ForzalavoroI nuovi «capi elicottero» da remoto, gli ultimi ritocchi alla manovra e le parole del lavoro del 2022

Nella newsletter di questa settimana: le conseguenze negative del controllo ossessivo a distanza da parte dei manager, la corsa finale della legge di bilancio e il dietrofront di Meloni sul Pos, la riforma del Codice degli appalti, il ricatto del Qatar sul gas. Ma anche: le giornate perse tra Covid e influenza, la misurazione della felicità in ufficio e le questioni dell’anno che sta per finire che dovremo affrontare anche nel 2023. Ascolta il podcast!

(Unsplash)

IL MIO CAPO È UN ELICOTTERO

«Se lui vede che il mio stato Slack è passato ad “assente”, entro mezz’ora arriva un’email che mi chiede se sto andando avanti con il progetto. Ogni giorno, poi, siamo tenuti a partecipare tutti a una riunione mattutina online, in cui ci vengono chiesti aggiornamenti su ciò a cui stiamo lavorando, anche se spesso si tratta di lavori a lungo termine che difficilmente cambiano da un giorno all’altro». 

A raccontarlo alla Bbc è Alison, ingegnere britannico di 24 anni, vittima di un «capo elicottero», una nuova specie di manager emersa da quando molto del lavoro dopo la pandemia si è spostato in modalità ibrida o remota.

Controllo a distanza Non è un fenomeno nuovo, ovviamente; ci sono sempre stati capi che tenevano d’occhio i dipendenti. Ma poiché l’aumento dei lavoratori da remoto ha alimentato le insicurezze di alcuni manager, gli esperti affermano che la pandemia ha dato vita a una nuova fascia di capi elicottero, ma a distanza. Che usano gli strumenti tradizionali di controllo per guidare team remoti. Come i genitori elicottero che si librano sopra i loro figli e li monitorano costantemente, ma in questo caso sul fronte del lavoro.

Ibridi «Due stili di leadership sono emersi dal passaggio al lavoro a distanza», spiega Katleen De Stobbeleir, professoressa di leadership e coaching alla Vlerick Business School, in Belgio. «Nessuno dei due, purtroppo, è positivo. Il primo tipo sono quelli che si disconnettono o addirittura dimenticano che il proprio personale lavora da casa, portando i lavoratori a sentirsi isolati o alienati; l’altro stile è l’esatto opposto: quello dei micromanager». Ovvero i capi elicottero.

Martellanti Controllano costantemente i dipendenti e li spingono persino a tornare in ufficio. Bombardano il personale con chiamate costanti, riunioni Zoom non necessarie o istruzioni eccessivamente dettagliate. Insistono per essere messi in copia in ogni e-mail o consegnare brief di progetti ultra prescrittivi che non danno spazio alla creatività o all’indipendenza.

Questione di fiducia «La microgestione è sempre stata un problema radicato principalmente nella mancanza di fiducia tra un manager e il suo team», spiega Arielle Sadan, dirigente e coach di leadership di New York. «Quando ci troviamo in un ambiente remoto e un manager non ha la supervisione fisica diretta di ciò che stanno facendo i propri dipendenti, allora quella sfiducia viene amplificata. Tutti vogliamo il controllo e per i manager che non sono in grado di vedere i propri dipendenti, questo può sembrare un bisogno ancora più urgente».

  • Alcuni datori di lavoro hanno fatto un ulteriore passo avanti, implementando software di sorveglianza dei lavoratori. E i lavoratori hanno fatto altrettanto. C’è chi ha trovato un modo per mantenere il suo stato Slack come «attivo» mentre si prende una pausa caffè. Alcuni dipendenti stanno persino investendo in strumenti come i “mouse jiggler”, che mantengono attivi i loro stati, per evitare il monitoraggio della produttività.

Effetti collaterali La conseguenza però è che il dipendente si sente sottovalutato, che le sue idee e i suoi pensieri non vengono presi sul serio. E si allontana così sempre di più dall’azienda.

  • In definitiva, un capo elicottero può comportare un aumento delle dimissioni. Ma ci sono anche effetti a lungo termine. Quando i lavoratori sono costantemente controllati e poco autonomi, non riescono a svolgere mansioni in modo indipendente o a uscire dalle loro comfort zone. Sono poco creativi e fanno solo ciò che li fa sentire a proprio agio.
  • Anche i capi elicottero finiscono per subire un notevole aumento del loro carico di lavoro. Sono molto stressati e molto spesso sentono di fare un lavoro che gli altri dovrebbero fare. Di conseguenza, non sono abbastanza concentrati sulla strategia, sono bloccati nelle operazioni quotidiane anziché pensare a lungo termine.

