
Per il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il mancato colpo di Stato da parte della Wagner in Russia rappresenta «un punto di svolta» anche nella guerra in Ucraina. Oggi ne discuterà in Lussemburgo al vertice dei ministri degli Esteri dell’Ue, e per mercoledì Giorgia Meloni ha annunciato delle comunicazioni in Parlamento.
Ma una cosa, per Tajani, è emersa chiaramente: «La Russia è più debole. Sono emerse crepe importanti nel suo sistema militare, che aveva la Wagner come fiore all’occhiello. Per Mosca sarà una perdita importante», dice alla Stampa. In Ucraina come nel Nord Africa, perché «la Wagner ha sempre avuto un’influenza nefasta in quelle zone, destabilizzando la regione e incidendo sui flussi migratori. Adesso ci sono queste divisioni, ma noi non interferiamo nella vita politica russa».
In più, precisa Tajani, «non abbiamo mai pensato di sostenere il leader della Wagner. Vorrei che fosse chiaro: non siamo in guerra con la Russia. Noi difendiamo l’indipendenza dell’Ucraina, non agiamo per intervenire in Russia».
Il presidente americano Joe Biden ha chiamato i leader di Francia, Germania e Inghilterra. Non l’Italia. «Ma c’è grande considerazione da parte degli Stati Uniti», commenta Tajani. «Abbiamo partecipato al G7 con Blinken, nella giornata di sabato, e Blinken stesso, durante la conferenza stampa con me, ha riservato parole di elogio al governo italiano e al presidente Meloni. L’Italia è fondamentale, perché grazie a noi si garantisce l’unità del fronte europeo e questo deve essere tenuto a mente da tutti».
Tajani conferma che l’Italia continuerà a inviare armi in Ucraina: «Finché è in pericolo la loro indipendenza, li aiuteremo. Vedremo in quale modo e in quale forma. Se necessario anche con le armi, informando come sempre il Parlamento». E intanto si lavora pure alla ricostruzione.
Certo, «non è ancora il momento» per l’ingresso dell’Ucraina nella Nato, «prima si deve arrivare alla pace, ma si possono compiere i primi passi verso un’adesione già al vertice dell’Alleanza atlantica che si terrà a Vilnius a luglio, dando vita al Consiglio Nato-Ucraina, che l’Italia sostiene con convinzione».
E ora? «Mi auguro che la Russia comprenda che è arrivato il momento di ritirare l’esercito. Pensava a una guerra lampo, un anno fa, e invece ora esplodono problemi interni e i loro militari arretrano. Il messaggio è chiaro: la Russia deve fare marcia indietro e arrivare a un cessate il fuoco».