Quesiti linguisticiL’orologio tradizionale ha le lancette o le sfere? Risponde la Crusca

I primi orologi erano costituiti da quadranti mobili, nella maggior parte dei casi circolari, che segnavano il trascorrere del tempo e che venivano, per l’appunto, chiamati sfere

(Unsplash)

Tratto dall’Accademia della Crusca

Ci sono giunte diverse domande sull’uso dei termini lancetta, sfera e spera per indicare ‘l’indice dell’orologio’. Qual è quello più corretto?

Risposta
Come segnalano tutti i dizionari storici, etimologici e dell’uso contemporaneo esaminati (DELI, Devoto-Oli 2022, l’Etimologico, GDLI, GRADIT, Sabatini-Coletti, Zingarelli 2023), per definire ‘l’indice di vari strumenti di misura, spec. di orologi, a forma di freccia, che, spostandosi sul quadrante, indica i diversi valori’ una parola molto diffusa è lancetta, che nel GRADIT presenta la marca CO (‘lessico comune’) e la cui prima attestazione in questo senso (il primo riportato dai dizionari citati) risale, come indicano il GDLI e il DELI, a Domenico Mellini (1566):

Sotto alla sommità del frontespizio si vedeva la spera d’un oriuolo con la terra e con l’aqua dentro dipintavi, e con la lancetta che mostrava l’ore (Descrizione dell’entrata della serenissima Reina Giovanna d’Austria…, Firenze, Giunti, 1566, p. 21)

Anche la quinta impressione del Vocabolario degli Accademici della Crusca (1863-1923), diversamente dalle quattro procedenti, lemmatizza questo vocabolo, diminutivo di lancia lessicalizzato, e lo definisce come segue:

Lancetta, prendesi comunemente per Quella piccola asticciuola di metallo, che negli orologi indica le ore o i minuti; onde dicesi Lancetta delle ore e Lancetta dei minuti.

La Crusca5 indica, inoltre, un esempio tratto dalla traduzione in italiano di Cosimo Bartoli (1784) del De re aedificatoria di Leon Battista Alberti, trattato di architettura in dieci libri scritto intorno alla metà del XV secolo:

A me piacerebbe grandemente…che nella volta fusse dipinta la forma del cielo ed una stella mobile che con la sua lancetta dimostrasse qual ora fusse del giorno, e che vento ancora tirasse dal lato di fuora. (Libro VII, Capo XI)

Dalla carta n. 651 (vol. VII) dell’ALI (Atlante Linguistico Italiano), intitolata lancette dell’orologio. Pendola, orologio da muro, risulta che la voce lancetta è particolarmente diffusa nell’Italia centrale (Toscana, Lazio e la parte dell’Umbria a contatto con queste regioni) e alcune sue varianti sono, isolatamente, presenti nella Calabria meridionale (insieme a indici) e nelle zone costiera e centrale della Liguria.

Quanto a sfera (dal lat. sphaera, a sua volta dal gr. sphaíra), occorre precisare che, nell’accezione considerata (anch’essa con la marca CO nel GRADIT), viene registrata da tutti i dizionari ricordati in precedenza con lo stesso significato. La parola viene solitamente spiegata riferendosi ai primi orologi, costituiti da quadranti mobili, nella maggior parte dei casi circolari, che segnavano il trascorrere del tempo e che venivano, per l’appunto, chiamati sfere (si veda per es. qui o qui). Spesso, infatti, con tale vocabolo, si intende la mostra o il quadrante dell’orologio (e questo significato è, ad esempio, riportato da Policarpo Petrocchi, Nòvo vocabolario della lingua italiana, vol. III, Firenze, Cellini e C., 1890, p. 257). A conferma di questo dato, possiamo presentare un’attestazione settecentesca:

Di formare, e costruire un infallibile Orologio da Sole, col mezzo del quale il Sole segni le ore sui circolari piani, detti volgarmente Sfere dell’Orologio, fatti alla foggia stesse delle dette Sfere usuali, che servono agli Orologi da torre, e ai manuali, o piccoli da sala, e da saccoccia: e di più, che l’ombra dì un solo medesimo stilo, o Indice segni fu d’un piano circolare: […]. (Giambattista Girolami, Modo di far uso dell’unico orologio naturale-solare-astronomico, equinoziale, Venezia, Graziosi S. Apollinare, 1793, pp. 10-11)

Nel significato di ‘indice di misura’, il DELI data sfera av.1502 (Antonio Cammelli) e specifica che è una voce di origine settentrionale, in particolare milanese e veneziana. In effetti, da una ricerca in Google libri (effettuata il 10/11/2022), è possibile recuperare diverse attestazioni, che mostrano un notevole impiego di sfera nelle varietà di italiano settentrionali e che indicano, per di più, una sua circolazione anche nell’area centro-meridionale.

