Cambiare si puòRicostruire ricordi attraverso il cibo, nella cucina di casa propria

È quello che ha fatto Alfredo Chirizzi, dopo anni prestati alla fashion industry oggi gestisce il proprio home restaurant vivendo di quotidiane scoperte

Parlare di cibo è una cosa seria. Ci sorridono spesso amici e colleghi quando raccontiamo una professione che anziché narrare fatti di cronaca nera e di politica si diletta a descrivere le alveolature più o meno pronunciate di una pizza, quanto è cotta, croccante, leggera, digeribile. Il potere del cibo è testimoniato da libri di storia, religione, filosofia ed è sotto gli occhi di tutti quando l’atto di mangiare insieme, di condividere il cibo con chi ci sta accanto, sia qualcosa che unisce e accomuna. Forse è questo uno dei motivi per i quali negli ultimi tempi sono nati sempre più progetti che spostano il ristorante fuori dai suoi soliti confini, creando pop up, temporary bar, tavoli sociali e home restaurant. Mangiare seduti al bancone di un ristorante è stato uno dei primi passi per scardinare il format della tavola tradizionale, così come l’introduzione dei communal table dove più persone, a coppie o in gruppo, condividono lo stesso spazio.

A differenza di contesti aperti al pubblico, l’home restaurant è qualcosa che è sempre esistito ma senza la giusta “confezione”: mangiare a casa di amici non è una novità. A tutti è capitato di invitare amici a cena e unire le forze per mettere insieme una pasta e un secondo. Tuttavia, non li abbiamo mai chiamati home restaurant. Lo sa bene Alfredo Chirizzi, che da qualche tempo a questa parte ha scelto di trasmutare la propria vita, e la propria casa, in qualcosa che si era sempre solo immaginato. Si chiama ALFIO ed è un home restaurant, aperto una volta al mese, con soli dieci posti – quelli che lo spazio è in grado di accogliere – belle chiacchiere, cucina casalinga e vino naturale. «Quando sono arrivato a Milano dieci anni fa, sentivo parlare dei primi ristoranti a casa delle persone, chi magari aveva appartamenti di un certo tipo, in contesti industriali o signorili e ricordo che mi sarebbe sempre piaciuto farne uno mio. Mi piace ospitare persone a casa rendendo la tavola il centro di questa esperienza […] Mi sono trovato tantissime volte a vedere i miei amici varcare l’uscio per tornare a casa molte ore dopo aver mangiato, bevuto, ascoltato tanta musica e chiacchierato a più non posso». Stanco della sua situazione lavorativa, intrappolato nel mondo della moda da diversi anni, Alfredo ha deciso di provare a trasformare la sua passione in professione e a dicembre 2022 ha lanciato ALFIO. «Grazie al supporto delle mie amiche de Il Pingro e al mio amico Massimiliano primo vero cliente di Alfio e del Sunday Service sono partito. Da lì con l’enorme aiuto e pazienza di Vanessa la mia dolce metà, Irene, Stefania e Matteo compagni di avventura, è stato un susseguirsi di eventi. Gli chiediamo che cosa rende speciale una situazione come la sua: l’energia. «Quell’alchimia strana che si scatena tra un disco, un grissino, il sole che bacia la tavola, il piatto fumante, un buon calice di vino».

Da Alfredo si viene la domenica, giorno di ozio e di relax, per un solo Sunday Service al mese. Ogni menu nasce con l’intento di costruire ricordi, tratti da esperienze veramente vissute o viaggi passati. «In un Sunday Service uno dei piatti era la scarpetta dei miei due sughi preferiti in ricordo di quando da piccolo mi svegliavo e trovavo mia madre a cucinare il ragù e di nascosto immergevo il pane nella pentola con la speranza che non mi vedesse. Una cosa che accomuna molte persone, è quasi uno stereotipo del piccolo chef, così ho provato a farne un piatto, un momento buono e bello da condividere sulla mia tavola. Come è facile immaginarsi Alfio è un unico tavolo, dove si cerca di sparpagliare le persone per socializzare il più possibile e lasciare che la compagnia abbia il sopravvento. «Mi auguro sempre che gli ospiti capiscano la tipologia di situazione eil contesto, venendo con una mentalità aperta ed essere pronti a condividere la propria esperienza e ad ascoltare chi si ha vicino». Se state pensando che bisogna avere necessariamente un’età per questo genere di esperienze non è vero, ma la curiosità aiuta anche i più timidi. Per prenotare un tavolo da Alfio potete cercare Alfredo direttamente sul suo profilo Instagram e porre a lui tutte le domande del caso. Buon Sunday Service!

Photo credits Matteo Bellomo e Stefania Zanetti

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