
La rettrice di Harvard Claudine Gay si è dimessa dopo settimane di critiche ricevute in seguito alla sua testimonianza al Congresso del 5 dicembre 2023 riguardo le palesi manifestazioni antisemite avvenute da parte degli studenti della prestigiosa università americana. «È con il cuore pesante, ma con un profondo amore per Harvard che vi scrivo per comunicarvi che lascerò la carica di presidente», ha scritto Gay in una lettera di commiato apparsa nel sito della università. «È diventato chiaro che è nell’interesse di Harvard che io mi dimetta, in modo che la nostra comunità possa affrontare questo momento di sfida straordinaria concentrandosi sull’istituzione piuttosto che su un singolo individuo. È stato angosciante veder messo in dubbio il mio impegno ad affrontare l’odio e a sostenere il rigore scientifico, due valori fondamentali per me, e spaventoso essere oggetto di attacchi personali e minacce alimentati dall’animosità razziale». Il suo mandato è stato il più breve nella storia di Harvard.
Oltre settanta legislatori americani avevano firmato una lettera chiedendo le sue dimissioni, assieme a quelle di Liz Magill, rettrice dell’Università della Pennsylvania dimessasi il mese scorso, e Sally Kornbluth a capo del Massachusetts Institute of Technology. Le tre rettrici avevano testimoniato davanti a un comitato della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti il 5 dicembre, non riuscendo a fornire una risposta chiara alla domanda della deputata repubblicana Elise Stefanik se l’invocare il genocidio degli ebrei violasse i codici di condotta delle loro università riguardo bullismo e molestie.