Prima delle vacanzeTaxi e caro voli, oggi il decreto in consiglio dei ministri

I comuni capoluogo di Regione, le città metropolitane e i comuni sede di aeroporti internazionali sono autorizzati a incrementare il numero delle licenze di taxi, in misura non superiore al 20 per cento. Stretta sugli algoritmi che determinano i prezzi dei viaggi aerei. Prevista la deroga al tetto per gli stipendi per la società incaricata di realizzare il ponte sullo stretto di Messina

Oggi si tiene l’ultimo consiglio dei ministri prima della pausa estiva. Avrà all’ordine del giorno due decreti omnibus, che comprendono anche l’intervento sui taxi, misure contro il caro voli e la probabile deroga al tetto per gli stipendi per la società incaricata di realizzare il ponte sullo stretto di Messina.

L’amministratore delegato della Stretto di Messina, società concessionaria del ponte, ha spiegato che l’abolizione del tetto dei 240mila euro di stipendio non si applica ai consiglieri della società e ai manager, ma solo ai dipendenti. La norma del decreto, ha spiegato l’amministratore delegato, Pietro Ciucci, «riguarda l’assunzione di dipendenti, ovvero ingegneri ed esperti con le massime competenze, da parte della Società e non è rivolta al Presidente e all’ad e in generale al Consiglio di amministrazione. Per realizzare il ponte dobbiamo poter contare sulle migliori professionalità ingegneristiche e tecniche». Ma la polemica politica non si spegne.

Per i taxi, i comuni capoluogo di Regione, le città metropolitane e i comuni sede di aeroporti internazionali sono autorizzati a incrementare il numero delle licenze di taxi, in misura non superiore al 20 per cento delle licenze già rilasciate, tramite un concorso straordinario per il rilascio, a titolo oneroso, di nuove licenze. Il concorso straordinario prevede, obbligatoriamente, l’uso di veicoli non inquinanti. Il concorso è aperto a chi è già titolare di licenza, ha svolto il ruolo di sostituto alla guida e ad altri soggetti in possesso dei requisiti di legge.

Arriva anche una stretta sugli algoritmi che determinano i prezzi dei voli. Secondo la bozza del decreto omnibus, la fissazione dinamica delle tariffe aeree, in base al tempo della prenotazione, è vietata ad alcune condizioni. Se è applicata su rotte nazionali di collegamento con le isole; se avviene durante un picco di domanda e conduce a un prezzo di vendita del biglietto o dei servizi accessori, del 200% superiore alla tariffa media del volo. In questi casi è inoltre vietato fissare le tariffe in base alla profilazione web degli utenti o sul dispositivo usato, se questo comporta un pregiudizio.

Stretta anche sui piromani. Viene aumentato da quattro a sei anni il minimo edittale per chi causa un incendio in «boschi, selve o foreste ovvero su vivai forestali destinati al rimboschimento, propri o altrui». «Se l’incendio è di natura colposa», spiega il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, «la pena minima passa da uno a due anni di reclusione. La bozza prevede che la pena sia aumentata da un terzo alla metà quando il fatto è commesso al fine di trarne profitto per sé o per altri, o con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti all’esecuzione di incarichi o allo svolgimento di servizi nell’ambito della prevenzione e della lotta attiva contro gli incendi boschivi».

Dopo la riunione dell’esecutivo di oggi, al ministero ministero dell’Economia non si andrà in ferie. Da domani il ministro Giancarlo Giorgetti ed il suo vice, Maurizio Leo, cominceranno a lavorare sui decreti attuativi della delega fiscale, appena varata dal Parlamento. Il governo vuole attuare il primo modulo della riforma Irpef dal primo gennaio del 2024, ma oltre a stabilire il nuovo sistema con tre sole aliquote, dovranno soprattutto trovare le risorse per far sì che l’operazione si traduca in uno sgravio fiscale «tangibile» per gli italiani.

Il primo dato cruciale per capire quale potrà essere il margine di manovra è quello del gettito dell’autoliquidazione delle imposte, atteso nei prossimi giorni. Quello con le tasse dei lavoratori autonomi e delle imprese è un appuntamento importante. Potrebbe risentire in positivo del buon andamento dell’economia nei mesi scorsi, e in negativo delle sirene che fanno balenare l’ipotesi di nuove sanatorie – spiega il Corriere.

Parte della riforma fiscale, comunque, si dovrebbe autofinanziare. I tecnici del Mef  sono già al lavoro per capire quante risorse potrebbero venire da una prima revisione delle detrazioni e delle deduzioni, che saranno sempre più leggere per i redditi alti, dal concordato biennale per gli autonomi, dalla revisione in ottica «ecologica» delle accise sui prodotti energetici.

Le altre risorse necessarie dovranno essere recuperate nel bilancio pubblico. Il ministro della Funzione pubblica, Paolo Zangrillo, ha chiesto a Giorgetti i fondi per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, ricordando che solo per recuperare l’inflazione ci vorrebbero 30 miliardi. E oggi in Consiglio dei ministri se ne andrà un altro miliardo di euro, necessario per far fronte al rincaro dei materiali da costruzione, che sta bloccando molte opere pubbliche.

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