Meloni in AlgeriaIl rigassificatore di Piombino dovrà entrare in funzione in primavera, dice Tajani

La premier è in visita ad Algeri per proseguire il piano Draghi di indipendenza energetica dalla Russia. Intanto il ministro degli Esteri ha appena ottenuto dall’Egitto l’impegno a inviare in Italia fino a 3 miliardi di metri cubi di gas naturale liquefatto entro la fine dell’anno. Ma le infrastrutture dovranno essere pronte

(La Presse)

Italia come hub di distribuzione energetica dal Nord Africa all’Europa. In occasione del suo viaggio in Algeria, la premier Giorgia Meloni, accompagnata dall’amministratore delegato dell’Eni Caludio Descalzi e dal presidente di Confindustria Carlo Bonomi, porterà avanti il percorso avviato da Mario Draghi nella sua precedente visita per ricercare nuove fonti di approvvigionamento energetico ed affrancarsi dall’energia russa.

Il tutto avviene dopo il tour nel Mediterraneo del ministro degli Esteri Antonio Tajani tra Turchia, Tunisia ed Egitto. Dal Cairo è arrivata un’apertura sui casi Regeni e Zaki e l’impegno a inviare in Italia fino a 3 miliardi di metri cubi di gas naturale liquefatto entro la fine dell’anno. Ma, dice Tajani al Messaggero, «il rigassificatore di Piombino dovrà essere in funzione in primavera».

Tajani spiega che lo scopo delle missioni nel Mediterraneo «è innanzitutto rispondere alla crisi energetica e affrontare il tema delle migrazioni irregolari. Per questo vogliamo riprendere contatti diretti con tutti i governi dell’area e un coordinamento su temi cruciali».

L’Egitto, spiega il ministro, «ha iniziato a esportare gas anche verso l’Italia. Grazie alle scoperte dell’Eni, il Cairo prima ha raggiunto l’autosufficienza e poi è diventato Paese esportatore. Per l’Italia è una sicurezza strategica avere più fornitori, con vari canali di approvvigionamento». Dal Cairo già nel 2022 è arrivato un miliardo di metri cubi di gas. Nel 2023 dovrebbero essere oltre 3 miliardi ma Piombino dovrà essere in funzione in primavera». Poi servirà superare le «strozzature» italiane. «A parte il tema di Piombino, c’è il tema di collegare il Sud al Nord del Paese, di superare le difficoltà che rallentano le forniture dal Mediterraneo».

Da una parte l’Egitto, dall’altra l’Algeria, dove in queste ore è in missione la premier Meloni. Nel primo semestre 2022 l’Algeria è diventata il primo fornitore di gas naturale dell’Italia. Ad aprile, Algeri aveva assicurato a Roma una fornitura di 9 miliardi di metri cubi aggiuntivi di gas fino al 2024, di cui 3 miliardi già per questo inverno. A luglio, a ridosso della visita di Draghi, i vertici di Sonatrach, la società di Stato algerina che opera nel campo dell’energia, avevano anticipato l’invio di altri 4 miliardi di metri cubi aggiuntivi, numeri fondamentali per affrancare l’Italia dal Cremlino.

L’idea di Meloni sarebbe quella di creare uno «spazio di stabilità e di prosperità condivisa» nei Paesi africani, anche per affrontare in modo strutturale il problema delle migrazioni. La volontà del governo è di lavorare alla prospettiva di lungo periodo dell’Italia hub energetico del Mediterraneo, di gas ma anche di idrogeno verde.