scientifico e forte di esperienze internazionali», ha ammesso Federica Gasbarro. L’esito della sua esperienza alle elezioni – decisamente non all’altezza dei suoi successi nei campi dell’attivismo e della diplomazia – fa riflettere sulla dubbia conciliabilità tra attivismo e politica. 

«È come il rapporto tra attivismo e scienza. Bisogna tenere bene a mente il motivo per cui si fanno le cose: nel mio caso è la tutela dell’ambiente, del nostro futuro e di un mondo che resti in pace. Se l’obiettivo è nitido, e quell’obiettivo è l’ambiente, ci possono essere attività diverse ma capaci di correre verso lo stesso punto. Penso che una cosa non escluda l’altra. Non è come un avvocato che vuole fare il chirurgo», sostiene Gasbarro, che non ha ancora deciso quale strada intraprendere in via definitiva. 

Federica Gasbarro, il cui caso rappresenta un unicum a livello nazionale, era probabilmente ben conscia del destino di Impegno Civico. Tuttavia, ha preferito partire da una dimensione che le avrebbe garantito spazio e fiducia, piuttosto che da un partito più importante ma affetto da dinamiche e gerarchie non appetibili per un giovane in rampa di lancio (e con zero esperienza nel campo). Ci ha confermato che avrebbe potuto candidarsi altrove, perché – come scritto sopra – una figura come lei «fa gola» alla politica.

Gasbarro ha insistito sulla necessità di una legge sul clima diversa da quelle passate. Si è sentita presa in considerazione. «Le mie idee hanno avuto terreno fertile. Spesso parlo con altri ragazzi italiani in politica: si lamentano perché si sentono di facciata e relegati in un angolo. Ecco perché sono partita prevenuta. “Mi metteranno a tacere nel giro di tre secondi”, pensavo. Invece ho trovato un bell’ambiente». 

La 27enne è una ragazza che ha ben chiara la sua missione: la tutela dell’ambiente e la lotta alla crisi climatica attraverso azioni concrete, in grado di coinvolgere le nuove generazioni. Ma se gli obiettivi sono scolpiti nella pietra, il mezzo principale per raggiungerli è ancora un enorme punto interrogativo. Questa indecisione – comprensibile per una ragazza della sua età – rischia di essere percepita come ambiguità. E, infatti, ha probabilmente remato contro le sue ambizioni e la sua competenza. I contenuti sul feed di Instagram di Gasbarro, per fare un esempio, sono molto più simili a quelli di una influencer/attivista green rispetto a quelli di una candidata alla Camera: «Probabilmente è vero, ma ogni canale ha il proprio tono e il proprio modo di comunicare, che deriva da vari fattori tra cui il pubblico e lo scopo per cui è nato il social. Io ho ritenuto, e ritengo, che il modo migliore per far passare il messaggio sia stato quello adottato, è un profilo Instagram, non una agenzia di stampa o un telegiornale», ha replicato. 

Durante una campagna elettorale lunga sette settimane, Federica Gasbarro non ha interrotto le sue attività diplomatiche: ad esempio, settimana scorsa, è stata a New York per il Youth4Climate, poi è tornata in Italia per votare ed è volata a Bruxelles per l’European sustainable energy week e l’European year of youth 2022. «Nella vita, prima o poi, bisogna scegliere un impiego principale, ma il mio futuro è ancora incerto. Prendo la vita così come viene, ma con concretezza. Ho fame di fare e non mi metto paletti. Il mio impegno continuerà sul lato ambientale. E vedremo come evolverà Impegno Civico. Ho tante cose che mi piacerebbe coltivare e che continuerò a coltivare. Sono aperta a tutte le possibilità», ha concluso Federica Gasbarro.