Rettifica in corsaLe modifiche del governo ai dieci obiettivi del Pnrr da correggere

Dagli asili nido al rinnovamento del parco ferroviario, un nuovo progetto per Cinecittà e un altro per l’economia spaziale. I progetti del piano europeo da modificare per garantire all’Italia il pagamento della quarta rata da sedici miliardi di euro

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Un nome nuovo per gli studios di Cinecittà, un progetto di economia spaziale, un nuovo piano per asili e scuole d’infanzia, il rinnovo del parco ferroviario e il rafforzamento dell’Ecobonus. I progetti del Pnrr vanno cambiati, dieci obiettivi su ventisette previsti per i primi sei mesi dell’anno non sono stati raggiunti e sono da modificare: l’unica via per garantire all’Italia il pagamento della quarta rata da sedici miliardi di euro.

Secondo il ministro degli Affari europei, Raffaele Fitto, lunedì sera è stata raggiunta l’«intesa tecnica» con la commissione e ieri mattina è stata convocata la cabina di regia a Palazzo Chigi: «Abbiamo approvato le modifiche e le presenteremo alla commissione», ha detto il ministro, confidando di poter evitare una fase di verifica lunga e ottenere il pagamento «per l’intero importo» della quarta rata.

Come spiega il Corriere della Sera, però, i tempi inevitabilmente si allungheranno. Anzi, si sono già allungati, perché i primi sei mesi del 2023 sono già terminati. «Fitto ha più volte sottolineato come il governo Meloni stia attuando un Pnrr scritto dal precedente esecutivo Draghi e che gli obiettivi raggiunti nei primi due semestri del Pnrr erano per lo più di carattere normativo mentre adesso si tratta di realizzare investimenti», si legge sul Corriere.

Le modifiche proposte spaziano in tutti i settori. Cè una correzione del progetto di rinnovamento di Cinecittà – che inizialmente prevedeva nove studi cinematografici – e ci saranno dei cambiamenti sugli investimenti in tecnologia satellitare per evitare sovrapposizioni con gli investimenti privati.

«Per il programma asili nido – scrive il Corriere – non c’è un ridimensionamento dell’obiettivo finale (264.480 nuovi posti) ma, poiché non è stata chiusa la selezione dei progetti, si propone di procedere intanto con “l’aggiudicazione di un primo set di interventi” e poi di lanciare “un nuovo bando per raggiungere l’obiettivo finale”, rispetto al quale, dice il governo, i ritardi sono dovuti a “circostanze oggettive”, prime fra tutte il forte aumento dei prezzi».

Poi ci sono proposte per cambiare i progetti sulle colonnine di ricarica elettrica – il Pnrr ne prevede quattromila nelle città e duemilacinquecento fuori, finora sono pervenute richieste solo per quasi cinquemila, tutte nelle città –, sul piano di acquisto di treni regionali a emissioni zero e sul programma di sperimentazione dei treni a idrogeno.

«Sulla questione delicata del Superbonus – si legge ancora nell’articolo – dove i tecnici della commissione non vogliono accettare che l’incentivo possa rientrare nel Pnrr se utilizzato per sostituire caldaie a gas con altre caldaie a gas, il governo dice che “la proposta di modifica consente di rendicontare l’installazione di caldaie a condensazione a gas in sostituzione delle caldaie a minore efficienza”».

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