Teresa Poggi Salani (Italiano a Milano a fine Ottocento: a proposito del volumetto delle sorelle Errera [1983], ora in Ead., Sul crinale. Tra lingua e letteratura. Saggi otto-novecenteschi, Firenze, Cesati, 2000, pp. 59-132) segnala la presenza del termine nel volumetto di Rosa ed Emilia Errera, Voci e modi errati (Milano, Albrighi, Segati e C., 1898):

sfera 60-61 «Il mio orologio è stravecchio e ha perduto una sfera» → «lancetta»
Così è da intendersi, visto che il Cher[ubini, Vocabolario milanese-italiano, 1839-1856] ha sféra «Lancetta» (con una serie di specificazioni ulteriori), anche «la sfera dell’orologio» posta in elenco dal Manzoni, Della lingua it., v redaz., 583, fra i traslati milanesi. […] D’uso normale a Milano oggi. (p. 121)

Anche Tullio De Mauro (Storia linguistica dell’Italia unita, Bari, Laterza, 19702, p. 381) registra sfera ‘lancetta dell’orologio’ tra i lombardismi, rifacendosi a Giovanni Predieri (Nuova grammatica della lingua italiana illustrata con principii di dialetto lombardo ad uso delle scuole di Lombardia, Firenze, Barbera, 1907, p. 68).

Nei Saggi ladini di Graziadio Isaia Ascoli (in “Archivio Glottologico Italiano”, I [1875], p. 528), sfera viene ricondotto al veneziano:

P. PH. 209. Sòlfar sòlpar; spèra sfèra (venez. Sfèra) lancetta dell’orologio.

Anche nel bresciano e nel romagnolo possiamo rintracciare alcune analoghe attestazioni:

Sfèra, s.f. Lancetta, Indice, Ago, Saetta, Quel ferro che mostra le ore e i minuti sul quadrante degli orologi. Sfera dé regéstar, Lancettina. (Antonio Morri, Vocabolario romagnolo-italiano, Faenza, Pietro Conti all’Apollo, 1840, p. 701)

Sfèra. Lancetta dell’orologio. – La sfèr dela raza. Ago o stilo. (G[abriele] Rosa, Vocabolario bresciano-italiano delle sole voci che si scostano fra loro, Brescia, Malaguzzi, 1878, p. 117)

È interessante notare come in entrambe le definizioni si faccia ricorso a diversi sinonimi di lancetta: ago, indice, saetta, stilo.

La carta dell’ALI sopra citata testimonia una importante diffusione di sfera nell’Italia del nord, ma mostra come la voce sia anche impiegata nelle aree centrale (Marche e Umbria) e meridionale (le zone settentrionali e centro-occidentali della Puglia, il nord della Calabria e la Basilicata). Di seguito presentiamo alcune esempi di attestazioni nelle varietà dialettali e regionali centrali e meridionali:

Sfera. Lancetta (è quella dell’orologio). (Vincenzo Caso, Dizionarietto tascabile napolitano-italiano, Napoli, Stab. Tipografico Lanciano e Pinto, 1896, p. 254)

Sfera (spera) = Lancetta. (Fedele Romani, Calabresismi, Teramo, Fabbri, 1891, p. 59)

Sfera (sfère) = Lancetta. (Fedele Romani, Abruzzesismi, Firenze, Bemporad & Figlio, 1907, p. 83)

Sfère sf.: 1) sfera/e – 2) lancetta/e (i sfère ’u llòroge). (Antonio Lombardi, Dialetto & memoria. Vocabolario di Apricena, Apricena, Arti grafiche Malatesta, 2001, p. 367)

Il Romani, nella definizione del calabresismo sfera, richiama anche spera (dal lat. spaera, variante di sphaera), altra parola usata sia come sinonimo di lancetta sia per indicare il quadrante dell’orologio (e l’orologio stesso; cfr. GDLI), come, peraltro, si è potuto vedere nel passo di Domenico Mellini citato in apertura. In particolare, per spera si intende, di solito, la mostra di un orologio pubblico:

1491. 26 aprile – Udine – Il Comune di Udine dà 20 lire a m.° Gio. de Cramariis pittore, per la Spera (mostra) dell’orologio pubblico. – Arch. Municip. Udine. Acta. (Monumenti storici publicati dalla R. Deputazione Veneta di Storia patria, vol. XI, Venezia, Visentini, 1890, p. 82)

Anticamente il quadrante si chiamava “spera” o “mostra” ed aveva una sola lancetta di lamiera che indicava le ore. (Renzo Giorgetti, Antichi orologi da torre nel Chianti, San Casciano in Val di Pesa, Centro studi chiantigiani “Clante”, 1996, p. 5)

Nessuno dei dizionari presi in esame registra la parola qui considerata col significato di ‘indice dell’orologio’: il GDLI, oltre a proporre il valore semantico sopra menzionato, segnala un’ampia serie di accezioni, molte delle quali sono proposte anche dagli altri dizionari storici, etimologici e dell’uso contemporaneo. Ricordiamo almeno le definizioni del GRADIT: ‘sfera/disco solare’, ‘nel sistema tolemaico o geocentrico, ciascuno dei nove cieli concentrici che costituiscono il cielo’, ‘fascio di raggi solari’, ‘tosc., specchio di piccole dimensioni spec. da tavolo’, ‘estens., immagine riflessa’. L’uso di spera (come anche di sfera) è proprio riferito alla forma, spesso, sferica del quadrante e dell’orologio stesso.

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