La Cina è lontanaLa promessa di Meloni a Biden sull’uscita dalla Via della Seta

La presidente del Consiglio ha incontrato alla Casa Bianca il presidente degli Stati Uniti, dando rassicurazioni sui rapporti con Pechino e parlando del piano Mattei per l’Africa

LaPresse

Un’ora e mezza di colloquio a due nello Studio Ovale. Dopo la tappa al Congresso, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato alla Casa Bianca il presidente americano Joe Biden. «Sono orgogliosa che l’Italia, fin dall’inizio, abbia fatto la sua parte», ha dichiarato Meloni a proposito del sostegno all’Ucraina. Il viaggio a Washington è stato anche l’occasione per parlare dei flussi migratori dal Nord Africa, ma soprattutto per suggerire una prossima uscita dell’Italia dal memorandum d’intesa con la Cina sulla Nuova Via della Seta, che gli Stati Uniti sarebbero pronti a ricompensare con vantaggi nel riallineamento delle supply chain.

Meloni si è presentata in conferenza stampa dopo la polemica sul mancato incontro con i giornalisti, raccontando di non sentirsi una “Cenerentola”: «Sono consapevole del mio ruolo e del Paese che rappresento», aggiungendo che i rapporti dell’Italia con gli Stati Uniti non cambiano con il cambiare dei governi. Anche lei avverte una maggiore sintonia con i Repubblicani, ma questo non le impedisce di rispettare il democratico Biden.

Si è affrontato a lungo il tema dei rapporti con la Cina. E anche del nodo – che l’Italia ancora deve sciogliere – della via della Seta. Ma senza nessuna pressione americana, assicura la premier: «Gli Stati Uniti non ci hanno mai posto la questione di cosa debba fare l’Italia», ha precisato confermando che una visita a Pechino rimane in agenda e sarà una delle «prossime missioni».

Lo speaker della Camera McCarthy ha commentato: «Lodo gli sforzi di Meloni per affrontare la crescente aggressione dalla Cina comunista”. Il Covid ha ostacolato il trasporto delle merci e dimostrato la pericolosa dipendenza dalle forniture cinesi. Biden aveva ragionato su come riequilibrare la supply chain e poi ha preso iniziative per riportare negli Usa la produzione di beni essenziali, tra cui l’Inflation Reduction Act, che però ha fatto infuriare gli europei per le possibili ripercussioni sulle imprese del vecchio continente. Su questo punto è cominciato un negoziato con Bruxelles per individuare i rimedi, e l’Italia può essere avvantaggiata per compensare i contraccolpi di una uscita dalla Via della Seta.

La premier ha affrontato il nodo dell’imponente piano messo in piedi dagli Stati Uniti per contrastare l’inflazione, con contraccolpi inevitabili per l’Europa, chiedendo che si punti a trovare «il giusto equilibrio tra apertura e protezione delle nostre economie e dei nostri interessi strategici».

Secondo Meloni, inoltre, Biden ha apprezzato lo sforzo dell’Italia sul fronte Sud e sul Mediterraneo. A Washington, ha continuato la premier, «ho trovato condivisione e voglia di collaborare sulla nostra idea di un piano Mattei per l’Africa, che si sposa con altre iniziative avviate proprio dal presidente Biden». E sulla Tunisia: «La posizione degli Usa mi pare molto aperta rispetto a quello che noi stiamo facendo e non era scontato. Il rapporto tra Tunisia e Fmi è più un rapporto di difficoltà di incontrarsi. Da Biden ho trovato molto sostegno e attenzione alle iniziative che stiamo prendendo e alla volontà di essere più presenti e di dare una mano».

Biden e Meloni hanno concordato sul fatto che la guerra in Ucraina ha generato uno tsunami che ha travolto gli equilibri mondiali. «Eppure l’Occidente ha mostrato unità» e l’Italia non ha mai tentennato: gli States «sono consapevoli degli sforzi che gli italiani stanno facendo» per non far mancare il supporto del Paese a Kyjiv, ha detto la premier. Ecco dunque che i rapporti tra Italia e Stati Uniti restano «forti» e «indissolubili». Al di là dei «colori politici» dei governi che guidano i due alleati storici.

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