Senza paceIsraele ha avviato un’operazione militare su larga scala a Jenin

L’attacco è iniziato con droni ed è poi proseguito via terra. Secondo il ministero della Salute palestinese, nove palestinesi sono stati uccisi e cento feriti. Migliaia di persone sono in fuga. L’esercito israeliano ha dichiarato che l’obiettivo dell’azione militare, che intende continuare «per tutto il tempo necessario», è distruggere le «infrastrutture terroristiche» che si troverebbero nell’area

(La Presse)

L’esercito israeliano ha avviato una operazione militare su larga scala nel campo profughi di Jenin, in Cisgiordania. Un’operazione imponente, la più grande da vent’anni, che vede coinvolti più di mille soldati, con l’obiettivo di depotenziare le cellule terroristiche che avrebbero trovato casa a Jenin.

L’operazione è iniziata con una serie di attacchi con i droni contro quelle che Gerusalemme ha definito «infrastrutture del terrore». Le operazioni poi sono continuate via terra: i soldati israeliani sono entrati con mezzi corazzati, e ci sono stati scambi di colpi di arma da fuoco tra l’esercito israeliano e milizie palestinesi.

Secondo il ministero della Salute palestinese, nove palestinesi sono stati uccisi e cento feriti. I media israeliani hanno identificato le vittime come membri di gruppi armati che operavano nella città e preparavano attentati contro Israele.

Gli scontri con i militanti palestinesi sono proseguiti per l’intera giornata. Quelli più forti si sono verificati attorno alla moschea di Jenin, dove i soldati israeliani sono riusciti a localizzare e neutralizzare due depositi di esplosivo grazie all’aiuto dell’intelligenze. Le operazioni continuano in queste ore, mentre migliaia di persone stanno fuggendo dal campo profughi.

Gli scontri sono avvenuti principalmente nel campo profughi della città, dove la densità abitativa è molto alta. Le persone che abitano in mezzo chilometro quadrato sono 14 mila.

L’esercito israeliano ha dichiarato che l’obiettivo dell’azione militare, che intende continuare «per tutto il tempo necessario», è distruggere le «infrastrutture terroristiche» che si troverebbero nell’area e porre fine alla reputazione di Jenin come «luogo sicuro» per i militanti jihadisti.

L’operazione è frutto anche delle crescenti pressioni, provenienti in particolare dagli esponenti ultranazionalisti della maggioranza che sostiene il governo di Benjamin Netanyhau, per una risposta dell’esercito agli attacchi contro i coloni israeliani. L’Autorità palestinese avrebbe perso il controllo di alcune aree della Cisgiordania, lasciando così un vuoto di potere di cui i militanti jihadisti stanno approfittando. Il campo di Jenin, in particolare, sarebbe il rifugio di centinaia di terroristi del Jihad islamico e di Hamas. I due gruppi armati hanno aumentato la pressione dei loro attacchi e Israele da tempo e ritiene che dietro ci sia la regia dell’Iran.

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