Il dilemma del PdCarlo Cottarelli spiega perché si ritira dalla corsa per la Lombardia

L’economista appena eletto al Senato con il Partito democratico puntava a un’alleanza tra il Terzo polo e i Dem. «Se fosse stata fatta una proposta da un’alleanza ampia e con una condivisone forte di programma, io l’avrei considerata seriamente. Ma così non è stato», dice. E il nome di Letizia Moratti non è accettabile. «È una ottima persona e una brava manager, ma ha sempre militato nella destra»

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Carlo Cottarelli si ritira dalla corsa per le regioni in Lombardia contro il leghista Attilio Fontana. «Se fosse stata fatta una proposta da un’alleanza ampia e con una condivisone forte di programma, io l’avrei considerata seriamente. Ma così non è stato», spiega a Repubblica. L’economista appena eletto al Senato con il Partito democratico puntava a un’alleanza «fra liberal democratici (il Terzo polo) e social democratici (il Pd): ciò di cui ha bisogno la Lombardia e in generale l’Italia, per me. Ma al momento non ci sono le condizioni, dato che il Terzo polo ha annunciato sostegno per la Moratti».

Per Cottarelli, «quello di Letizia Moratti è un nome molto difficilmente accettabile, anzi, non accettabile dal Partito democratico e per validi motivi vista la sua storia politica, anche recente».

Per lui, «era importante che ci fosse questa alleanza fra le due anime della politica italiana, anime che io non vedo bene a combattersi una contro l’altra. Sarebbe stata necessaria anche per battere la destra nazionalista e sovranista alle elezioni». Due anime, precisa, «a cui sento di appartenere».

L’economista spiega che ha parlato con Calenda: «Ci siamo incontrati nelle scorse settimane. Ma era prima della discesa in campo di Moratti, per cui non abbiamo parlato di lei come candidata del Terzo Polo».

Ma a scelta di Calenda «è un errore secondo me, perché un ticket fra me e Moratti così non è possibile», spiega. «Forse avrebbe potuto essere considerato se il Pd, principale partito della coalizione, avesse potuto esprimere il candidato presidente, la guida politica, tenendo Moratti come vice. Ma neanche questa ipotesi è percorribile, ora».

Certo, dice, Letizia Moratti «è una ottima persona e una brava manager, ma ha sempre militato nella destra e non solo come tecnico, compreso negli ultimi due anni. Come vice presidente di Fontana, è stata criticata pesantemente sia dal Pd sia dal rappresentante di Azione per le sue decisioni politiche. Quindi non rappresenta quel rinnovamento di cui la Lombardia ha bisogno. In generale, ora sarebbe difficile spiegare all’elettorato di centro sinistra questa candidatura».

Moratti negli ultimi mesi ha preso le distanze da Fontana. «Ma è andata ancora di recente a parlare con Salvini, ha cercato fino all’ultimo di avere il sostegno della destra, e quando all’ultimo ha visto che non ci riusciva, ha cambiato interlocutore», precisa Cottarelli. «Ma non ci sono alternative al chiamarsi fuori, se il Terzo polo propone un nome che non può essere accettato».

L’economista si dice deluso e amareggiato. «Però ho comunque un lavoro di grande responsabilità al Senato. E sono in ogni caso onorato che il mio nome sia stato considerato».