Come SolženicynNavalny scrive dalla colonia Lupo Artico

Una condanna allungata fino a 19 anni e un carcere tra i ghiacci, per tenerlo lontano dalle prossime elezioni presidenziali di marzo. Il dissidente russo, vittima di avvelenamento ha tranquillizzato i suoi sostenitori

L’attivista ed esponente dell’opposizione russa, Alexei Navalny ha fatto sapere di essere in buona salute, anche se dopo un viaggio estenuante durato venti giorni in una colonia penale sopra il Circolo Polare Artico. Nessuno sapeva dove fosse da più di due settimane. Il mistero è stato svelato dai suoi sostenitori, dopo che il suo avvocato ha potuto incontrarlo.

«Sto bene. Sono sollevato dal fatto di essere arrivato finalmente», ha scritto Navalny su X ieri, dopo l’ingresso nella colonia penale nota con il nome di Polar Wolf, lupo artico. «Sono di buon umore, come si addice a Babbo Natale», ha scherzato, riferendosi al suo look invernale: cappotto di pelle di pecora, cappello di pelliccia e barba lunga cresciuta durante il viaggio.

Ma il Dipartimento di Stato americano ha dichiarato che c’è preoccupazione «per la salute di Navalny e per le condizioni della sua ingiusta detenzione».

Navalny, che ha innescato una importante protesta antigovernativa prima di essere incarcerato nel 2021, è sopravvissuto a un tentato di omicidio tramite avvelenamento. Una volta arrestato ha trascorso gran parte della sua detenzione nella colonia penale IK-6 nella regione di Vladimir a circa 250 chilometri a est di Mosca. Ad agosto però un tribunale ha allungato la condanna a 19 anni integrando l’accusa di estremismo politico e l’ha obbligato a un carcere speciale, durissimo e pensato per delinquenti particolarmente pericolosi.

La spiegazione, secondo i suoi seguaci sarebbe collegata alle imminenti elezioni presidenziali di marzo, in vista delle quali molti critici del Cremlino sono già stati incarcerati o sono fuggiti. Ivan Zhdanov, della Fondazione anticorruzione di Navalny sostiene che questa sia la motivazione più plausibile. Per questo motivo preventivo Navalny sarebbe stato inviato in una delle colonie più a nord di tutta la Russia. Ovvero in una colonia costruita negli anni 60 nell’ex area dei campi di lavoro dell’era Stalin, il famigerato Gulag. La struttura può contenere 1.020 prigionieri. Il lavoro principale durante la detenzione è la concia delle pelli di renna.

Tra i vari problemi la raggiungibilità del luogo è quello più importante. Per arrivare a Kharp, il villaggio dove c’è il carcere, ci vogliono ore di viaggio e bisogna superare ostacoli come ghiaccio e neve. Il significato toponomastico è aurora boreale nella lingua locale, Nenets e durante l’inverno la luce si vede di rado. Un Navalny poeta per costrizione ha scritto che dalla sua finestra vede «la notte, poi la sera, e poi ancora la notte». Si è poi detto stupito perché non pensava che qualcuno lo trovasse prima di metà gennaio. «Sfortunatamente qui non ci sono renne. Però ci sono enormi cani da pastore, dal pelo morbido e molto belli», ha scritto. Intanto i principali siti meteo prevedono che le temperature a Kharp nei prossimi giorni scendano fino a -26 gradi.