Speranze per il 2023 Alison si augura che prima o poi questo sistema cambierà. Intanto partecipa alle riunioni quotidiane di Zoom e risponde alle continue email nel modo più educato possibile. E continua a sperare che, a un certo punto, il suo capo si renderà conto che è più che in grado di svolgere il suo lavoro senza doverlo avere costantemente col fiato sul collo.

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ULTIMI RITOCCHI ALLA MANOVRA
Ennesima «settimana decisiva» per la manovra economica del governo Meloni, soprattutto alla luce della pagella della Commissione Ue, che ha approvato l’impianto generale del ddl bilancio ma ha bocciato le norme su Pos, contante, flat tax e pensioni. Entro questa settimana dovrebbe arrivare almeno il via libera dall’aula della Camera. Il testo, emendato con le modifiche in Commissione Bilancio, è atteso a Montecitorio da martedì 20 dicembre per la discussione generale.

Cosa c’è di nuovo:


ROMA VS. FRANCOFORTE
Scintille di fine anno tra il governo Meloni e la Banca centrale europea, che nell’ultima riunione ha alzato di mezzo punto i tassi di interesse (come ha fatto pure la Fed). Le critiche, dopo la reazione dei mercati, sono arrivate da Crosetto a Salvini. «Non ho capito il regalo di Natale che Lagarde ha voluto fare all’Italia», ha twittato il ministro della Difesa, pubblicando un grafico con il valore dei Btp in declino.

Riecco al Mes Ma a scaldare gli animi sono state anche le parole di Christine Lagarde sulla «anomalia» dell’Italia, l’unico Paese europeo a non aver ancora ratificato la riforma del Fondo Salva Stati. Il governo ha parlato di modifiche necessarie e rimandato la questione alla discussione parlamentare, ma questo è un ulteriore campo di tensioni con l’Europa. E anche nella maggioranza, viste le aperture di Forza Italia.

 

PNRR AL FOTOFINISH
Ci sono ancora 15 obiettivi su 55 da portare a termine entro il 31 dicembre. Ma, assicura il governo alla fine della cabina di regia sullo stato di avanzamento del Pnrr, «sono stati tutti avviati e in corso di finalizzazione». Tanto che non dovrebbe esserci bisogno di un decreto per accelerare i tempi e semplificare le procedure, ipotesi che era stata presa in considerazione dal ministro del Pnrr e degli Affari europei Raffaele Fitto.

  • Resta il problema della “messa a terra” dei progetti nel 2023, cosa che dipenderà in gran parte dalle amministrazioni locali. Secondo un dossier del Centro Studi Enti Locali (Csel), basato su dati del Mef, ci sono ben 2.196 enti (il 28%) – soprattutto piccoli Comuni – che non sono attuatori dei progetti Pnrr (oltre quelli già assegnati dal Viminale).

Sos subappalti Dopo la settimana di mobilitazione culminata con lo sciopero del 16 dicembre, i sindacati hanno espresso preoccupazione per la riforma del Codice degli appalti approvata dal consiglio dei ministri per le ricadute che potrebbe avere sulla sicurezza e le retribuzioni di 5 milioni di lavoratori nei cantieri. Anche l’Anac è critica.

 

EMERGENZE INDUSTRIALI
Regalo sotto l’albero
 Lufthansa sarebbe pronta a inviare la sua offerta per Ita Airways. La proposta prevede di comprare immediatamente il 40% della compagnia e ottenere il diritto di poter acquisire, entro 3-5 anni, il restante 60%. La mossa è attesa nei prossimi giorni, probabilmente alla vigilia di Natale, per puntare poi alla firma di una prima intesa a fine anno.

Acciaio di Stato L’assemblea degli azionisti di Acciaierie d’Italia è stata riconvocata per il 20 dicembre, mentre si attende che il consiglio dei ministri dia l’ok a Invitalia per salire al 60% dello stabilimento siderurgico sottoscrivendo l’aumento di capitale per 700 milioni. Si vorrebbe fare presto per non pregiudicare definitivamente la capacità produttiva dell’azienda, che a fine anno sarà ridotta a 3 milioni di tonnellate, mettendo a repentaglio parte dei 10mila lavoratori.

