Design nel piatto Piattaforme ideali per giovani concreti

Emersivi è il progetto di Orografie, brand guidato da un’imprenditrice siciliana amante del bello, che da tre anni permette a giovani progettisti di mettersi in gioco e produrre un loro oggetto

Emersivi è chiarissimo fin dal titolo: un contest rivolto ai giovani designer che vuole portare alla luce idee innovative e professionisti capaci. Si conferma il terreno di sperimentazione e innovazione scelto da Orografie per incontrare la visione delle nuove generazioni di progettisti, nati già anfibi, e testimonia il ruolo di talent-scout del brand a supporto di giovani talenti. Si aggiunge quest’anno una tappa all’evoluzione di Orografie che, fin dall’inizio, ha legato il suo percorso nel sostenere i giovani attraverso la piattaforma Emersivi, partecipando all’edizione 2020 – con il workshop di design di prodotto che ha visto tre progetti inserirsi nella prima collezione del brand – e all’edizione 2021 con il workshop di storytelling, il cui risultato è stato “Mi hai lasciato senza fiato”, racconto illustrato tra design e scenari anfibi, da poco in vendita in libreria e on line.

La terza edizione del workshop, svoltosi a ottobre 2022 nella cornice di EDIT Napoli, era rivolta al design di prodotto e ha permesso a 30 giovani under 30 di misurarsi con il pensiero declinando, in forma di progetto, il brief che era focalizzato su due ambiti specifici: food Rituals e selfcare. Nell’ambito di food rituals è ‘emerso’ il progetto di Paolo Stefano Gentile. Nato a Cernusco sul Naviglio, classe 1996, Gentile vive e lavora a Milano occupandosi di product design e art direction. Si è laureato in product design alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano nel 2019, anno in cui ha iniziato a collaborare con studi professionali e a sviluppare progetti personali. Nel 2020 Elle Decor lo ha inserito nella lista dei 30 migliori giovani talenti internazionali, nello stesso anno è stato incluso nella selezione dei giovani talenti di MFL. I suoi progetti sono stati pubblicati sulle principali riviste del settore ed esposti in eventi quali Dutch Design Week, EDIT Napoli, Maison&Objet, Milan Design Week e altri.

Ha convinto la giuria composta da designer senior ed esperti presentando “Pocopiano”, che è un piatto di ceramica di forma circolare, ma non si limita a questo.  L’andamento della forma restituisce al suo interno un incavo generato da una progressiva pendenza. Questo dualismo, carattere specifico del piatto, consente di riporre diverse tipologie di pietanze e di “creare” un gioco di consistenze. Tra solido e liquido, Pocopiano è un invito a fare scarpetta raccontando una storia e vivendo la creazione della ricetta come parte della ritualità del servirla. Un piatto giovane, studiato da un giovane e dedicato ai suoi coetanei. Lo stesso Paolo Stefano Gentile dice: «Era da tempo che volevo disegnare un piatto, e quando mi sono confrontato con il progetto nel corso del workshop, ho subito pensato di farlo. Partendo proprio dalla parola “emersivi” mi sono collegato all’aspetto della natura, alle maree, al liquido che emerge. Ho iniziato a disegnare un piatto a giro, ispirandomi all’idea dell’elica. Ne ho poi parlato con Giorgia (Bartolini) e Vincenzo (Castellana), founder e art director del brand organizzatore, che mi hanno aiutato a sviluppare la mia idea iniziale, pensare a una pagina bianca che potesse essere personalizzata. Una poesia su un foglio bianco che potesse essere scritta e interpretata dalla mente e dalle sapienti mani di uno chef. E siamo così arrivati, insieme, a Pocopiano». A firmare le ricette alla presentazione del piatto durante la Design Week milanese c’era un altro Bartolini, Enrico, nel suo Mudec.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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