Sono belli, buoni, fatti sempre meglio e ricchi di materie prime di pregio. Ogni anno il livello dei panettoni cresce e in questo 2023 è davvero complesso dire chi ha prodotto i lievitati migliori. Ne abbiamo assaggiati moltissimi, e questi che vi elenchiamo sono quelli che più di tutti ci hanno colpiti per impasto, qualità degli ingredienti, gusto, sofficità e sfiocco. Se state cercando qualcosa di speciale da acquistare a Natale, qui c’è di sicuro quello che fa per voi.
Buona degustazione virtuale, in attesa di quella fisica!

Se riuscite a resistere alla campagna Instagram che lo vede infilarsi goduriosamente dentro a una tazza di cioccolata calda siete dei maestri zen. Al netto del fooporn, il lievitato dei ragazzi d’oro della pasticceria milanese sfiocca bene, è morbidissimo, ha bei canditi croccanti e un buon sapore di Natale. Per chi è indeciso sui gusti ci sono le “fettimane” per provare quelli diversi dal tradizionale.
Per un caro amico ristoratore non è Natale senza Calciano: e in effetti questo panettone giallo, morbido, denso, deciso è un inno alla gola e alla bontà. Innumerevoli le versioni, persino una con farina integrale (abominio!). Ma il panettone tradizionale è talmente buono che li perdoniamo anche per la versione in vasetto.
Roberto Cremaschi a una delle ultime manifestazioni milanesi ha conquistato pubblico e critica in tutte le specialità possibili: il suo panettone è il re di questo 2023 in qualsiasi variante. Ci piace perché è un outsider che è riuscito a farsi strada grazie a un profondo attaccamento alla sua valle e agli ingredienti di Chiavenna e dintorni. La versione senza lattosio è un ulteriore impegno per gli intolleranti.
In barba a chi dice che il panettone siciliano non si può sentire, questo forno del 1950 smentisce ogni critica. Il suo lievitato natalizio è milanesissimo, bello soffice e burroso, con la giusta quantità di uvette e canditi. Costa “poco” per essere un artigianale, e le versioni con pistacchio, mandorla e caramello salato sono un peccato veniale che gli concediamo. Già che fate l’ordine, aggiungete i “viscotta di Natali“, per le colazioni più croccanti. C’è lo strutto, ebbene sì: sarà per quello che sono così buoni?
La nostra personalissima garanzia per un Natale che sappia di buono: Stefano Guizzetti è un lievitista anomalo, nasce scienziato, diventa gelatiere e si innamora della lievitazione facendola diventare una fissazione. Il suo panettone classico è buono, morbido, profumato, coi canditi (mamma mia che buoni!) e le uvette al posto giusto, l’alveolatura corretta e la fetta che non basta mai. Se pensiamo “al” panettone, pensiamo al suo. Ne produce anche una versione amara: se non avete paura di osare, vale veramente la pena di assaggiarlo. Distopia del gusto.
Il lievitista bresciano è uno dei più reputati tra gli addetti ai lavori: quasi tutti i più importanti produttori di ingredienti base per dolci i panettoni per la tavola di Natale li comprano da lui. Prepara da anni un panettone immutabile, buonissimo, preparato con lievito madre artigianale e creato interamente a mano. Esiste anche in versione senza lattosio, molto richiesto dagli intolleranti che lo trovano molto somigliante all’originale.

Il panettone di Reggio Emilia sfiocca come se non ci fosse un domani, sa di burro ma non è eccessivo. Ha una consistenza antica, di quando il panettone era un lievitato da panettieri, e questa caratteristica ce lo fa amare moltissimo. Amiamo l’uvetta, e il profumo di buono.

Un amico grida al miracolo, noi più semplicemente lo amiamo anche se è mandorlato sopra (ogni tanto anche le preferenze personali incidono sul risultato finale). È morbido e suadente dentro, e la crosticina superiore lo fa rimanere buono a lungo.
La prima cosa che colpisce è la cura con cui questa pasticceria di Frosinone mette nel comunicare: sia fuori che dentro alla scatola c’è molto da leggere, per non sbagliare neanche una fetta. Il panettone è tradizionale ma alto, ha un bel profumo di vaniglia, sfiocca, non è troppo burroso né con troppe uova. Anche per loro, un impasto panettone perfetto.
Cantolacqua
È morbido il giusto, ben alveolato e dal morso tenace questo panettone di alta scuola, che ogni anno conquista il palato. Fa il pari con il Panbrillo, prodotto con bagne alcoliche: dal cioccolato fondente e rum al limoncello con limoni canditi, fino al liquore marchigiano per eccellenza, il Varnelli, abbinato con uva sultanina macerata nella stessa bagna.
Ditrizio
Sfiocca che è un piacere, ha tanta bella vaniglia, ha la classica consistenza panettone, così difficile da trovare ultimamente. È il lievitato di una pasticceria cagliaritana (di un giovane pasticcere di Barletta!) che ci ha colpiti per profumo, morso, consistenza, piacevolezza di insieme.
Andrea Tortora

È considerato uno dei migliori lievitisti italiani e anche quest’anno non ci delude. Panettone alto, grande alveolatura, ben fatto e decisamente morbido, forse anche grazie alla crosta croccante di mandorle e zucchero. È il classico esempio di lievitato contemporaneo che non si è dimenticato la grande tradizione milanese. È glassato, ma va beh: ci passeremo sopra comunque. Esiste anche in versione “buona” due volte, con la latta d’autore di Molino Pasini, quest’anno disegnata da De Lucchi e da ADML Circle: Il ricavato sarà devoluto all’associazione Casa Insieme, per la quale AMDL CIRCLE ha progettato un hospice e un Centro Diurno per i malati di Alzheimer.
Simone Padoan
Un pizzaiolo al servizio del panettone: grande profondità di gusto, ottima lievitazione, bel morso e grande taglio. Insomma, niente da invidiare ai pasticceri più quotati.
Olivieri 1882
Tra i prodotti più validi e costanti sul mercato, Nicola non si smentisce mai. Il suo è un panettone-panettone, di quelli che vi aspettate aprendo la scatola. Buono, bello, preciso, morbido, sempre uguale a sé stesso: e questo non è un difetto, anzi. Ha il vantaggio di arrivare ovunque (persino negli Stati Uniti, dove è super apprezzato) in pochissimo tempo, grazie a una logistica affinata negli anni.
Il giovanissimo pizzaiolo delle valli bergamasche ha sempre una marcia in più anche quando si parla di panettone. Il suo lievitato natalizio è proprio come lui: semplicemente buono, burroso, alto e soffice. Un amico piacevolissimo con il quale fare festa. Il classico è fatto con arancia candita Navel di Calabria, Vaniglia del Madagascar, uvetta sei corone, glassa di mandorla Siciliana.
Don Alfonso
Il celeberrimo relais della famiglia Iaccarino è in ristrutturazione ma quest’anno la famiglia ha deciso di omaggiare il Natale con il primo panettone di Don Alfonso 1890. I profumi della costiera sono un’esplosione di limoni e le arance dell’azienda agricola biologica Le Peracciole, m anche un lavoro di coordinamento con artigiani locali, dalla produzione, alla canditura degli agrumi. Uova biologiche, per un impasto che lievita 48 ore, con il solo utilizzo di lievito madre. Così ci promettono: tagliarne una fetta è come guardare l’orizzonte da Punta Campanella, con lo sguardo carico di bellezza e il palato appagato nel gusto. Se avete anche solo infilato il naso nell’incarto, sapete che non mentono.








