Entra in gioco l’arteNon servono parole per raccontare la magia della viticoltura

“Ad Naturam”, il nome della creazione site-specific dell’artista e designer ravennate Marcantonio, è il secondo capitolo del progetto artistico di Masciarelli, una delle cantine più note di tutto l’Abruzzo. Quattrocento oggetti e animali invadono con dolcezza il castello di Semivicoli

Ph. Giacomo Barbarossa

Abbarbicato a 365 metri sul mare, con vista privilegiata sulla Maiella innevata fino ad aprile, e il mare a solo 20 minuti di distanza. Il nome del castello di Semivicoli è preso direttamente dalla frazione di Casacanditella dove trova allocazione geografica, ma il luogo è avamposto di Masciarelli, cantine fondate nel 1981 dal genio di Gianni Masciarelli, avanguardista della viticultura abruzzese. Rilevato dalla famiglia proprietaria e poi sottoposto a lungo restauro conservativo, oggi il Castello è wine resort per gli amanti delle bollicine, ma anche dell’olio e del Montepulciano d’Abruzzo Villa Gemma, il vino più rappresentativo della cantina, simbolico del forte legame geografico: le uve di 30 anni allevate a filari nel Cru di Cave San Martino sulla Marrucina, l’affinamento in barrique di rovere francese, danno vita a un vino complesso, pieno, strutturato, da gustare con carni, tartufo, formaggi stagionati. 

Il castello di Semivicoli (courtesy of Masciarelli)

Più o meno come capita a chi scrive, e che si ritrova tra le colline dolci dell’Abruzzo, intorno ad una tavola imbandita di ogni primizia che la regione in ottobre può regalare, in una giornata straordinariamente assolata, e un panorama degno di quegli account Instagram aspirazionali che raccontano per immagini la “dolce vita” all’italiana, à la Italy Segreta. Ad accompagnarci ci sono Marina Cvetic e Miriam Lee Masciarelli, moglie e figlia del compianto Gianni, che oggi guidano l’azienda con il sorriso accogliente e il piglio pratico, che sicuramente avrà avuto anche lui. 

«Su, ragazzi, servite il vino, e voi sedetevi, così finalmente si mangia». Marina dirige i ragazzi del catering e ovviamente anche noi ospiti, e ci si adegua senza fare un plissé. Tra gli ospiti alla tavolata organizzata tra le colline c’è anche Marcantonio, ravennate classe 1976, di professione creativo. Scenografo teatrale, appassionato della contaminazione tra arte e design, nel suo laboratorio a Cesena hanno preso forma le Monkey Lamp di Seletti, o il Gorilla su Cattedra esposto nella galleria della Signora del design milanese, Rossana Orlandi. 

Ph. Giacomo Barbarossa

Non si trova lì solo perché di passaggio, o rapito dal bucolico ensemble, ma perché “cooptato” dalla famiglia Masciarelli, per un’opera d’arte site specific, applicata proprio al Castello seicentesco di Semivicoli. Ad Naturam, il nome della creazione di Marcantonio, è infatti il secondo capitolo dell’art project di Masciarelli, così spiegato da Miriam Lee Masciarelli: «Dopo il grande successo dello scorso anno, che ha visto protagonista Job Smeets, siamo liete di presentare la seconda edizione. Abbiamo fortemente voluto Marcantonio poiché siamo convinte che la sua poetica sia capace di raccontare in modo unico il ricco patrimonio che si nasconde dietro la viticoltura e la magia che viviamo ogni giorno nelle nostre cantine». 

La fiducia della famiglia è stata ben riposta, considerato che Marcantonio, trovandosi immerso nella natura e nella magia che circondano il castello, ha deciso di optare per interventi multipli ma delicatissimi, che si inseriscano appieno nel contesto, senza quasi farsi notare. Sono quattrocento gli oggetti e gli animali che “invadono” il castello: foglie, alveari, germogli, chiocce e coccinelle realizzate in ottone microfuso, a grandezza naturale, si sparpagliano nei diversi spazi del castello, sui soffitti in legno, tra i filari delle viti, sulle botti in rovere, sulle finestre. 

Ph. Giacomo Barbarossa

Un inno alla bellezza della biodiversità, che celebra una natura gentile, alleata dell’abitazione e che Marcantonio ha così giustificato: «Durante il mio soggiorno al Castello di Semivicoli ho fin da subito riscontrato la presenza di una profonda armonia tra le tradizioni, la bellezza del luogo e la natura che lo popola. Visitando le vigne in compagnia di Miriam Masciarelli, i nostri discorsi vertevano così tanto su elementi naturali come la coccinella, insetto amico della vite, l’instancabile ape e la varietà di erbe e piante intorno ai vigneti, che ho pensato di andare ad esaltare con la mia opera e con l’etichetta proprio questo straordinario equilibrio, ponendo l’accento sui suoi protagonisti». 

E infatti una piccola coccinella dorata, prosecuzione logica dell’installazione Ad Naturam, si poggia anche sull’etichetta della Limited Edition Villa Gemma Montepulciano d’Abruzzo Riserva doc 2017. L’animale appare posato delicatamente sulla bottiglia, la cui veste grafica è omaggio romantico al luogo dove Gianni Masciarelli amava riflettere: sotto una quercia secolare, la “Quercia di Gianni” – i cui rami sono tratteggiati nel disegno – ad oggi ancora posizionata tra i vigneti di Montepulciano nella contrada Schiavone. Una pianta maestosa, che abbraccia la bottiglia e i 40 anni di una famiglia che sotto la sua protezione è cresciuta, e continua a germogliare, favorita dal maestrale e dal sapore di mosto.