Fire and forgetQuanto saranno utili i missili Storm Shadow che il Regno Unito invierà in Ucraina

Il primo missile a lungo raggio che un Paese occidentale consegna a Kyjiv può funzionare in condizioni estreme. Progettato come distruttore di bunker può essere utilizzato anche per penetrare strutture sotterranee

LaPresse

«Ombra di tempesta» è il significato del nome di quei missili Storm Shadow che il Regno Unito invierà in Ucraina. Probabilmente non sono destinati a diventare iconici come quei lanciamissili Javelin che sono stati raffigurati in una icona o quel drone Baryaktar cui è stata dedicata una canzone. Armi entrambi chiave nella resistenza che fermò l’invasione russa. Per consentire agli ucraini di partire alla riconquista è stata poi importante la fornitura dei sistemi missilistici di artiglieria ad alta mobilità Himars, ed è presumibile che per la nuova e tanto annunciata controffensiva ucraina saranno importanti anche quei carro armato Abrams di cui gli Stati Uniti stanno accelerando il rinvio. Già utilizzata dalle forze britanniche e francesi nel Golfo, in Iraq e in Libia, questa arma che può funzionare in condizioni estreme ed è stata già utilizzata dalle forze britanniche e francesi nel Golfo, in Iraq e in Libia è però il primo missile a lungo raggio che un Paese occidentale consegna a Kyjiv. E il segnale è psicologicamente importante, come si vede anche dalle furibonde reazioni del Cremlino. 

Sviluppati dalla francese Matra e dalla British Aerospace negli anni ’90, attualmente prodotti dal consorzio europeo di produzione di missili Mdba, gli Storm Shadow sono definiti come un’arma da attacco in profondità «progettata per soddisfare i severi requisiti di attacchi pre-pianificati contro bersagli fissi o fissi di alto valore». Anche l’Aviazione Militare Italiana ne ha 200. La Royal Air Force britannica ne ha 900, l’Armée de l’air francese 500, la Marine nationale pure francese altri 200 della versione navale, la Polemikí Aeroporía greca 34 e l’Al Imarat al Arabiyah al Muttahidah degli Emirati Arabi Uniti un numero non noto. 

Disponibile sia in versione aria-superficie che mare-superficie, progettato come «distruttore di bunker», può essere utilizzato anche per penetrare strutture sotterranee. Entrato in servizio per la prima volta nel 2003, è stato descritto dalla Raf come «probabilmente l’arma più avanzata al mondo della sua classe». Pure di origine britannico è il nome Storm Shadow, mentre per i francesi è lo Scalp Eg: acronimo di Système de croisière conventionnel autonome à longue portée, «Sistema di crociera convenzionale autonomo a lungo raggio».

Pesante milletrecento chilogrammi e lungo 5,1 metri, può essere utilizzato dai velivoli Tornado, Eurofighter Typhoon, Mirage 2000 e Rafale. Può colpire obiettivi tra i duecentocinquanta e cinquecent chilometri di distanza a seconda della versione, contro gli ottanta degli Himars. La sua lunga autonomia è possibile grazie a un turbogetto in grado di raggiungere la velocità di Mach 0.8. Trasporta una ogiva convenzionale Broach (=Bomb Royal Ordnance Augmented Charge) da quattrocentocinquanta chilogrammi. con una carica penetrante iniziale per liberare il terreno o entrare in un bunker. Quindi agisce una spoletta a ritardo variabile. per controllare la detonazione della testata principale.

Per sua guida radar attiva è definito «spara e dimentica» (Fire and forget). Programmato prima del lancio. una volta lanciato il missile non può essere più controllato, né gli può essere ordinato di autodistruggersi, e neanche le informazioni sul bersaglio possono essere più modificate. I pianificatori della missione programmano il missile con le difese aeree e il bersaglio. Il missile segue un percorso di volo basso semi-autonomo, guidato da Gos e mappatura del terreno verso l’area bersaglio. Arrivato vicino allo stesso bersaglio, il missile sale e poi vi penetra. La salita in quota ha lo scopo di ottenere la migliore probabilità di identificazione e penetrazione del bersaglio. Durante la manovra finale, la testata viene espulsa per consentire a una termocamera ad alta risoluzione (infrarossi) di visualizzare l’area bersaglio. Il missile tenta quindi di localizzare il suo bersaglio in base alle sue informazioni di mira (Dsmac). Se no può, e c’è un alto rischio di danni collaterali, il missile è in grado di volare fino a un punto di collisione piuttosto che rischiare imprecisioni.

Il suo uso previsto è attaccare posizioni di comando, controllo e comunicazioni, aeroporti, porti, centrali elettriche, depositi di munizioni, navi di superficie e sottomarini nei porti, nonché ponti e altri obiettivi strategici di alto valore. Il missile sarà «un vero punto di svolta dal punto di vista della portata», ha detto alla Cnn un alto funzionario militare statunitense. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha promesso una «risposta adeguata da parte dell’esercito russo», come sempre accade quando viene fornito nuovo materiale occidentale all’esercito ucraino. 

Il Segretario alla Difesa del Regno Unito Ben Wallace dopo aver annunciato la consegna a Kyjiv, ha precisato che «questi sistemi non sono né allo stesso livello dei missili russi ipersonici killjoy AS-24», e neanche dei missili da crociera Kalibr che hanno una portata di duemila chilometri. Circa sette volte gli Storm Shadows. «La Russia deve riconoscere che le sue azioni hanno portato alla fornitura di questi sistemi all’Ucraina», ha detto il ministro britannico, concludendo che si tratta di «una risposta calibrata e proporzionata alle escalation della Russia».

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