Gli incompetentiI pm di Torino non potevano indagare sulla Juventus, dice il procuratore della Cassazione

Il parere autorevole del Procuratore generale dà ragione ai legali della società bianconera: la competenza per indagare sugli eventuali reati è di Milano, sede della Borsa, come da giurisprudenza consolidata. La corte deciderà formalmente il 6 settembre. Intanto, il danno sportivo, oltre che di immagine e di fatturato, è stato compiuto

Lapresse

Si potrebbe dire uno a zero Juve, palla al centro. E si cambia campo. Il club bianconero ha segnato un punto, apparentemente marginale ma molto importante per il contesto delle inchieste nei suoi confronti: l’inchiesta Prisma sulle presunte violazioni contabili e sul falso in bilancio si sposterà a Milano.

I pm di Torino, secondo l’autorevole parere del Procuratore Generale della Corte di Cassazione, non erano territorialmente competenti a indagare sulla Juventus, una società quotata in Borsa i cui eventuali reati di bilancio sono di competenza del Tribunale di Milano. Nonostante ciò, peraltro confermato da una solida e conosciuta giurisprudenza, i pm torinesi hanno intercettato a tappeto i dirigenti della società torinese, chiesto gli arresti domiciliari di Andrea Agnelli (respinti dal Giudice dell’indagini preliminari), e avviato una tempesta mediatica che ha portato alla penalizzazione sportiva della squadra bianconera sulla base di indagini (non ancora giudicate nel merito) che non avrebbero potuto condurre.

Fin dall’inizio del procedimento penale, gli avvocati del club avevano richiesto uno spostamento nel capoluogo lombardo: anche per allontanarsi fisicamente da quell’atmosfera colpevolista che si respirava a Torino, consapevoli peraltro la Procura di Milano ha sempre archiviato senza neanche andare a processo i casi simili – due esempi sono quelli, sempre per le plusvalenze, di Milan e Inter.

Come riporta Tuttosport, «il Tribunale e la Procura di Torino non sono competenti per il Procuratore Generale della Cassazione, che nella sua requisitoria ha accolto le richieste dei dirigenti bianconeri, da Andrea Agnelli in giù, e chiesto che il procedimento prosegua a Milano».

Il Procuratore Generale della Cassazione avrebbe concordato il trasferimento a Milano perché sarebbe lì, dove risiede la Borsa, che si sarebbe consumato eventualmente il reato: quello sarebbe il «luogo dal quale la comunicazione è stata diffusa al mercato, divenendo accessibile ad una cerchia indeterminata di soggetti e, quindi, assumendo quella necessaria connotazione di concreto pericolo per gli investitori», come riferito dal Procuratore stesso nelle conclusioni.

La decisione non è ancora presa, bisognerà aspettare il 6 settembre quando la Cassazione dovrà esprimersi sul ricorso dei legali della Juventus tenendo conto del parere espresso dal Procuratore Generale. Salvo clamorose sorprese, verrà ratificato il passaggio del procedimento a Milano.

«A quel punto – scrive ancora Tuttosport – la Procura di Milano dovrà esaminare le carte, prendere il controllo dell’inchiesta e procedere con una nuova udienza preliminare nella quale decidere l’eventuale rinvio a giudizio dei vari imputati e, soprattutto, per quali accuse. Se ci fosse il rinvio a giudizio, a quel punto verrebbe fissata una data per la prima udienza. Si scollina ampiamente, quindi, nel 2024 e solo un iter particolarmente veloce porterebbe a una sentenza di primo grado prima del 2025».

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