Trentasette capi d’accusaTrump ha definito la sua incriminazione un «abuso di potere malvagio e atroce»

L’ex presidente degli Stati Uniti si è dichiarato non colpevole di fronte a un tribunale di Miami. Poche ore dopo essere stato rilasciato ha tenuto un comizio in New Jersey dove si è difeso dall’accusa penale di aver tenuto illegalmente informazioni di sicurezza nazionale nella sua villa, accusando Biden di essere un corrotto

LaPresse

L’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stato arrestato in un tribunale di Miami per aver conservato illegalmente nella sua villa di Mar-a-Lago, a Palm Beach in Florida, documenti top secret che contenevano informazioni sulla difesa nazionale degli Stati Uniti. E per aver ostacolato gli sforzi degli agenti del governo federale che tentavano di recuperare i documenti riservati. Nei quarantasette minuti di udienza tenuti dal giudice Jonathan Goodman, Trump non è intervenuto. I funzionari del tribunale di Miami gli hanno preso le impronte digitali e gli hanno fatto una foto segnaletica.

Il magnate americano, che indossava un abito blu e una cravatta rossa, non ha passato la notte in prigione ed è stato rimesso in libertà sulla base del concetto giuridico del personal recognizance, cioè, sulla convinzione che si presenterà per le future udienze del tribunale. Il giudice Goodman non ha preteso una cauzione per il rilascio e non ha stabilito restrizioni di viaggio, ma l’ex presidente degli Stati Uniti non potrà comunicare con potenziali testimoni nel caso.

«Abbiamo un governo fuori controllo. Gli Stati Uniti sono corrotti e in declino», ha detto Trump ai suoi sostenitori in un ristorante cubano di Miami (il Versailles), subito dopo l’udienza. Poche ore dopo ha tenuto un comizio a Bedminster, in News Jersey: «Oggi abbiamo assistito al più malvagio e atroce abuso di potere nella storia del nostro Paese, è una cosa molto triste da vedere, un presidente in carica corrotto (Joe Biden, ndr) che ha fatto arrestare il suo principale oppositore politico con accuse false e inventate di cui lui e numerosi altri presidenti sono colpevoli, proprio nel bel mezzo di un’elezione presidenziale in cui sta perdendo molto male. Io non mi sento al di sopra della legge, sono l’unico che la rispetta» ha spiegato sul palco.

Trump si è scagliato anche contro Jack Smith il procuratore del caso per cui è stato incriminato, definendolo uno «squilibrato» e un «Trump hater». «È un ragazzo che lavora dietro le quinte, ma il suo record (di prosecuzioni, ndr) è assolutamente atroce. Fa indagini a scopo politico», ha detto Trump durante il comizio.

Il tycoon è il primo presidente a essere incriminato da un gran giurì nella storia degli Stati Uniti, cioè in duecentoquarantasette anni. Al momento nulla gli impedisce di potersi ricandidare perché possiede i requisiti per essere eletto: ha più di trentacinque anni, è nato negli Stati Uniti e vi risiede continuativamente da quattordici anni. Nonostante sia sotto processo può continuare la sua campagna elettorale. Secondo un sondaggio Reuters/Ipsos Trump è ancora in testa ai rivali per la nomina repubblicana per le elezioni presidenziali del 2024 con un ampio margine. L’ottantuno per cento degli elettori repubblicani giudica le accuse contro di lui come politicamente motivate.