La sfida sovranistaSalvini incontra Le Pen, mentre i piani di Meloni per le europee escludono la Lega

Nel vertice con la leader del Rassemblement National, il vicepremier leghista proverà a rilanciare l’idea di un gruppo della destra con Orbàn. Ma la premier punta all’avvicinamento tra popolari europei e i Conservatori ed è a un bivio: valutare una maggioranza Ue che includa Fratelli d’Italia o far entrare nell’intesa solo Forza Italia con Tajani

Foto Antonino Durso/LaPresse

Domani a Varsavia la premier Giorgia Meloni incontrerà i conservatori europei, riuniti fino al 9 luglio. A loro il leader leghista e alleato di governo Matteo Salvini ha proposto ieri un patto del centrodestra in vista delle elezioni europee del 2024. Il tutto mentre oggi Salvini ha in programma un incontro a Roma con Marine Le Pen.

Tra i progetti, secondo La Stampa, ci sarebbe la creazione di un gruppo della destra sovranista con Orbàn. Ma Meloni ha altri programmi.

La premier ufficialmente lavora per un patto tra popolari e conservatori in vista delle europee del 2024, sperando che i liberali a guardino a destra “tradendo” i socialisti. Ufficiosamente, però, è tutta un’altra storia – spiega Repubblica. A Bruxelles non esiste un solo popolare che possa accettare un patto con i leghisti, amici stretti di Marine Le Pen e degli estremisti di Afd. O che creda davvero a un ribaltone che escluda i socialisti. Non sono fiduciosi neanche a Palazzo Chigi. Per questo, le parole del leader leghista, con la richiesta di un patto del centrodestra, rappresenterebbero soltanto uno sgambetto alla presidente del Consiglio.

La premier ora è a un bivio: offrire nel 2024 i propri voti alla “maggioranza Ursula” – quella che va dai socialisti ai popolari – regalando il controllo della destra euroscettica a Matteo Salvini (e Marine LePen), oppure restare fuori dalla prossima Commissione, lasciando che sia Antonio Tajani (e quel che resterà di Forza Italia) a rappresentare gli interessi dell’esecutivo in Ue. È una scelta complessa.

In un’intervista al Corriere della Sera, Salvini ha sposato la causa di Le Pen nemica di Macron, con cui Fratelli d’Italia però vorrebbe allearsi, poi ha lodato il percorso dell’ultra destra dell’Afd e infine ha chiesto agli alleati di Forza Italia e a Fratelli d’Italia di escludere ogni collaborazione con i socialisti e con il presidente francese, proponendo un patto del centrodestra italiano per restare uniti a Bruxelles nel 2024.

È una sfida a Meloni a dichiararsi ostile alle uniche due opzioni politiche che la vedrebbero protagonista dei giochi che contano. Parole che vengono considerate una mossa disperata negli altri partiti del centrodestra, visto che, numeri alla mano, sembra impossibile formare una maggioranza a Strasburgo e soprattutto nel Consiglio europeo (che indica il presidente della Commissione), escludendo non solo i socialisti, ma anche, come chiede Salvini, i centristi di Renew, il gruppo che fa riferimento a Emmanuel Macron. Quindi di fatto lasciando fuori Germania e Francia dal governo dell’Unione.

La grande manovra in atto, invece, l’avvicinamento tra popolari europei e i Conservatori presieduti da Meloni esclude la Lega, il cui gruppo, Identità e democrazia, vive ai margini del potere comunitario, senza incarichi né possibilità di incidere. Nel suo incontro con Le Pen, il segretario del Carroccio tenterà di rilanciare e nel frattempo cerca di mettere in difficoltà la premier, ostacolando il processo di avvicinamento di Fratelli d’Italia alle stanze del potere di Bruxelles. Meloni è preoccupata: se da una parte appare impossibile includere Salvini nei futuri assetti europei, dall’altra la premier non può permettersi di lasciare che il suo alleato faccia l’oppositore in Europa e il vicepremier in Italia.

La spaccatura vista al Consiglio europeo della scorsa settimana, con Polonia e Ungheria che hanno alzato le barricate contro la redistribuzione dei migranti, potrebbe accelerare l’emancipazione di Meloni dai polacchi, così da ammorbidire il suo avvicinamento al salotto buono di Bruxelles. La premier per ora non scarica gli alleati, ma è in un limbo.

Salvini invece teme l’isolamento. Il rischio, almeno secondo i sondaggi, è che nel 2024 ottenga un terzo degli eurodeputati del 2019, quando toccò quota 34 per cento. E che Marine Le Pen, sua compagna di viaggio nel gruppo di Identità e democrazia, conquisti il triplo dei seggi della Lega.

Meloni, paradossalmente, ha un problema speculare: per determinare le caselle chiave della prossima legislatura, deve partecipare alla nascita della nuova maggioranza in Europa. Ma sostenere una nuova “maggioranza Ursula” regalerebbe a Salvini la destra euroscettica, a cui la presidente del Consiglio non intende rinunciare. E allora, cosa fare?

Nelle ultime ore a Palazzo Chigi non si esclude il piano B, che può tradursi così: soltanto Forza Italia a rappresentare un pezzo dell’esecutivo italiano – magari con Tajani commissario – e Fratelli d’Italia invece ufficialmente fuori, ma comunque dialogante sui singoli dossier. Un ponte tra il gruppo europeista di testa e quello dei Paesi a guida conservatrice dell’Est. All’opposizione, ma distinti da Le Pen e Salvini. Provando a tutelare così gli interessi italiani con la nuova Commissione, a partire dal Pnrr.

Alle elezioni manca praticamente un anno, ma siamo già in campagna elettorale. Basta guardare le agende dei leader: oggi Salvini incontrerà a Roma Le Pen, mercoledì Meloni sarà a Varsavia per partecipare a un evento con il premier polacco Mateusz Morawiecki, mentre giovedì scorso Antonio Tajani ha visto gli esponenti dei popolari europei e il giorno prima lo stesso aveva fatto Elly Schlein con i socialisti e Carlo Calenda con i liberali di Renew.

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