Connessioni inaspettateMetti una giornata newyorkese a Roma

Le due città si copiano nei cocktail di cultura, negli spettacoli e nei divertimenti shakerati per insider e ospiti. Sotto certi aspetti, la capitale è allegra, snob e creativa come la Grande Mela

Il ristorante Charles Scarpetta (courtesy of Charles Scarpetta)

Un po’ Caput Mundi e un po’ Big Apple, la Roma del Terzo Millennio. Che tra memorabilia dei Cesari, grandeur papali ed eccentricità barocche rivela un’anima d’oltreoceano, tanto da far concorrenza alla New York “che non dorme mai”. Diversissime nella orografia e nella storia, le due città (a detta del Washington Post, prima e seconda nella classifica delle città più fotografate al mondo) si copiano nei cocktail di cultura, spettacoli e divertimenti shakerati per insider e ospiti: movida effervescente, buon cibo, grandi musei, locali trendy (che aprono e chiudono a velocità inimmaginabili), gallerie d’arte.

Roma è davvero giovane e creativa, allegra e snob come New York? Certo! Per dormire come in Park Avenue, si sceglie il marchio ultracentenario del Waldorf Astoria che a Roma significa Rome Cavalieri, hotel da mille e una notte, circondato da un parco di sei ettari con vista panoramica sulle basiliche e sui palazzi romani. Per qualcosa più sottotraccia si va da The Rooms of Rome a palazzo rhinoceros (da notare il vezzo delle iniziali minuscole!), nella sede della Fondazione Fendi: una ventina di appartamenti  progettati da Jean Nouvel, impreziositi da pezzi iconici di design e diventati il buen retiro delle star di Hollywood di passaggio a Roma.

Cucina italiana in salsa newyorkese? C’è Scarpetta Rome, già ristorante made in Italy nella Grande Mela, approdato all’hotel InterContinental Ambasciatori Palace Rome di Via Veneto con un menu-medley in cui sono frequenti le incursioni dalla gastronomia degli States (come nella bistecca Tomahawk, i tagli di Black Angus da Creekstone Farms, il Pastrami Ribeye con senape in grani e cumino, la Caesar salad e la New York Cheesecake), proprio come succede nel ristorante gemello di New York.

Il ristorante Scarpetta (Courtesy of Scarpetta)

Per il dopocena c’è solo l’imbarazzo della scelta. La cultura del live club, per esempio, è il concept del Monk dove, in cartellone, si inseguono concerti, spettacoli teatrali, stand-up comedy e vari tipi di performance live che propongono diversi generi e diverse forme d’arte. I jazz addict, invece, vanno all’Alexanderplatz, vera mecca del jazz di Roma, che non sarebbe fuori luogo nel Greenwich Village: molti dei più importanti artisti jazz, blues e soul (Wynton Marsalis, Brad Meldhau, Red Rodney e Freddy Cole, solo per fare qualche nome) si sono esibiti qui. Ex carrozzeria che ha mantenuto un look post-industriale, tra mattoni a vista, pareti in cemento e piastrelle Santo Trastevere è un cocktail bar unico a Roma con una drink list sempre aggiornata da una affiatatissima banda di bar tender.

Ma anche per gli amanti dell’arte contemporanea, Roma ha in serbo qualche sorpresa, proprio come succede al Village, a Tribeca, a Chelsea. Alla rhinoceros gallery sono allestite mostre, installazioni multimediali, azioni performative, il tutto amalgamato in un unico grande progetto visionario e ambizioso. Che prevede l’arrivo (il 9 giugno, fino al 19 novembre) di due mostre dal sapore newyorkese: la prima riunisce quattro artisti multimediali della François Ghebaly Gallery di Lower Manhattan. Si tratta di Neil Beloufa, al suo attivo mostre al MoMA e al Palais de Tokyo di Parigi, della fotografa Em Rooney, di Max Hooper Schneider, scultore, architetto e scienziato e di  Ludovic Nkoth che cattura, nei suoi ritratti, l’essenza delle sue origini africane. 

Ph. Pino Le Pera

La seconda mostra è un’installazione di Raffaele Curi dedicata a Andy Warhol che si snoda su più livelli del palazzo. Il titolo è Mr. and Mrs. Warhol ed è una rilettura della celebre serie dei travestiti del maestro della pop art. Non è tutto: il Quadraro diventa un gemello di Williamsburg e Casa Vuota, una abitazione in un condominio anni Cinquanta, si trasforma, come la newyorkese The Locker Room, in un contenitore d’arte contemporanea, accogliendo progetti di artisti costruiti su misura per le stanze dell’appartamento.

Casa Vuota, Pierluca Cetera, Gli Ospiti

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