Cicli di acqua 30 anni per il viaggio dalla roccia alla sorgente

Ognuna è diversa dalle altre e dovremmo imparare a degustarle come si fa con il vino. E imparare che il sapore dipende dal percorso che fa quando filtra tra le rocce, da cui acquisisce caratteristiche organolettiche uniche

Credits @Sanpellegrino

Facile come bere un bicchiere d’acqua. È un modo di dire comune, quando si pensa a qualcosa da fare di estremamente semplice. Eppure in un bicchiere d’acqua c’è talmente tanta complessità che risulta difficile anche raccontarne l’origine.

Siamo tutti abituati ad avere l’acqua nelle nostre case, nella scrivania di fronte al computer mentre lavoriamo, in palestra, a tavola, sul comodino accanto al letto, nella borsa. L’acqua è fonte di vita, ma spesso non ci rendiamo conto di quanta ce ne sia davvero, di vita, all’interno di un banale bicchiere di vetro.

Oggi noi vogliamo raccontarvelo questo viaggio. Quello dell’acqua, che dal sottosuolo emerge e arriva fino a noi, in un ciclo continuo, dall’atmosfera alla terra. Un viaggio sempre diverso, che può essere più tortuoso o più lineare, più lungo o più breve: l’acqua non è mai la stessa e questo è bene ricordarlo. Ad esempio, se prendiamo uno dei simboli dell’eleganza e del buon gusto italiano, l’Acqua S.Pellegrino, scopriamo che, per poterla gustare, dobbiamo aspettare almeno 30 anni, che equivalgono al tempo in cui scorre nel sottosuolo prima di sorgere. Così come, invece, sono 14 gli anni di cui necessita un’altra acqua icona dello stile italiano, l’Acqua Panna.

Questi percorsi portano l’acqua ad essere sempre diversa da sé stessa. Non è mai semplice acqua, ma un qualcosa di unico che va saputo interpretare e degustare. Perché è in quel percorso che l’acqua assume la sua personalità, si trasforma e assorbe le caratteristiche che ne determinano la sostanza.

Conoscere l’acqua, per comprenderla e apprezzarla nel migliore dei modi. E il suo ciclo è affascinante, rappresenta la vita che si rigenera e rinasce da sé stessa. Passo dopo passo, come in una danza dai ritmi scanditi e ordinati, l’acqua è una successione di cambiamenti di stato fisico e scambi di massa idrica tra la crosta terrestre e l’atmosfera. C’è l’evaporazione dalla terra al cielo; la condensazione, in cui il vapore si trasforma in acqua; la precipitazione, quando l’acqua torna dal cielo di nuovo in terra; l’infiltrazione, dove l’acqua penetra nelle rocce.

È in questa fase che l’acqua comincia la sua trasformazione per come noi la conosciamo. Quando si infiltra tra le rocce, fino ad incontrare una parte del terreno impermeabile, e alimenta le falde acquifere, in un movimento lento che può durare anche migliaia di anni. Sono le rocce a dare all’acqua le sue caratteristiche, ad attribuirle proprietà e minerali. E la natura ci racconta di substrati sempre differenti, di composizioni di terreni che mutano in base alle condizioni e ai luoghi in cui si trovano. Ecco spiegato in breve il motivo per cui l’acqua non è mai semplicemente acqua.

Siamo abituati infatti a degustare il vino, l’olio o anche il caffè. L’acqua spesso rimane appannaggio dei soliti esperti o di chi si occupa di alta ristorazione. Quando invece tutti dovremmo essere in grado di scegliere l’acqua con cui dissetarci. Perché diventa un qualcosa che va al di là delle caratteristiche di consumo di questo “prodotto”, se vogliamo definirlo in questa maniera, ma si trasforma in una scelta e in uno stile di vita.

Il Gruppo Sanpellegrino, con le sue acque, S. Pellegrino e Panna, punta da sempre a cambiare il modo in cui l’acqua è percepita dal consumatore, cercando proprio di renderlo più consapevole.

Ancora una volta l’acqua è protagonista, quindi, di esperienze sensoriali che cambiano a seconda della sua essenza. S.Pellegrino, ad esempio, è distinguibile per le sue particolari note che ricordano il territorio dal quale sgorga. Il suo bouquet e il perlage fine e persistente infatti ci riportano subito alla freschezza della neve della Val Brembana, nel bergamasco. Così come l’Acqua Panna, con il suo gusto morbido ed equilibrato, ci narra la storia antica della sua sorgente, che si trova nei pressi di Scarperia, vicino a Firenze, e che era già conosciuta nel 1500.
Se riflettiamo su queste caratteristiche, ci rendiamo subito conto di come siano due acque diverse tra loro e influenzate dai territori di origine, benché entrambe siano ambasciatrici di un gusto tutto italiano, fatto di condivisione ed eccellenza. Un po’ come gli italiani stessi, che, in fatto di acque, non si accontentano di bere a caso, e non per niente, infatti, sono tra i primi consumatori al mondo di acque minerali.

Come si può però arrivare a capire le differenze tra le tipologie di acqua che beviamo? Imparando ovviamente a degustarle nel modo giusto, proprio come si conviene con il vino. Innanzitutto bisogna partire dal bicchiere, che, a differenza di come si fa con il prodotto di Bacco, dev’essere senza calice per permettere il contatto con il calore della mano per facilitare il rilascio degli aromi dell’acqua. Anche il bicchiere fa la differenza, quando si degusta l’acqua: quello per l’acqua frizzante, come S.Pellegrino, deve avere la bocca stretta, quello per la liscia, come Acqua Panna invece, dev’essere con la bocca larga.
E poi? Ecco qui un metodo per la degustazione, per scoprire aromi e sapori dell’acqua, direttamente consigliate dagli esperti di S.Pellegrino e Acqua Panna:

  • Versate l’acqua nel bicchiere appropriato e pulito. Riempite il bicchiere per circa 1/3, bevete un abbondante sorso d’acqua e valutate immediatamente la sua freschezza.
  • Svuotate l’acqua rimanente dal bicchiere e riempilo di nuovo per 1/3. Sollevate il bicchiere all’altezza degli occhi e poi abbassatelo per osservare l’acqua dall’alto. Le valutazioni orizzontali e verticali dell’acqua vi permetteranno di individuare eventuali particelle estranee o colori anomali, ma soprattutto di apprezzare l’effervescenza dell’acqua frizzante.
  • Sollevate il bicchiere sotto il naso e inspirate profondamente a intervalli regolari. Ripetete più volte questa fase, possibilmente a occhi chiusi, per aumentare la concentrazione e ottenere maggiori risposte olfattive.
  • Prelevate un sorso di acqua e lasciatelo riposare sulla lingua, poi distribuitelo in tutta la bocca. Portate l’acqua nella parte posteriore della lingua e deglutite: questo processo vi consente di valutare l’acidità, la sapidità, la struttura, la leggerezza e la sensazione in bocca.
  • Ancora una volta, bevete un sorso abbondante di acqua, lasciandola riposare sulla lingua. Fate entrare una piccola quantità di aria in bocca ed espirate dal naso, poi portate l’acqua nella parte posteriore della lingua e deglutite. L’analisi gusto-olfattiva determinerà l’equilibrio e la persistenza.

Ora, dite la verità, non riuscirete più a bere un bicchiere d’acqua come se fosse un affare da nulla, vero?

Questo articolo fa parte del dossier su “Il valore del tempo”, il tema del Festival di Gastronomika 2023 che si terrà a Milano dal 21 al 22 Maggio.
Per informazioni puoi leggere qui.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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