Fortezza EuropaManfred Weber propone di pagare la Tunisia per respingere i migranti

In una intervista al Corriere della Sera, il capogruppo al Parlamento Ue del Partito popolare europeo riconosce all’Italia di aver gestito da sola la crisi migratoria e annuncia un emendamento del Ppe per finanziare con fondi Ue le barriere costruiti dagli Stati membri nelle frontiere esterne

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«Sulla migrazione servono misure concrete di solidarietà verso l’Italia da parte degli altri Paesi Ue. Il governo tedesco e francese, ma anche gli altri, non possono stare a guardare, devono portare volontariamente i migranti con un diritto di asilo sul loro territorio». A dirlo non è un esponente di Fratelli d’Italia o della Lega, ma il tedesco Manfred Weber, capogruppo al Parlamento Ue del Partito popolare europeo. 

In una intervista al Corriere della sera Weber parla lungamente della questione migranti, offrendo una inedita apertura a superare il Trattato di Dublino con una riforma che superi la regola che impedisce ai richiedenti asilo di presentare domande in più Stati membri e aspettare il via libera nel paese dove si arriva la prima volta, quasi sempre Italia, Spagna o Grecia. 

«A livello Ue la solidarietà non funziona. Ringrazio il governo italiano per il modo in cui accoglie i migranti e cerca di salvarli e aiutarli. Abbiamo bisogno di azioni comuni e ci rammarichiamo molto del fatto che da parte della Commissione e degli Stati Ue non ci siano molta consapevolezza, né ascolto né molta azione verso un problema serio», spiega Weber che annuncia una proposta di emendando del Partito popolare europeo al bilancio europeo per finanziare con fondi Ue la costruzione di muri alle frontiere, come quelli in costruzione in Grecia, Polonia e Lituania: «Il Ppe pensa che l’Ue debba finanziare queste recinzioni perché non si tratta di proteggere i confini nazionali ma quelli europei».

Per provare a risolvere la situazione, Weber ha chiesto un dibattito speciale al Parlamento Ue per cercare solidarietà verso l’Italia e propone alla Commissione e agli Stati membri di presentare al Consiglio europeo una proposta economica alla Tunisia per diminuire gli sbarchi: «L’abbiamo già fatto anni fa con il piano Ue per la Turchia, per il quale abbiamo speso circa 6 miliardi. Serve uno sforzo simile con i nostri partner del Nord Africa».

 

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