Fragili scambiAbbracci, lacrime, Elon Musk e giorni senza spari in Medio Oriente

Due giorni in più di tregua tra Israele e Hamas, sono tornati a casa undici ostaggi (nove donne e due bambini). Dalle carceri israeliane sono invece usciti 33 prigionieri. La proroga del cessate il fuoco ha permesso la liberazione di due gemelli di tre anni rapiti il 7 ottobre durante l’incursione nei kibbutz

AP/Lapresse

Due giorni in più di tregua tra Israele e Hamas, sono tornati a casa undici ostaggi (nove donne e due bambini). Dalle carceri israeliane sono invece usciti 33 prigionieri. La proroga del cessate il fuoco, arrivata dopo una frenetica corsa da parte dei mediatori di Qatar ed Egitto a 12 ore alla ripresa delle ostilità a Gaza, ha permesso la liberazione di due gemelli di tre anni rapiti il 7 ottobre durante l’incursione nei kibbutz. In tutto siamo a quota 50 israeliani liberati grazie alla tregua (sui circa 240 ostaggi catturati). Israele ha detto che estenderà la tregua di un giorno per ogni 10 ostaggi rilasciati. Sono stati invece 33 i palestinesi prigionieri di Israele liberati nello scambio di ieri. Finora, sono stati 117 quelli rilasciati dagli israeliani.

L’accordo però rimane fragile e i timori di una ripresa delle ostilità crescono, anche alla luce delle ultime dichiarazioni anti-israeliane del presidente turco Erdogan. Yoav Gallant, ministro della Difesa israeliano, ha assicurato dal canto suo alle truppe sul fronte che che quando i combattimenti ricominceranno «l’intensità dell’azione coinvolgerà tutta la Striscia».

Nel frattempo la tregua ha consentito alla popolazione di muoversi alla ricerca di riserve di acqua e medicinali, ma le agenzie umanitarie temono che il sovraffollamento a sud di Gaza, dove attualmente vivono due milioni di persone (nella zona di Khan Younis) peggiori ulteriormente l’emergenza umanitaria soprattutto quando ricominceranno le operazioni militari dell’Idf.

Ma ieri è stata anche la giornata dell visita di Elon Musk in Isreale, dopo le accuse di antisemitismo per certi post sul suo social X. Ha incontrato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, con lui è stato al kibbutz Kfar Azza, attaccato da Hamas il 7 ottobre. Musk, giubbotto anti-proiettile e scorta armata, ha usato il suo smartphone per scattare foto e girare video. Ha inoltre visionato alcuni video del giorno dell’assalto e poi, durante una diretta social, si è detto «sconvolto dalle scene di gioia delle persone che stavano uccidendo civili innocenti, compresi bambini e neonati».

Proprio su X, tuttavia, rimane attivo il canale Quds News, testata della propaganda di Hamas. Qui ieri sono state pubblicate le scene delle lacrime e degli abbracci per il rilascio dell’ex detenuta minorenne palestinese Dujana Abu Atoun. È stata l’occasione per una dura protesta contro Meta. Il sistema social di Zuckerberg ha infatti chiuso l’account in lingua inglese di Quds News Network su Instagram e ha negato una revisione della sospensione.

Le newsletter
de Linkiesta

X

Un altro formidabile modo di approfondire l’attualità politica, economica, culturale italiana e internazionale.

Iscriviti alle newsletter