Abitare lo spazioÈ ora di chiedersi come saranno le città fuori dalla Terra

I primi insediamenti sulla Luna saranno una realtà tra pochi decenni. Poi la nostra specie si rivolgerà alle altre galassie. I creatori al Politecnico di Milano del primo e unico corso al mondo di Space Design sostenuto dall’Esa guidano il lettore in questo «Rinascimento interplanetario»

Foto di Max Letek su Unsplash

Le città raccontano la vita di chi le ha costruite. Guardando alle città del passato possiamo cercare di capire come vivevano i loro abitanti, che tipo di ordinamento sociale avevano, come si rapportavano gli uni agli altri, e tutti insieme come si ponevano nei confronti del mondo che li circondava.

Ci accostiamo con curiosità a questi organismi viventi, perché questo sono le nostre città, che portano scritta in faccia la propria storia attraverso il tempo, e il nostro stupore è maggiormente grande tanto più ne siamo lontani, storicamente e geograficamente.

Il ponte levatoio che si chiudeva alla sera e la loggia dei mercanti in cui avvenivano le contrattazioni ci portano subito indietro nel tempo, al Medioevo, quando un comune toscano era più distante da un villaggio siberiano di quanto la prossima base lunare sarà distante dalle rampe di lancio di Cape Canaveral, in termini di percezione e tempo per coprire il tragitto.

Molto probabilmente lo stesso comune duecentesco è anche più distante nel tempo da noi rispetto alla prossima colonia umana su un altro pianeta. […] Attratti come siamo dal futuro, mentre lo inseguiamo vedendolo che ci galoppa davanti, possiamo immaginarci altrettanto stupiti tra qualche anno osservando la trasformazione delle nostre città? Probabilmente.

Avverranno grandi mutamenti nel modo di vivere, sospinti dall’innovazione come è sempre stato, e questi cambieranno il panorama visivo del mondo che ci circonda. […]

Stiamo sempre parlando di qualcosa che riguarda il nostro mondo, di visioni future che si basano su dati certi, di tecnologie in divenire, di ambienti naturali conosciuti e ultra-analizzati. Ma se i più attenti all’argomento possono contare sull’ingegno di molti urbanisti-architetti-economisti che quotidianamente proiettano visioni di un mondo prossimo, quelli più curiosi, ma veramente curiosi, inizieranno a chiedersi: come si vivrà al di fuori della Terra? E noi siamo tra questi. Nel frattempo, siamo ritornati a guardare le stelle.

Gli esseri umani continuano a immaginare come migliorare la qualità della propria vita sulla Terra, ma contemporaneamente hanno ripreso a studiare l’universo con un impulso nuovo e ne stanno pianificando l’esplorazione.

Oggi guardiamo alla Luna come prossima meta per il primo esperimento di colonizzazione interplanetaria, con un occhio già a Marte, e mentre i tempi di previsione delle missioni inevitabilmente si allungano per la complessità dell’impresa, si intensificano i programmi di esplorazione e di messa a punto della logistica, delle infrastrutture, dei sistemi abitativi extraterrestri, dei cicli di vita che ci permetteranno di abitare, in modo continuativo, su diversi pianeti superando le barriere dovute alle condizioni estreme.

Le difficoltà sono note: la mancanza di atmosfera, e quindi di ossigeno vitale per la sopravvivenza; la temperatura estrema, con variazioni termiche davvero esagerate, visto che la Stazione spaziale internazionale (Iss), che orbita a circa 400 chilometri dalla Terra, deve fare i conti con un’escursione termica esterna che va circa dai −160 ai 120 °C, passando dall’oscurità alla luce del Sole ogni 90 minuti; la gravità ridotta, che altera molti parametri fisiologici provocando danni al sistema muscolare e osseo; le radiazioni solari, ancora poco esplorate.

Questo mix di condizioni avverse e ostacoli apparentemente insormontabili è un potente deterrente che potrebbe frenare o comunque, rendere molto difficile la vita nello spazio. Ma pensate allo stupore di assistere in un solo giorno a 16 albe e 16 tramonti, ovvero ogni 90 minuti, il tempo impiegato dalla Iss per compiere un giro intorno alla Terra. […]

Gli innamorati della tecnologia, attratti dal nuovo, spesso sono molto attenti anche all’estetica generata da nuovi materiali, e non possono quindi fare a meno di chiedersi come saranno le città che noi umani realizzeremo nell’universo, quanto saranno innovative e quanto diversa sarà la vita di chi abiterà in quegli agglomerati, in condizioni totalmente dissimili da quelle che abbiamo oggi.

Chiedersi anche come sarà definita la bellezza di questi insediamenti sarà uno degli obiettivi principali di chi costruirà queste città e abiterà altre galassie.

Da “Le città dell’universo. Come sarà abitare nello spazio” di Annalisa Dominoni e Benedetto Quaquaro, Il Saggiatore, 200 pagine, 16 euro.

Le newsletter de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter