L’insolito tram tramLa M4 cerulea, la morte della 73 e la Milano in cui tutto è centro (anche la periferia)

Con l’inaugurazione della nuova linea della metro verrà soppressa la tratta del che dal Duomo va a Linate, rovinando la vita dei milanesi. Il Comune assicura che basta il lentissimo 27 dove è impossibile far salire passeggini e carrozzine, ma non è vero: nel capoluogo lombardo non c’è più spazio per chi abita oltre la linea della 90

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Ora che i concerti dei Coldplay sono finiti e che tutta la giunta comunale, tutti gli assessori, il sindaco e gli altri influencer milanesi hanno smesso di farsi le foto a San Siro, possiamo tornare a dichiarare l’ora del decesso di Milano ogni quarto d’ora. Domani la dichiariamo in nome della morte della linea 73, linea che attraversa tutto corso XXII Marzo e che va dal Duomo a Linate passando per il Tribunale: praticamente il percorso di vita di ogni milanese. Ma c’è una novità, c’è la nuova sfavillante metropolitana che non è azzurra, non è turchese, non è lapis, è effettivamente cerulea: peccato che non sia in alcun modo né maniera sovrapponibile alla 73, ma capisco anche che nessuno in Comune abbia un Tuttocittà a portata di mano, o che perlomeno sia mai uscito dall’Area C. 

Ieri mattina nella chat parallela a quella di classe, la chat della frangia zapatista e indipendentista, la chat di quelle che non vanno a fotografarsi al concerto dei Coldplay, è stato scritto: «Non ho capito perché la periferia viene tagliata fuori». Verranno a dirci che non è vero, e invece è proprio così. La metropolitana non è vicina, la metropolitana è dall’altra parte della zona, e io voglio proprio vedere bambini, anziani e disabili farsi i chilometri perché Atm grazie a una raffinatissima operazione di gaslighting ci dice che la 73 e la metro sono sovrapponibili. Però dai, in compenso loro son bravi a fare i post spiritosi su Instagram, dite che non basta? 

Siccome a Milano piace prenderla bassa, la stazione San Babila della nuova metro verrà inaugurata il 4 luglio, il giorno della dichiarazione d’indipendenza americana, e da oggi pure il giorno dell’emancipazione di Corso Indipendenza, finalmente collegato a San Babila (a piedi sono circa tredici minuti, ma non ditelo a nessuno che non vorrei che a qualcuno venisse un colpo di stupore). 

A San Babila è stato inoltre posizionato un gonfiabile di venti metri a forma di aeroplano perché la gente potrebbe non capire bene che la metro arriva fino all’aeroporto se non ci metti proprio un aeroplano. Purtroppo, il gonfiabile non è adatto ai bambini, come del resto qualsiasi cosa a Milano: verranno a dirvi che non è così, e invece è esattamente così. Atm, con tutta l’audacia di cui è capace, e ne ha davvero una quantità invidiabile, è riuscita a scrivere su Twitter a chi si lamentava che senza la 73 viale Forlanini sarebbe rimasto senza fermate: «Forlanini continua a essere servita dalla linea 27», e a questo punto è evidente che i social media manager di Atm sono di Monza. 

La periferia non esiste perché è tutto centro, la periferia non esiste perché c’è la città in quindici minuti: peccato che Milano sia un buco ma continuiamo a percepirla come New York. Senza la 73 l’unica soluzione è prendere il 27. Noi adesso purtroppo dobbiamo parlare del 27. Quando a Temptation Island uno dei partecipanti, quello fidanzato con la tizia che pensa di essere Chiara Ferragni, ha detto di fare il tranviere, ho subito pensato: ecco, questo è sicuramente un conducente del 27.
Chi come me ha lavorato negli studi Rai di Mecenate sa. Il 27 è l’unico collegamento tra la Rai e la civiltà, è uno di quei tram lunghissimi e lentissimi che passa ogni quarto d’ora perché hanno aumentato il prezzo del biglietto, ma diminuito le corse e la logica di questa operazione la affrontiamo un’altra volta perché la fedina penale mi piace tenerla immacolata. 

Sul 27 è impossibile far salire passeggini e carrozzine: ci diranno che non è vero, ma è esattamente così. Nell’ultimo anno ho aspettato il 27 in media quindici minuti al giorno, quindici minuti nei quali avrei potuto inventare il vaccino per la scarlattina, vincere un Pulitzer, studiare l’aramaico, arrivare in orario in ufficio. 

La metro cerulea chiuderà dal lunedì al giovedì alle 22, nel week end lungo alle 00:30 e io già mi vedo a dire scusate non posso proprio rimanere a lavorare perché la metropolitana chiude, e no, non posso proprio prendere la macchina perché a Milano ti denunciano, e sì, io lo prenderei anche un taxi ma proprio non ci sono, e no, col cazzo che prendo la bici a Milano. Verranno a dirvi che non è vero che vogliono eliminare la periferia, anche perché se una città è tutta centro, siete sicuri che esista?
Invece, è proprio così, perché a Milano non c’è più spazio per chi abita oltre la linea della 90. Sempre per la storia della fedina penale, un giorno parleremo anche del conguaglio chiesto alle famiglie a causa dell’aumento «servizio trasporti alunni e gite scolastiche», but
not today.

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