La balena neraÈ già iniziata la lunga e malconcia campagna elettorale per le europee 2024

Prepariamoci a un anno e mezzo di presenzialismo in televisione di tutti i leader politici italiani. In cerca di una rivincita, di una conferma o di un salvataggio in extremis, alla guida di truppe più o meno esauste

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In un Paese pazzesco come l’Italia è già cominciata la campagna elettorale più lunga della storia repubblicana, tra un anno e più si vota per le elezioni europee e fin da ora gli stati maggiori dei partiti sono al lavoro. Lo si dice sempre ma questa volta è particolarmente vero: questa volta si tratta di elezioni fondamentali, forse storiche essendo in gioco la tradizionale leadership politica dell’Unione europea a trazione popolare-socialista mediante il sorgere di un’egemonia popolari-destra-estrema destra. Ma come sempre le Europee sono un grandissimo test di valore politico nazionale nella quale la posta in gioco stavolta è decisiva per tutti tanti è vero che hanno preso a circolare forti indiscrezioni sulla volontà dei leader di candidarsi. 

Nel quadro politico da ieri c’è in più l’enigma del Terzo Polo buonanima che aveva fatto delle Europee la grande occasione per spezzare il bipopulismo italiano incuneandosi alla grande tra il nazionalismo di Giorgia Meloni e il gauchismo di Elly Schlein ma va da sé che dopo la rocambolesca rottura tra Carlo Calenda e Matteo Renzi finita a pesci in faccia bisogna rifare tutti i conti: Azione e Italia viva, separati, possono puntare ragionevolmente a superare lo sbarramento del 4 per cento? Più che no che sì, verrebbe da rispondere d’istinto e infatti qualcuno già ipotizza una lista unitaria Azione-Iv-PiùEuropa ma c’è da chiedersi se la inusitata rissosità tra Calenda e Renzi possa essere in qualche modo superata: in ogni caso, entrambi dovrebbero candidarsi per trascinare le rispettive liste o l’eventuale lista unica. 

E così anche Elly Schlein potrebbe lasciare Roma per Bruxelles – il numero uno del Partito storicamente guida la lista – così come farà certamente Stefano Bonaccini oltre a big di peso e portatori di voti come Michele Emiliano e Vincenzo De Luca nel caso in cui il Nazareno lo convinca a lasciare l’amata Campania, è il discorso potrebbe valere anche per sindaci importanti come Dario Nardella e qualche esponente del vecchio corso rimasto a piedi dopo l’exploit di Elly. 

Se per Calenda e Renzi l’appuntamento del 2024 è semplicemente cruciale per giocare la scommessa del riformismo macroniano equidistante tra destra e sinistra, nondimeno lo è per una Schlein alla prima vera prova elettorale: per lei è vietato sbagliare, già ci sono tanti galli pronti a beccarne le spoglie se la nuova segretaria dovesse dimostrare di non saper fronteggiare il primato di Giorgia Meloni. 

Dario Franceschini, soprannominato la Pitia del Nazareno capace di sfornare sempre oracoli esatti scommette con tutti che il Pd targato Schlein arriverà al 30 per cento sorpassando Fratelli d’Italia (ma è di ieri un sondaggio che segnala per la prima volta un arretramento del “nuovo Pd”). 

Il tratto della campagna del Pd sarà appunto ispirato all’idea di arginare l’onda della destra arrembante guidata da questa “Balena nera” che si chiama Fratelli d’Italia che potrebbe sconfinare dall’abituale comfort zone di destra per tracimare su territori più centristi, anche grazie alla probabile crisi di Forza Italia dovuta al forzoso ridimensionamento dell’impegno di Silvio Berlusconi. 

Giuseppe Conte, nelle ultime settimane totalmente ai margini del dibattito pubblico, non potrà non scendere in campo personalmente essendo ormai la sola figura di un residuo appeal elettorale del cosiddetto Movimento Cinque Stelle, ancora così chiamato per inerzia dato che nulla c’entra con i fasti populisti di quindici anni fa. 

È probabile dunque che vedremo tutti i leader in pista a guidare truppe più o meno esauste o al massimo in tanti i ringalluzzite, come pare il Pd di oggi, in un impazzenti di candidati alla ricerca di una ciambella di salvataggio politica e in molti casi anche personale. Il tutto mentre lei, Giorgia Meloni, ha in animo di passare all’incasso grazie alla crisi degli avversari e alla debolezza degli alleati, pronta a lanciare la “Balena nera” nell’oceano di un elettorato depresso che in lei pensa di trovare una forma di rassicurazione sulla vita. 

Ammesso e non concesso, ça va sans dire, che tra un anno sulla tolda di comando ci sarà ancora lei, come il comandante Achab prima di naufragare.

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