I conti non tornanoLe previsioni del governo sulla crescita del Pil erano troppo ottimistiche

L’Italia torna allo zero virgola, quest’anno e il prossimo. L’uno per cento di rialzo del Pil, immaginato dall’esecutivo, è fuori portata

Foto Roberto Monaldo / LaPresse

Senza un’intesa sul nuovo Patto di stabilità e crescita c’è il rischio che a gennaio tornino le vecchie regole e i soliti vecchi effetti negativi per l’economia italiana. Lo ha detto il ministro degli Affari Ue Raffaele Fitto intervenendo al Meeting di Rimini.

La dichiarazione arriva peraltro in un momento non proprio brillante per l’economia del Paese, guardando al presente, ma anche al futuro. O meglio, i conti fatti in passato non tornano più: le stime del Pil sotto l’uno per cento sballano il tesoretto del Def, scrive Repubblica. «L’Italia che torna allo zero virgola, quest’anno e il prossimo. I previsori sono convinti che l’uno per cento di rialzo del Pil atteso dal governo sia ormai fuori dalla nostra portata nel 2023. E credono che per trascinamento sia improbabile anche nel 2024», si legge nell’articolo firmato da Valentina Conte.

Al rientro dalle ferie la politica, e soprattutto il governo di Giorgia Meloni, si trova a fare i conti con uno scenario macroeconomico ingarbugliato. Il timore è quello di non riuscire a fare una manovra d’autunno espansiva, come promesso in campagna elettorale. Ma non solo: c’è l’ipotesi di dover correggere i conti in corso d’opera, per di più in un anno elettorale che avrà le elezioni Europee a giugno.

Al Meeting di Rimini il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti dice che «la legge di Bilancio sarà complicata, non si potrà fare tutto». Mentre Fitto spiega che «senza un accordo su un nuovo modello, torna il vecchio Patto di stabilità e l’Italia rischia».

E quindi le prospettive tracciate dall’esecutivo – con conti ben indirizzati, la necessità di una semplice mini manovra d’autunno di mantenimento, e la crescita dell’uno per cento del Pil di quest’anno – sono già saltate. L’Italia verosimilmente sarà tre o quattro decimi sotto le previsioni, e il rischio è andare sotto l’uno per cento anche nel 2024, anziché il +1,5 per cento previsto dal governo nel Def.

«Evidente il rischio di sballare anche le cruciali variabili di deficit e debito calcolate in rapporto a un Pil più piccolo. Ogni punto in meno di crescita vale mezzo punto in più di deficit. Il governo si era ricavato 4 miliardi di extradeficit per la manovra: a questo punto andare oltre è praticamente impossibile», scrive Repubblica.

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