Underdog, di nuovoIl difficile momento politico di Olaf Scholz

Durante l’ultimo congresso del Spd, il Cancelliere socialdemocratico ha difeso le azioni del suo governo, ma la tensione tra i Verdi e i liberali della Fdp è in aumento, e una recente sentenza della Corte dei conti tedesca ha complicato ulteriormente la legge di bilancio

LaPresse

Conflitti interni alla maggioranza, calo di consensi, emergenze internazionali e problemi di bilancio: il governo di Olaf Scholz, in due anni e mezzo, ha dovuto affrontare una serie di crisi in successione, causando un cambio radicale dell’agenda politica e l’accantonamento (temporaneo?) delle priorità indicate durante la formazione dell’esecutivo, nel 2021. 

L’invasione dell’Ucraina ha costretto la Germania a interpretare in maniera diversa il suo ruolo internazionale ed europeo, mentre la crisi energetica e l’inflazione che ne sono conseguite hanno aumentato la pressione sul governo a causa della perdita del potere d’acquisto del ceto medio. Mentre i liberali della Fdp assumevano sempre di più il ruolo di opposizione interna alla maggioranza, a soffrire di più erano proprio i Verdi (presentati dalle opposizioni come irriducibili ambientalisti pronti a sacrificare i bisogni immediati delle famiglie tedeschi sull’altare della transizione) e la Spd, il partito socialdemocratico che esprime il Cancelliere. 

In questo contesto, Scholz si prepara all’ultimo anno e mezzo di legislatura con la consapevolezza di dover tentare un’impresa che oggi, per molti versi, appare impossibile: rilanciare l’azione di governo, resistere alle elezioni europee del giugno 2024 e rimettere il partito in carreggiata per affrontare le elezioni federali per il Bundestag del 2025.

Per questo, all’ultimo congresso Spd, il Parteitag che si tiene ogni due anni, Scholz ha puntato sull’orgoglio della base del partito, difendendo l’operato del governo ed elencando alcuni punti identitari su cui il suo governo non arretrerà. 

Dal palco di Berlino, il Cancelliere ha difeso i risultati del suo governo su più livelli, ricordando ad esempio il miglioramento del salario minimo (una delle principali rivendicazioni elettorali dei socialdemocratici) e le misure di sostegno al reddito migliorate o introdotte durante la crisi energetica, di concerto con i Verdi e spesso in conflitto interno con la Fdp. Sul piano internazionale, ha rivendicato le mosse del governo in materia di sostegno all’Ucraina (alcune, a onor del vero, arrivate dopo lunghe titubanze, come l’invio di carri armati) e le scelte sanzionatorie verso la Russia, a iniziare dal blocco al gasdotto Nord Stream 2. Ha poi affermato che il contesto attuale, tra recessione e questione energetica, non vedrà il governo retrocedere sulla transizione ecologica, e rassicurato che non ci saranno tagli allo stato sociale. 

Per Scholz, però, non sarà facile muoversi nel contesto attuale. L’emergenza energetica e l’inflazione hanno fatto esplodere la conflittualità tra Verdi e liberali della Fdp, e non ci sono segnali che questa rientrerà nel breve termine. In questa situazione, la Fdp potrebbe continuare a logorare il governo dall’interno, per cercare di risalire nei sondaggi che oggi la vedo quasi sotto la soglia di sbarramento.

A complicare il quadro, una recente sentenza della Corte dei conti tedesca ha dichiarato illegittimo l’utilizzo di fondi avanzati dall’emergenza covid per misure di sostegno alle imprese alle prese con i costi energetici, lasciando il governo con buco di sessanta miliardi nel bilancio 2024. Mercoledì la maggioranza ha raggiunto un accordo su una nuova bozza di bilancio, ma la settimana prossima è atteso il voto del Bundestag.  

Nei prossimi mesi, Scholz dovrà valutare se estendere al 2024 la sospensione del freno al debito (che darebbe più margini di manovra alla maggioranza sulla spesa pubblica). Il governo ha inoltre annunciato che anche nei prossimi due anni gli aiuti all’Ucraina continueranno, ma un protrarsi della recessione potrebbe far aumentare il malcontento verso il governo. Sul fronte europeo, il grande nodo sarà il Patto di stabilità, tema su cui Scholz per ora non si sbilancia, ma che presto diventerà l’elefante nella stanza in vista delle elezioni.

Attualmente, la Spd è intorno al quindici per cento nei sondaggi, con percentuali più basse nei Länder dell’est. L’estrema destra di Alternative für Deutschland è al venti  per cento, suo massimo storico, e la Cdu, prima forza d’opposizione, è in testa ai sondaggi. I segnali non sono a favore di Scholz, ma va ricordato che nel 2021 fu lui, allora ministro uscente, a portare i socialdemocratici a una vittoria insperata, arrivata dopo una rimonta durata pochi mesi che vide la Spd partire dal terzo posto nei sondaggi, e con i Verdi che sembravano avviati a una vittoria travolgente (poi terzi al quindici per cento). Il Cancelliere, del resto, ne è consapevole, e a Berlino ha scaldato la base ricordando proprio il risultato di due anni fa, «quando nessuno dei nostri avversari ci credeva».