La tregua è finitaSono ricominciati i combattimenti tra Israele e Hamas

All’alba il cessate il fuoco è stato subito rotto. Ieri due palestinesi armati hanno aperto il fuoco a una fermata dell’autobus a Gerusalemme. Blinken è in Medio Oriente per la terza volta, mentre il Wall Street Journal scrive che Tel Aviv starebbe valutando la possibilità di espellere i combattenti di Hamas di minore importanza da Gaza per abbreviare la durata della guerra

LaPresse
Il cessate il fuoco tra Israele e Hamas è finito alle 7 di mattina locali (le 6 in Italia). E dopo sette giorni di stop ai combattimenti, ha permesso uno scambio reciproco di prigionieri e ostaggi, la tregua nella Striscia di Gaza è stata rotta all’alba con la ripresa degli scontri a fuoco. Le due parti si erano inizialmente accordate per una tregua di quattro giorni, che è stata prolungata più volte dopo lunghe negoziazioni mediate dal Qatar.

Ma questa mattina, già pochi minuti dopo la scadenza del termine della tregua, sono ricominciati i combattimenti. L’esercito israeliano ha detto di aver abbattuto un razzo sparato da Gaza verso Israele, e i media affiliati ad Hamas hanno riferito di esplosioni e spari nel nord della Striscia di Gaza.

L’esercito israeliano ha annunciato sul proprio canale Telegram la ripresa dei combattimenti nella Striscia di Gaza. «Hamas ha violato la tregua e ha sparato anche in territorio israeliano». Per questo motivo «le Forze di Difesa Israeliane hanno ripreso a combattere contro l’organizzazione terroristica nella Striscia di Gaza», ha dichiarato l’esercito di Tel Aviv in un comunicato.

Hamas ha fatto sapere che a Gaza City e nel nord della Striscia di Gaza «sono in corso pesanti scontri tra gruppi di combattenti palestinesi e truppe israeliane». Nella parte centrale della Striscia, i carri armati israeliani avrebbero colpito anche i campi profughi di Nuseirat e Bureij.

Ieri due palestinesi armati hanno aperto il fuoco a una fermata dell’autobus a Gerusalemme, uccidendo tre israeliani e ferendo altre 16 persone. I due sono stati poi uccisi dalla polizia israeliana e Hamas ha rivendicato l’attacco. Un attentato avvenuto proprio mentre Egitto e Qatar stavano trattando per prolungare la tregua di altri due giorni.

Intanto, il segretario di Stato americano Antony Blinken, in Israele per la terza volta, ha incontrato il premier Benjamin Netanyahu insistendo perché l’esercito israeliano metta in atto tutti gli accorgimenti per ridurre le vittime tra i civili a Gaza e preservare le infrastrutture fondamentali, come ospedali e centrali per l’energia. Blinken è andato poi a Ramallah, in Cisgiordania, per incontrare il presidente palestinese Abu Mazen, e ribadire l’impegno degli Stati Uniti per «far progredire uno Stato palestinese».

Una esclusiva del New York Times riporta intanto che lo Stato di Israele era a conoscenza del piano d’attacco di Hamas del 7 ottobre da più di un anno, ma l’esercito e l’intelligence lo liquidarono come «troppo ambizioso» ritenendo che fosse troppo difficile da realizzare. Il quotidiano newyorchese parla di un documento di 40 pagine con nome in codice “Muro di Gerico”. Lì si descriveva esattamente un attacco metodico per distruggere le fortificazioni intorno a Gaza, prendere il controllo delle città e assaltare le basi militari. Il documento sarebbe circolato ampiamente tra i leader militari e dell’intelligence. Non è chiaro se sia stato visionato anche dal primo ministro Benjamin Netanyahu o da altri importanti leader politici. Il dettaglio della conoscenza delle ubicazioni delle basi militari, però, fa pensare a una gola profonda all’interno delle forze israeliane.

Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, Israele sta pianificando di dare la caccia ai leader di Hamas in tutto il mondo una volta che saranno finiti i combattimenti a Gaza. Il primo ministro Benjamin Netanyahu, secondo il giornale americano, avrebbe ordinato alle agenzie di spionaggio di elaborare piani per colpire i principali leader del gruppo al di fuori della Striscia, soprattutto in Turchia, Qatar e in altri Paesi. Il Wsj riferisce anche come Israele stia valutando la possibilità di espellere i combattenti di Hamas, di minore importanza, da Gaza per abbreviare la durata della guerra.

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