Sollievo temporaneoL’accordo sulla terza rata del Pnrr e il compromesso sugli studentati

Sparisce il target intermedio dei settemilacinquecento posti letto universitari: la quota verrà inclusa nell’obiettivo finale (sessantamila) entro la fine del 2026. Nel frattempo, però, Roma dovrà dimostrare di aver avviato le gare e le autorizzazioni necessarie. Il saldo italiano per il 2023 rimarrà invariato

LaPresse

Si sblocca, con mesi e mesi di ritardo, la terza rata del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), ma con un compromesso sull’obiettivo – da raggiungere per poter ottenere i fondi europei – dell’assegnazione di settemilacinquecento posti letto agli studenti universitari. 

Secondo Repubblica, ieri il ministro per gli Affari europei Raffaele Fitto avrebbe illustrato ai colleghi le nuove condizioni imposte dalla Commissione europea: il target quantitativo, non validato dai tecnici di Bruxelles, sarà accorpato all’obiettivo finale di sessantamila posti totali, da realizzare entro la fine del 2026.

L’obiettivo diventa qualitativo, non più legato alle scadenze della terza rata (dicembre 2022) ma a quelle della quarta (giugno 2023). In sostanza, scrive il Corriere della Sera, l’Italia dovrà dimostrare di aver avviato tutte le procedure necessarie (dalle gare alle autorizzazioni) per creare i sessantamila posti letto universitari entro il 2026. 

Da una parte, il compromesso permetterà all’Italia di ricevere il bonifico della terza rata del Pnrr. Dall’altra, implicherà la rinuncia (momentanea) a cinquecentodiciannove milioni di euro. Nelle “tasche” del governo, quindi, arriverebbero circa 18,5 miliardi anziché diciannove. Tuttavia, la quota di fondi a cui rinunceremo ora dovrebbe essere versata successivamente, insieme alla quarta rata. Il saldo italiano per il 2023, tenendo conto di entrambe le tranche, rimarrà invariato: trentacinque miliardi totali. Oggi, specifica il quotidiano di via Solferino, Fitto presenterà alla cabina di regia l’intesa raggiunta con Bruxelles. 

L’Unione europea vuole che i posti letto universitari vengano creati e assegnati all’interno di edifici nuovi (non riconvertiti). Secondo i tecnici, una parte dei posti esisteva già e non aveva il diritto di rientrare all’interno del finanziamento. Era questo, in sostanza, il motivo degli scontri tra le istituzioni comunitarie e Roma. 

«È uno sviluppo positivo. Nella terza rata ci sono tanti obiettivi importanti, tra energie rinnovabili, ferrovie e riforme utili per il Paese. È una cosa importante anche per noi della Commissione europea, perché fare progressi sul piano italiano significa fare progressi su tutto il piano europeo», dice Paolo Gentiloni, commissario europeo per gli Affari economici e monetari, secondo cui la terza rata arriverà in Italia nelle prossime settimane. 

«I fondi – continua l’ex presidente del Consiglio – slittano alla quarta rata, è una proposta saggia che consente di andare avanti. Io penso sia un buon compromesso nell’interesse reciproco. A parte questo slittamento di mezzo miliardo relativo ai posti per gli studenti, l’insieme della cifra della terza e della quarta rata non cambia». Al momento, sottolinea Repubblica, la quarta è in balìa della revisione di dieci obiettivi su ventisette. 

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