Buoni propositiEmanuele Pozzolo sarà sospeso da Fratelli d’Italia, dice Meloni

La presidente del Consiglio ha annunciato il provvedimento per il suo collega parlamentare accusato di aver ferito con la sua pistola una persona a capodanno. Nella conferenza stampa con i giornalisti parlamentari ha accettato di fare un confronto tv con Schlein su SkyTg24 prima delle europee

LaPresse

Finalmente la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha tenuto la conferenza stampa di fine anno nella Nuova Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati, dopo averla rinviata due volte (prima al 28 dicembre e ora al 4 gennaio) a causa di brevi episodi di vertigine che le avevano impedito di partecipare. Vertigini causati dallo spostamento degli otoliti all’interno dell’orecchio interno. Oggi Meloni ha risposto a una quarantina di domande poste dai giornalisti italiani e stranieri, compresa quella sul caso di Emanuele Pozzolo il deputato di Fratelli d’Italia accusato di aver ferito con la sua pistola una persona, durante la festa di Capodanno alla Pro loco di Rosazza (Biella). 

Meloni ha chiesto che Pozzolo venga deferito alla commissione dei probiviri di Fratelli d’Italia
«Pozzolo dispone di un porto d’armi per difesa personale. Non so perché lo abbia, ma questo non va chiesto a me, ma alla autorità competente che lo ha rilasciato. Chiunque detenga un’arma ha il dovere legale e morale di custodire quell’arma con responsabilità e con serietà. Per questo c’è un problema con quello che è accaduto. Non so la dinamica della vicenda, ma in ogni caso, qualcuno non è stato responsabile. E chi non lo è stato è chi detiene quell’arma. Questo per me non va bene per un italiano qualsiasi, figuriamoci per un parlamentare di Fratelli d’Italia. Questa è la ragione per la quale ho chiesto che Pozzolo venga deferito alla commissione garanzia e probiviri di Fratelli d’Italia, indipendentemente dal lavoro che faranno le autorità competenti e che nelle more del giudizio venga sospeso dal partito. Ciò che posso fare sul piano statutario».

Secondo Meloni, Salvini non deve riferire in Aula sul caso Anas-Verdini
La presidente del Consiglio ha commentato anche l’altro caso che ha coinvolto la maggioranza negli ultimi giorni: l’indagine della procura di Roma sulle commesse Anas che ha portato agli arresti domiciliari di Tommaso Verdini, figlio di Denis Verdini, e fratello della compagna di Matteo Salvini, il vice presidente del Consiglio. «Non ho gli elementi per commentare il fatto in sé. Bisogna attendere il lavoro della magistratura e gli sviluppi del caso, non commentare i teoremi. Le intercettazioni fanno riferimento al precedente governo, Salvini non viene chiamato in causa e quindi non ritengo debba riferire in Aula su questa materia. Da quello che so l’unica tessera che ha preso Tommaso Verdini era quella del Partito democratico ma nessuno di noi ha detto che il Pd era coinvolto in questa materia. Chi mi conosce sa bene cosa penso su eventuali affaristi e compagnia cantante. Mi preoccupa un po’ quando vedo su tre quotidiani con dichiarazioni che non ho mai fatto. Sul caso di Tommaso Verdini ho trovato virgolettati che non ho mai fatto, neanche in privato. È una tendenza che mi è capitato di incontrare in questo anno e con questo meccanismo si può inventare qualsiasi cosa».  Il giornale Domani ha pubblicato una inchiesta sull’incontro di Salvini con il ceo di Huawei, cliente di una società di Tommaso e Denis Verdini, che potrebbe portare a un possibile conflitto di interessi: «Un ministro può incontrare il cliente di un congiunto stretto? Non lo so, dipende per cosa. Non so dare una risposta», ha commentato Meloni.

