Verso il 2024Giuliano Amato sogna una grande alleanza europea per il clima

«La battaglia contro le palle da tennis che ci piovono in testa, e che sono in realtà palle di grandine mai viste, non è né di destra né di sinistra, ma una comune lotta per la sopravvivenza. Davanti al terrorismo del clima serve una voce politica concorde», dice. Secondo l’ex premier, i conservatori dovrebbero unirsi a socialisti e popolari

LaPresse - Stefano Costantino

«La battaglia contro le palle da tennis che ci piovono in testa, e che sono in realtà palle di grandine mai viste, non è né di destra né di sinistra, ma una comune lotta per la sopravvivenza. Davanti al terrorismo del clima serve una voce politica concorde, così come solo nella concordia riuscimmo a sconfiggere il terrorismo politico cinquant’anni fa».

L’ex presidente del Consiglio ed ex presidente della Corte Costituzionale Giuliano Amato su Repubblica affronta quello che ritiene sia il tema del futuro, «ossia come fare in modo che la politica si adoperi a convincere le persone che è meglio rinunciare a qualche produzione agricola piuttosto che perdere completamente la terra». In un Paese esposto al cambiamento climatico come l’Italia, «non c’è più tempo per una transizione ecologica graduale». E dall’esito del voto spagnolo arriva un monito per i futuri assetti in Europa e anche per l’Italia, dove in autunno potrebbe essere approvata una autonomia differenziata che da sola e senza una cornice nazionale «spacca il Paese ed è incostituzionale».

La buona tenuta di Pedro Sánchez in Spagna per Amato rafforza l’alleanza tra popolari e socialisti in Europa. E Giorgia Meloni, come presidente dei conservatori, «dovrebbe aderire all’alleanza di popolari e socialisti, ovviamente alle condizioni di Ursula, non ad altre condizioni. È un pensiero che alberga nel retrobottega della mia testa». Perché, ribadisce, «il terrorismo del clima non si sconfigge senza un voce politica uniforme. Cinquant’anni fa abbiamo battuto il terrorismo solo con la concordia tra forze politiche diverse, legate da una comune matrice democratica. E questa non è una situazione diversa, anzi per certi aspetti anche peggiore perché il terrorismo del clima è indiscriminato. Ridurre le palle da tennis che ci piovono in testa e che sono in realtà palle di grandine mai viste non è né di destra né di sinistra, ma una comune battaglia per la sopravvivenza».

Ma sulla transizione ecologica la destra italiana non si è mostrata molto diversa dalle altre destre europee: hanno sposato negazionismo e rimozione. «Nel programma di Vox è scritto che la transizione ecologica è un’invenzione delle élites per portare via i soldi ai ceti popolari», commenta Amato. «Mi sembra che in Italia queste posizioni estremiste siano confinate ai titoli del giornale La Verità. Più del negazionismo mi preoccupa la rimozione dovuta a opportunismo politico. La transizione ecologica comporta un cambiamento radicale nelle abitudini, nelle case che abitiamo, nelle automobili con cui ci muoviamo, nelle pratiche agricole, nei metodi di allevamento e pesca. Questo suscita la protesta immediata di chi vede lesi i propri interessi. E la destra tende a farsene istintivamente paladina. Basta seguire con attenzione i telegiornali d’area, con le costanti proteste contro le misure europee della Coldiretti e dei pescatori a strascico. Ma per evitare di perdere del tutto la tua terra, non ti conviene cambiare qualcosa di quello che oggi ci fai? O la politica è in grado non di echeggiare, ma di convincere chi resiste, oppure ci avviamo verso un autentico disastro».

E la soluzione non può essere nei risarcimenti continui: «Specie noi italiani, col debito che abbiamo, battendo solo questa strada rischiamo presto di non essere neppure in grado di risarcire, senza avere più fondi per costruire un’alternativa possibile».

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