Le tensioni si allarganoIl Pakistan risponde al fuoco iraniano con aerei e droni

Il raid di Islamabad nella provincia sudorientale del Sistan-e-Baluchistan, in reazione agli attacchi di Teheran di inizio settimana, rappresenta il più alto livello di tensione tra i due Paesi in tempi recenti

AP/Lapresse

Nella notte tra mercoledì e giovedì il Pakistan ha attaccato il territorio iraniano, nella città di Saravan, provincia sudorientale iraniana del Sistan-e-Baluchistan, al confine con il Pakistan. «Sono stati attacchi militari altamente coordinati e specificamente mirati», ha detto il ministro degli Esteri del Paese, contro quelli che sono stati definiti «i nascondigli dei terroristi nel sud-est dell’Iran». Ci sono state diverse esplosioni, almeno tre donne e quattro bambini sono stati uccisi, e alcune persone sono rimaste bloccate sotto le macerie degli edifici colpiti, secondo i media locali iraniani.

Un alto funzionario della sicurezza pakistano ha detto – parlando in anonimato – che negli attacchi di ritorsione pakistani sono stati utilizzati aerei da combattimento e droni dell’aeronautica militare.

È la reazione di Islamabad ai raid iraniani che avevano colpito basi militari nel sud-ovest del Pakistan a inizio settimana. «Una risposta calcolata e tempestiva era necessaria per far capire a Teheran che un attacco militare a sorpresa ai danni del Pakistan non avrebbe prodotto una risposta forte, calibrata e rapida», ha detto Syed Muhammad Ali, esperto di sicurezza pakistano.

I due Paesi hanno avuto diverse frizioni in passato, ma gli attacchi degli ultimi rappresentano un’anomalia: di sicuro è stato raggiunto un livello di pericolosità che non si toccava da diversi anni lungo quel confine.

Rappresentanti del governo iraniani avevano detto che l’attacco in Pakistan era mirato ai militanti Baluchi che minacciavano l’Iran. L’Iran è da tempo in conflitto con Jaish al Adl, un gruppo terroristico sunnita che combatte da anni contro il governo iraniano e che si muove soprattutto nel Belucistan, regione abitata da un’ampia popolazione sunnita. Ma le autorità pakistane hanno respinto tale versione, indicando vittime civili. Anzi, per il Pakistan si è trattata di una palese violazione del diritto internazionale.

Dopo il suo attacco degli scorsi giorni, il governo iraniano aveva fatto sapere che si era trattato di una dimostrazione di forza di fronte a uno scenario mediorientale sempre più acceso dal conflitto tra Israele e Hamas, e a rischio escalation militare. Teheran, insomma, ha volto mandare un segnale a tutti gli Stati vicini: userà le maniere forti contro chiunque in caso di necessità – si spiegano così anche i raid condotti in Iraq e Siria. L’Iran ha fatto sapere che affronterà qualsiasi minaccia con una «dura e decisiva» azione militare, ma ha aggiunto che se la guerra a Gaza finisse, si fermerebbero anche gli altri attacchi nella regione

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