Decreto FuortesCambio ai vertici Rai, il governo ha commissariato pure Inps e Inail

Nel consiglio dei ministri di ieri sera, all’interno del decreto legge su enti pubblici e società, c’è anche una norma che cambia la governance dei due istituti. Via Tridico e Bettoni. Così, dopo aver cancellato reddito di cittadinanza e decreto dignità, Meloni depenna pure quello che fu il «padre» delle due leggi insieme a Luigi Di Maio

Foto Roberto Monaldo / LaPresse

Non solo la Rai. Il governo ha commissariato pure Inps e Inail. Il Consiglio dei ministri di ieri sera non ha sbloccato la partita delle nomine su Guardia di Finanza e men che meno sul ricambio ai vertici della Polizia, limitandosi a indicare Nicola Dell’Acqua come commissario straordinario per l’emergenza idrica e a deliberare lo stato di emergenza a seguito dell’alluvione in Emilia Romagna. Ma intanto ha varato la norma prevista sulle fondazioni liriche: una sorta di “norma ad personam” per far saltare il sovrintendente del San Carlo di Napoli Stéphane Lissner a causa di raggiunti limiti di età (70 anni) e aprire così la strada all’uscita dalla Rai dell’attuale ad Carlo Fuortes, dando così il via alla giostra delle nomine nella tv pubblica.

Ma a sorpresa, il governo ha deciso di commissariare sia l’Inps che l’Inail, con la scusa di voler modificare la loro governance. All’interno del decreto legge su enti pubblici e società, c’è anche una norma che cambia la governance dei due istituti, eliminando la figura del vicepresidente e riducendo la carica del direttore generale da cinque a quattro anni. In attesa di questo nuovo assetto, verrà nominato un commissario straordinario.

Salta quindi il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, l’economista messo alla guida dell’ente di previdenza pubblica nel 2019 dal governo Conte uno, su proposta dell’allora ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, del quale Tridico era stato consigliere con un ruolo da protagonista nel varo del Reddito di cittadinanza e del decreto Dignità. Con il decreto del Primo maggio il governo Meloni ha ridimensionato il Reddito, sostituito con l’Assegno di inclusione, e smontato il decreto Dignità, rimuovendo le rigide causali sui contratti a termine. Ora viene rimosso anche il «padre» di queste leggi.

Oltre a Tridico, decade anche il presidente dell’Inail, l’istituto di assicurazione sugli infortuni sul lavoro, Franco Bettoni.

I due presidenti attuali sono entrambi in scadenza. Il presidente dell’Inps Pasquale Tridico, nominato in quota M5S, scade il 22 maggio. Il presidente dell’Inail Franco Bettoni, in quota Lega, scade il 30 ottobre. La spartizione politica dovrebbe portare la guida di Inps in capo a Fratelli d’Italia, mentre quella dell’Inail resterebbe alla Lega.

Il cambio della governance è uno stratagemma giuridico già usato in passato per far saltare i vertici di Istituti pubblici, come Inps e Inail, non sottoposti a spoils system. E i cui vertici sono sostituiti non al cambio del governo, ma al termine del mandato quadriennale. Il governo Meloni ha deciso di non attendere il termine naturale degli incarichi di Tridico e Bettoni. E agire prima, modificando tutto l’assetto di vertice.

Nel caso dell’Inps era anche pendente un contenzioso sulla reale scadenza di Tridico. Secondo un parere dell’avvocatura dell’Inps, chiesto dal presidente, il termine cade nel 2024, allineato all’attuale cda. Secondo l’avvocatura dello Stato il prossimo 22 maggio.

Ora cambia tutto. Come chiarisce il comunicato di Palazzo Chigi, «si abolisce la figura del vicepresidente». La carica è ora coperta da Marialuisa Gnecchi (Pd) per l’Inps e da Paolo Lazzara (Cinque Stelle) per Inail. «Si prevede anche una modifica dei poteri del presidente», continua il comunicato. Sarà il nuovo presidente a proporre al cda la nomina del direttore generale che durerà in carica quattro anni anziché cinque come ora, «in allineamento con tutti gli altri organi ». E non sarà più espressione diretta del Cda, ma scelto con «procedura comparativa di interpello, come per i dirigenti della Pubblica amministrazione, anziché tra i dirigenti interni o tra gli esperti della materia.

Entro dieci giorni dall’entrata in vigore del decreto, sarà nominato un commissario straordinario sia per Inps che Inail, «con la conseguente decadenza dei presidenti, dei vicepresidenti e dei Consigli di amministrazione».

Il cda dell’Inps, tra l’altro, ha un posto vuoto da fine ottobre, allorquando si è dimesso Rosario De Luca, marito dell’attuale ministra del Lavoro Marina Calderone, diventato presidente dell’ordine dei consulenti del lavoro. Carica lasciatagli in eredità dalla moglie. Degli altri membri, due sono in quota Pd e uno Lega. In Inail invece due membri del cda sono in quota Pd e due M5S. Il rimescolamento politico porterà a un diverso assetto, tenendo conto anche dei posti per Forza Italia.

Per la carica di presidente dell’Inps, nel totonomi c’è l’esperto di previdenza di area leghista Alberto Brambilla, ora consigliere del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Ma anche Mauro Nori, già direttore generale dell’Inps, direttore generale della Consob, consigliere della Corte dei Conti e ora capo di gabinetto della ministra del Lavoro Calderone.

Tridico, raggiunto al telefono dal Corriere, commenta: «È una decisione immotivata e incomprensibile. Gli istituti si commissariano per inefficienza, per malaffare, per dissesto o per un cambio radicale della governance. L’Inps ha chiuso l’ultimo bilancio con un attivo di due miliardi, nonostante l’ondata d’urto del Covid, durante la quale l’ente ha gestito prestazioni straordinarie per 60 miliardi di euro a 16 milioni di cittadini, in aggiunta ai 42 milioni di prestazioni ordinarie. In 4 anni siamo uno dei pochi enti che ha assunto: oltre 12 mila persone. E per quanto riguarda il Pnrr abbiamo già realizzato il 75% dei progetti».

 

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