Sconfinamenti pericolosiIl conflitto tra Israele e Hamas ora ha tutte le caratteristiche per espandersi

Gli Houthi colpiti ieri sono sostenitori di Hamas nella guerra in corso e hanno in mano un potere che mette in pericolo l’intera economia dell’Europa, quello di impedire l’ingresso nel Mar Rosso alle navi commerciali

Sale la febbre in Medioriente. La guerra sconfina di fatto con l’azione congiunta di Stati Uniti, Gran Bretagna e Australia che hanno lanciato attacchi aerei contro le basi degli Houthi nello Yemen. Il gruppo di combattenti è sostenuto dall’Iran e controlla gran parte del Paese, inclusa la capitale Sana’a, dopo un decennio di guerra contro la coalizione guidata dalle forze armate occidentali.

Gli Houthi sono anche forti sostenitori di Hamas nella guerra in corso contro Israele e hanno già mostrato di avere in mano un potere che mette in pericolo l’intera economia dell’Europa, quello di osteggiare o impedire l’ingresso al Mar Rosso alle navi commerciali. Nell’ultima settimana si sono moltiplicati gli attacchi ai cargo che gli Houthi sospettano essere dirette nei porti del Mediterraneo e di Israele in particolare. Una ritorsione severa durante la quale gli Stati Uniti hanno avuto l’appoggio di Regno Unito, Australia, Canada, Paesi Bassi e Bahrein. 

Ecco perché in queste ore stanno arrivando reazioni preoccupate da Paesi chiave come l’Arabia Saudita il cui ministro degli Esteri ha lanciato un appello affinché sia mantenuta la stabilità nel passaggio strategico dal Golfo di Aden al Mar Rosso. Qui, la libertà di navigazione deve essere garantita a tutta la comunità internazionale.

L’Arabia Saudita negli ultimi mesi si è molto impegnata in colloqui di pace con gli Houthi dello Yemen, e la rottura di questo processo potrebbe davvero nuocere all’economia globale, non soltanto a quella israeliana. Il capo negoziatore degli Houthi, Mohammed Abdulsalam, ha tuttavia fatto sapere che in ogni caso gli attacchi alle navi commerciali nel Mar Rosso non minacceranno il dialogo aperto con l’Arabia Saudita.

Il segretario alla Difesa americano Lloyd Austin intanto ha dichiarato che «gli Stati Uniti sono pronti a intraprendere azioni adeguate per proteggere le proprie missioni militari». Gli attacchi di ieri hanno colpito installazioni belliche e basi operative di droni, missili balistici e Cruise. Hanno inoltre neutralizzato i radar costieri e ridotto le capacità di sorveglianza aerea.