Scontri e molotovDal Libano alla Turchia, insorgono le piazze arabe contro Israele

A Berlino una sinagoga è stata attaccata con bombe incendiarie. In Libia è stata presa di mira l’ambasciata italiana. Mentre negli Stati Uniti cinquecento persone, tra cui una ventina di rabbini, sono stati arrestati al Campidoglio mentre protestavano contro la guerra

(La Presse)

Le piazze arabe sposano la versione di Hamas sul missile caduto sull’ospedale di Gaza e insorgono contro Israele. Migliaia di persone hanno manifestato a Tunisi, in Turchia, in Giordania e in Libano, con scontri tra manifestanti e forze di sicurezza. Bersaglio delle proteste, sono le ambasciate di Tel Aviv  degli Stati Uniti e anche dei Paesi europei. E a Berlino la sinagoga è stata danneggiata dal lancio di bottiglie incendiarie.

«Morte alla Francia e all’Inghilterra», hanno gridato i manifestanti a Teheran, lanciando uova contro i muri del complesso dell’ambasciata francese. Ad Amman oltre 5mila persone si sono radunate nei pressi dell’ambasciata d’Israele. In Marocco e in Egitto, il ministero degli Esteri israeliano ha disposto l’evacuazione dello staff delle ambasciate a causa delle locali manifestazioni di protesta. A Beirut, in Libano, le forze di sicurezza hanno dovuto fare ricorso agli idranti per arginare i manifestanti che dopo un sit in organizzato a sostegno delle vittime di Gaza hanno tentato di raggiungere l’ambasciata degli Stati Uniti.

Le proteste si sono allargate anche alla Turchia. Ieri una persona ha perso la vita nelle imponenti manifestazioni davanti al consolato israeliano, mentre le moschee di tutta la Turchia hanno intonato dagli altoparlanti il richiamo all’unione e al raccoglimento di tutti i fedeli dinanzi un evento grave.

A Tunisi, migliaia di manifestanti si sono riuniti davanti all’ambasciata francese per esprimere la loro rabbia contro l’attacco di Gaza . «Il licenziamento dell’ambasciatore è un dovere», hanno scandito i manifestanti che accusano i francesi di essere «alleati dei sionisti». E un gruppo di manifestanti si sono radunati pure nel centro di Tripoli raggiungendo l’ambasciata italiana e accusando il nostro Paese di appoggiare «l’aggressione di Israele a Gaza».

Non sono mancate le proteste anche in Europa. Con gravi conseguenze. A Berlino una sinagoga è stata attaccata con bombe molotov. Secondo la polizia tedesca, il tempio della comunità di Kahal Adass Jisroel nel quartiere Mitte è stato colpito con due ordigni incendiari. E ci sono stati scontri durante la notte tra immigrati musulmani e polizia nei quartieri di Neukoelln e Kreuzberg e alla Porta di Brandeburgo, con diversi agenti che sono rimasti feriti.

Dall’altra parte dell’Oceano invece, negli Stati Uniti, cinquecento persone, tra cui una ventina di rabbini, sono stati arrestati al Campidoglio mentre protestavano contro la guerra, chiedendo un cessate il fuoco immediato a Gaza. Lo comunica Jewish Voice for Peace, una delle due organizzazioni ebraiche dietro la protesta. La polizia del Campidoglio ha strappato striscioni con la scritta «cessate il fuoco adesso» mentre i manifestanti indossavano magliette con la scritta «non nel nostro nome: gli ebrei dicono ora il cessate il fuoco».

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