Accelerazione Il primo tavolo tecnico tra gli esponenti del nuovo governo e gli azionisti di Telecom Italia, per assicurare il controllo della rete di telefonia fissa e dei cavi sottomarini di Sparkle in mani pubbliche, si è svolto al ministero dello Sviluppo economico in un clima definito “costruttivo”. Tant’è che è stato già convocato un nuovo incontro per il 20 dicembre, e pre-allertata una seconda riunione tra Natale e Capodanno.

NUMERI
Stipendi Nel 2021, lo stipendio medio annuo a tempo pieno per i dipendenti nell’Ue era di 33.500 euro. L’Italia si trova poco sopra la media, secondo i dati Eurostat. Nell’Europa dei 27, nel terzo trimestre del 2022, si registra un incremento dei salari del 2,8%.

Su e giù Bankitalia ha rivisto al rialzo le stime sul Pil, portando il 2022 a +3,8% e il 2023 a 0,4% contro rispettivamente +3,3% e +0,3% delle stime di ottobre. Secondo Istat, intanto, la produzione industriale però è diminuita dell’1% a ottobre.

Dati in arrivo L’Inps pubblica domani i dati dell’osservatorio sul reddito e pensione di cittadinanza a novembre, mercoledì le cifre sulla cassa integrazione a novembre e giovedì quelle dell’Osservatorio sul precariato. Venerdì dall’Istat arriva la fiducia dei consumatori

 

FRONTE GAS
Oggi è in programma la nuova riunione dei ministri Ue dell’energia alla ricerca di un’intesa sul tetto al prezzo del gas. Secondo l’ultima proposta, il tetto scatterebbe qualora il prezzo sul mercato olandese del gas, il “Ttf”, superasse per tre giorni i 188 euro al megawattora.

Pizzino dal Qatar Doha minaccia «un impatto negativo» sulle trattative in corso per le forniture di metano all’Ue dopo che il Paese del Golfo è finito al centro dello scandalo per la presunta corruzione nei confronti di deputati e funzionari del Parlamento Ue. A scatenare la reazione, è stata una risoluzione approvata dall’Eurocamera in cui si «chiede con urgenza che i titoli di accesso dei rappresentanti degli interessi del Qatar siano sospesi fino a quando le indagini giudiziarie non forniranno informazioni e chiarimenti pertinenti».

 

COSE DI LAVORO
Accordi e disaccordi I sindacati non hanno firmato l’accordo sulla settimana corta per i lavoratori di Intesa Sanpaolo (qui tutti i motivi). Per le filiali della banca, la settimana di quattro giorni e nove ore non è prevista, a parte per quelle di dimensioni più grandi su cui sarà avviata una sperimentazione. I sindacati chiedono anche almeno un giorno a settimana di smart working per chi lavora in filiale.

Licenziati Goldman Sachs si prepara a licenziare fino a 4mila persone, l’8% della sua forza lavoro, nonostante i 36,77 miliardi di dollari di ricavi netti nei primi nove mesi del 2022.

Piccolo passo È stato siglato un protocollo straordinario riguardante oltre 3 milioni di lavoratori del commercio, che prevede un importo una tantum pari a 350 euro lordi per il quarto livello. Per i sindacati è un accordo ponte anti-inflazione, in vista del vero e proprio rinnovo del contratto di settore.

In malattia Sono 6 milioni gli adulti che hanno perso o perderanno in media cinque giorni lavoro per un totale di 30 milioni di giornate di lavoro perse causa Covid o influenza. Che equivale a circa 4,5 miliardi tra mancata produttività e costi per lo Stato.

Felici Misurare la felicità dei dipendenti non è facile, ma quest’anno Eurostat ha pubblicato nuovi dati che mostrano come il benessere sul lavoro si intersechi con altri fattori come sesso, età, settore ecc. La maggior parte dei Paesi ha un tasso di soddisfazione sul lavoro più elevato rispetto al 2017.

Le parole del 2022 Bbc ha messo in fila le cinque cose che sono accadute nel mondo del lavoro nell’anno che sta per finire. Anzitutto, la Great Resignation non è stata tale. O meglio, si è trasformata in una Great Reshuffle Great Rethink, che ha portato tra le conseguenze al cosiddetto “quiet quitting”. Poi, il lavoro ibrido è ancora tutto da costruire. E ci sono stati anche molti licenziamenti (soprattutto nel mondo tech). Tra le cose da monitorare nel 2023: se il pendolo del potere si sposterà verso i lavoratori o i datori di lavoro. Vedremo.

Intanto “Forzalavoro” va in vacanza. Ci si ritrova nel 2023, sempre qui.

Buon Natale e buon anno,
Lidia Baratta

 

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