SpoilerTutto ciò che (non) sappiamo su GTA VI, nonostante i leak

Il tanto atteso trailer del videogioco di RockstarGames è stato diffuso in anticipo da un account non ufficiale e in bassa risoluzione. Le anticipazioni impreviste e fughe di notizie sono ormai sempre più frequenti. Lo stesso è successo a The Last of Us Parte 2, Diablo IV e Assassin’s Creed Mirage

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L’attesa per Grand Theft Auto VI è così grande che i fan hanno iniziato a rumoreggiare non dal trailer, ma dall’annuncio del trailer. La data è stata cerchiata in rosso sul calendario, gli allarmi sono stati regolati secondo l’orario indicato su un’immagine rilasciata da Rockstar Games, gli sviluppatori del videogioco: nell’immagine, poche parole e numeri, quelli delle coordinate temporali dell’appuntamento, giorno e ora dell’uscita del trailer. È stato come dire che GTA VI è talmente grosso che neanche ha bisogno di essere nominato. È vero, ma la fama arriva con alcuni aspetti negativi, che nel mondo del gaming assumono, a volte, la forma dei cosiddetti leak, cioè fughe di notizie.

Tornando a quelle ore di attesa, un ecosistema di streamer e giornalisti agganciato al trend del momento ha aggiornato la programmazione dei lavori e ha iniziato a chiedersi come mantenere alta l’attenzione degli spettatori e dei lettori fino al momento della rivelazione, quali contenuti offrire nella fase di trepidante attesa. In Italia, qualcuno è andato a dormire con la convinzione che le prime immagini di Grand Theft Auto VI sarebbero state mostrate alle ore 15 del 5 dicembre e si è svegliato con una sorpresa: il 5 dicembre, ma di mattina, quelle immagini erano già ovunque sui social.

La prima notizia è il contenuto della clip: uno sguardo inedito, almeno se ci limitiamo alle comunicazioni ufficiali (questo inciso lo spieghiamo tra poco), di un minuto e mezzo su uno dei videogiochi più attesi. L’anteprima ha confermato che GTA VI sarà ambientato in una versione immaginaria di Miami chiamata Vice City e avrà, per la prima volta nella serie, una co-protagonista donna di nome Lucia. Per il resto, il trailer è un carosello di violenza, divertimento sguaiato, auto veloci ed edonismo di stampo americano. Rockstar Games ha aggiornato il sito con alcune righe, in cui si legge che la città di Vice City sarà una parte dello stato di Leonida e che l’uscita del gioco è prevista nel 2025 per PlayStation 5 e Xbox Series X/S.

La seconda notizia è che, nonostante il lavoro di preparazione certosino, il trailer di GTA VI non è uscito nel giorno e nell’ora previsti, ma con quattordici ore di anticipo. Non lo ha pubblicato Rockstar Games, ma un account su X, successivamente sospeso. L’azienda ha risposto rendendo il video disponibile su YouTube. Per la compagnia di sviluppo è stato come rivivere un vecchio incubo. Già all’inizio dell’anno, erano finite online novanta clip del nuovo Grand Theft Auto ancora in fase preliminare, uno dei più grandi leak nella storia dei videogiochi. Questa settimana la sceneggiatura si è ripetuta e un utente di TikTok ha reso di pubblico dominio una serie di scenari del videogioco ripresi attraverso lo schermo di un computer (forse quello del padre, che lavorerebbe con Rockstar Games).

GTA VI non è un caso isolato, si potrebbe anzi parlare di un trattamento generalizzato: The Last of Us Parte 2, Diablo IV e Assassin’s Creed Mirage sono alcuni grossi videogiochi che hanno subito dei leak. È un problema, non soltanto per le aziende, ma per coloro che ci lavorano. Per quanto Rockstar Games abbia già chiarito che non ci saranno effetti sul lungo termine successivi alla pubblicazione non autorizzata di materiale in fase preliminare, alcuni videogiocatori sembrano essersi convinti che l’aspetto che un videogioco ha nelle prime fasi di lavorazione sia anche quello definitivo. 

Non è così, naturalmente, e gli sviluppatori lo sanno, ma non possono prendere le difese della propria opera se c’è il rischio che il dibattito accresca la visibilità del leak. Una diffusione imprevista di informazioni può anche indurre gli addetti alle comunicazioni aziendali a chiudersi a riccio, mettendo a rischio il legame di fiducia con i gamer. Inoltre episodi di questo tipo possono creare dissapori tra il reparto che si immagina responsabile e gli altri reparti, o avere conseguenze negative sulla vivibilità del luogo di lavoro, nel momento in cui le risorse assegnate alla realizzazione del prodotto vengono dirottate sull’azione di indagine interna.

In piccolo, queste ripercussioni negative ci sono state anche con lo spoiler del trailer 1 di GTA VI. Javier Altman, uno sviluppatore, si è ad esempio lamentato per non aver potuto vivere il momento del lancio così come lo aveva immaginato: «Speravo di guardarlo per la prima volta insieme ai miei colleghi e collaboratori. Meritavamo quel momento», ha scritto sui social. Sono parole che descrivono bene il modo in cui una fuoriuscita non pianificata di informazioni ha effetti negativi sul morale di chi ha messo le proprie competenze al servizio di un videogioco. 

La clip postata su X con quattordici ore di anticipo, inoltre, era in bassa risoluzione, e anche questo potrebbe aver impattato sulla percezione dei valori produttivi dietro il sesto capitolo di Grand Theft Auto. I media e gli streamer hanno dovuto riconsiderare la copertura prevista e in Europa una fetta di fan ha guardato GTA VI al mattino: forse la notizia ha colto alcuni di loro assonnati, distratti, in metro o mentre erano in ritardo per il lavoro o la scuola.

GTA VI è un gioco con le spalle larghissime e il trailer è andato bene comunque: ha ricevuto un’accoglienza generalmente molto positiva e al momento della scrittura di questo articolo è sulla strada per battere il record di visualizzazioni su YouTube nelle prime 24 ore – chissà se riuscirà a superare i BTS.  Possiamo tuttalpiù dire che a GTA VI è stata rovinata la festa: il trailer avrebbe dovuto rappresentare un momento di aggregazione e un evento unici a più di dieci anni da GTA V, un intervallo di tempo senza precedenti per la serie. L’occasione era così importante che sarebbe stato bello viverla collettivamente. Così non è stato, ma Grand Theft Auto è abbastanza forte da reggere il colpo. Tutt’altro discorso, però, per i giochi che subiscono la stessa sorte e che non sono altrettanto popolari.