Rosso travolgente Metti una cena siciliana in un bar-bistrot milanese completamente rinnovato

Il Martini bar & bistrot | D&G è stato interamente rivisitato dallo studio Carbondale di Eric Carlson. Specchi che riflettono le luci alle pareti, lampadari, un forno per le pizze e cocktail che ci parlano di stagioni calde a sud. La tradizione e il fascino italiani incontrano l‘avanguardia osé contemporanea, tutto firmato Dolce & Gabbana

Courtesy of D&G

Esiste dal 2003, eppure si sottrae allo sguardo di molti, che gli passano di fronte senza neppure saperlo. È infatti nascosto, anzi, incastonato nel cortile di uno storico palazzo del XVI secolo di Corso Venezia, con il suo trambusto, il traffico di macchine sulla strada, i passanti in direzioni opposte che si scontrano – quelli diretti in via della Spiga e quelli diretti verso corso Vittorio Emanuele. Eppure è lì.

Era nato da una collaborazione tra Martini e Dolce&Gabbana, da cui il nome. I due marchi si sono ora incrociati in una nuova versione, svettando all’ingresso di quello stesso spazio solenne ora completamente rimesso a nuovo. Il progetto è stato seguito dallo studio architettonico Carbondale di Eric Carlson, che tra le altre cose si è occupato dello store di Louis Vuitton sugli Champs Elysees o della prima boutique interamente personalizzata dell’omonima maison nel quartiere di Roppongi a Tokyo.

Lo stile, lo sfarzo, la classe sembrano essere migrate anche qui, dai portali di entrata con elementi tubolari in acciaio verniciato rosso che richiamano le grandi opere d’arte contemporanea alle pannellature in noce canaletto. La veranda, che fino ad ora consisteva in un cortile piuttosto minimal e dai tratti essenziali adesso sposa il concetto più chiassoso e frizzante dell’aperitivo in piedi: i nuovi signature cocktail verranno serviti a due grandi banconi in marmo nero. Le pareti sono realizzate direttamente a mano servendosi del celebre vetro di Murano e illuminano la zona bar con un particolare effetto zebrato.

Courtesy of D&G

I richiami a Dolce&Gabbana e al loro immaginario si trovano sottotraccia dappertutto: negli alberi di limone della amata Sicilia che circondano il perimetro della sala ai sei grandi lampadari che investono lo spazio di una luce antica, quasi mediterranea. Naturalmente si può mangiare, e anche qui la tradizione italiana che i due stilisti celebrano in modo quasi ossessivo in tutte le loro collezioni trova un’eco nel forno illuminato dal quale escono pizze fresche, appena cotte, da accompagnare ai cocktail per uno spuntino serale.

Per una cena più lunga, lenta e sofisticata si passa al ristorante, circondato da pannelli neri con stampa bianca a fare da contrasto. Grandi soffitti specchiati amplificano il gioco di luci gli elementi tubolari in acciaio che decorano le pareti, i quali vengono continuamente riflessi, riverberati. Le fioriere e la pavimentazione della veranda sono in basaltina, a ricordare i pati antichissimi delle case in pietra del Sud, e tutti gli oggetti e gli elementi in arredo, dai tavoli alle poltrone, provengono dalla collezione Dolce&Gabbana Casa.

Courtesy of D&G

Si calpesta il selciato da soli o in compagnia e il presente e il passato si mescolano, creando un’atmosfera  quasi onirica resa ancora più intensa dagli aromi dei cocktail. Abbiamo domandato ai barman di svelarci i loro segreti e abbiamo scoperto che chi oltrepassa le loro mura diventa pazzo di “Lifestyle”: Bombay Dry, Select, prosecco, succo di limone e shrub di anguria.

Note estive che contrastano o forse si sposano con il riverbero dei sogni siciliani all’interno della location milanese. Ecco perché un altro drink si chiama Kaleidos: il significato rimanda al bello, kalos, all’immagine, eidos, e rappresentano la radice etimologica della parola caleidoscopio, l’apparecchio che, se ruotato in controluce mostra forme geometriche simmetrice. È preparato a base di Bombay Dry, liquore al fico d’India, susina di monreale e limoni. Un altro accostamento che ci parla di giardini al crepuscolo e della controra mediterranea.

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