Manovra notturnaMeloni pensa al voto di fiducia per approvare in tempo la legge di bilancio

La premier ha fatto sapere che la scadenza del 31 dicembre sarà rispettata. L’obiettivo è licenziare il provvedimento in commissione e predisporne l’approdo nell’aula di Montecitorio entro domani. Ma le trattative tra maggioranza e opposizione vanno a singhiozzo

Foto Roberto Monaldo / LaPresse

«La manovra sarà approvata nei tempi previsti», assicura in un’intervista al Corriere Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento. «È un obiettivo del governo, della maggioranza e che dovrebbe stare a cuore a tutti. Dicono che siamo in ritardo? Calendario alla mano, abbiamo fatto una corsa contro il tempo. L’anno scorso la manovra è arrivata al Senato tra il 21 e il 22 dicembre e noi la stiamo portando in Aula alla Camera negli stessi tempi, ma con un governo nato 50 giorni fa».

Anche la premier Giorgia Meloni ha fatto sapere che la scadenza del 31 dicembre sarà rispettata, ricorrendo, tra l’altro, al voto di fiducia anche alla Camera. «Chi evoca l’esercizio provvisorio, cerca l’esercizio provvisorio. Per quanto ci riguarda andiamo avanti e mi sento di garantire che ci sarà la legge di Bilancio nei tempi previsti», ha dichiarato mentre si susseguono le voci di incolmabili ritardi nell’iter approvativo del provvedimento da parte della commissione Bilancio alla Camera.

Le trattative tra maggioranza e opposizione vanno a singhiozzo, rallentando il percorso del testo. E a surriscaldare gli animi è anche il taglio della dote di 400 milioni di euro riservata al Parlamento, che viene dimezzata a 200 milioni (100 milioni per le modifiche dei gruppi di maggioranza e la restante metà ai parlamentari delle opposizioni).

Nel frattempo, sono continuati ad arrivare emendamenti dai vari ministeri, complicando l’opera di sintesi che dovrebbe portare al via libera del provvedimento da parte della commissione per poi passare il testo all’aula, che lo attendeva per oggi.

L’esame degli emendamenti segnalati dai gruppi e delle proposte di modifica depositate dal governo e dai relatori è proseguito nella notte. L’obiettivo è licenziare il provvedimento in commissione e predisporne l’approdo nell’aula di Montecitorio entro domani, un passaggio cruciale con tanto di richiesta di voto di fiducia da parte del governo, assicurando così la trasmissione del testo «blindato» al Senato, per l’approvazione finale nella settimana tra Natale e il 31 dicembre.

In particolare, i contenuti di alcuni emendamenti del governo sollevano le proteste dell’opposizione. Come nel caso della proposta che cambia le regole sulle intercettazioni preventive dell’intelligence: avranno una durata di 40 giorni e saranno prorogabili di 20 giorni in 20, i dati saranno distrutti entro sei mesi, i costi dell’attività di indagine non saranno più sostenuti dal ministero della Giustizia, bensì direttamente in autonomia dagli uffici dell’intelligence. L’ex ministro Pd Andrea Orlando denuncia: «Attenzione all’emendamento sulle intercettazioni preventive che le sgancia da ogni ancoraggio alle intercettazioni investigative, ponendole sotto il controllo politico con la scusa del finanziamento Mef! Stato di polizia?». La replica di Palazzo Chigi spiega che si tratta di una misura che «razionalizza» i meccanismi operativi, senza ampliare l’attività di ascolto.

Tra le modifiche a corredo della manovra anche la norma «salva calcio», che consente dal 2023 di pagare in 60 rate i 900 milioni di tasse che il mondo dello sport deve ancora versare dopo la sospensione causa Covid. Negli emendamenti dei relatori, c’è anche il cambio del bonus 18App, che sarà garantita in base al tetto Isee.

Al momento nessuna modifica è stata inserita su Opzione Donna, mentre è salito all’85% l’adeguamento delle pensioni tra quattro e cinque volte il minimo.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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