Meloni non sa se si candiderà alle elezioni europee 2024. Ma è disponibile a un confronto con Schlein su SkyTg24
La presidente del Consiglio ha detto di non aver ancora preso la decisione se candidarsi alle elezioni europee del 9 giugno 2024 e che anche se lo facesse non sarebbe una presa in giro perché «i cittadini che ti votano lo sanno che poi non andrai in Europa, ma se vogliono confermarti il tuo consenso anche questa è democrazia». Meloni è cosciente che la sua scelta scatenerebbe un effetto domino negli altri leader che si candiderebbero come test per capire l’orientamento del consenso sul governo, ma vuole decidere con gli altri leader della maggioranza per capire soprattutto se toglierà tempo al suo lavoro di presidente del Consiglio. Meloni ha dato la sua disponibilità per un confronto con la segretaria del Partito democratico Elly Schlein: «Penso sia normale e giusto che il presidente del Consiglio dei ministri si confronti con il leader dell’opposizione prima della campagna elettorale delle elezioni europee. Non mi sono mai sottratta e non lo farò questa volta». Sia Meloni che Schlein hanno accettato di confrontarsi su SkyTg24. 

Meloni non si alleerà in maniera stabile con i socialisti in Europa ma potrebbe votare con loro la prossima Commisione europea
Meloni ha detto di lavorare per una «maggioranza alternativa» rispetto a quella di socialisti, liberali e popolari che appoggia l’attuale presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. «Non sono mai stata disponibile a fare una alleanza parlamentare stabile con la sinistra. Non l’ho fatto in Italia e non lo farei in Europa». Discorso diverso invece è per la maggioranza parlamentare che approverà la composizione della futura Commissione, visto che ogni Stato membro deve indicare un commissario Ue. «Von der Leyen fu eletta nel 2019 grazie al voto decisivo di partiti di governo che non hanno mai fatto parte della sua maggioranza parlamentare, come nel caso di PiS (il partito sovranista polacco, alleato di Meloni nell’eurogruppo dei Conservatori)». 

Mario Draghi non sarà candidato dal governo Meloni per la presidenza della Commissione europea
«Credo che sia impossibile parlare oggi di chi domani potrebbe guidare la Commissione europea. Mario Draghi ha dichiarato di non essere disponibile. Sono due elementi da considerare. Io sono stata fiera oppositrice di Mario Draghi ma non mi ha impedito di condividere la sua politica estera e di fare passaggio di consegne è stato improntato alla lealtà e alla collaborazione. Parlare del totonomi per la presidenza e per i commissari non è il tema vero da porci. La prossima Commissione europea dovrà essere più forte ed efficace quando deve farsi sentire negli scenari di crisi».

 

Le priorità dell’Italia al G7 saranno migrazione e intelligenza artificiale
«Sono preoccupata dell’impatto dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro. Ci troviamo di fronte a una rivoluzione in cui l’intelletto rischia di essere sostituito. Avremo un mercato del lavoro che ha sempre meno persone necessarie. Non so dire se siamo ancora in tempo perché vedo la velocità con cui corre il progresso e quello della politica. Sono decisioni che per essere efficaci devono essere prese a livello globale», ha spiegato Meloni, annunciando una intervento legislativo specifico sul tema e un focus nella prossima riunione del G7 di giugno, il gruppo intergovernativo informale che riunisce le principali sette economie dei paesi avanzati del mondo, che sarà presieduto dall’Italia per tutto il 2024.

Il governo Meloni terrà contro dei rilievi di Mattarella sulla legge sulla concorrenza
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha chiesto al Governo di adeguarsi al diritto europeo sulla concorrenza per quanto riguarda l’assegnazione delle concessioni per il commercio su aree pubbliche, una su tutte le spiagge. Come previsto dalla direttiva Ue Bolkestein. Mattarella ha definito la proroga come «eccessiva e sproporzionata». La presidente del Consiglio ha risposto che l’appello di Mattarella non rimarrà inascoltato e valuterà con gli altri partiti della maggioranza come intervenire. «L’obiettivo del Governo è una norma che ci consenta di mettere ordine alla giungla di pronunciamenti, confrontandoci con la Commissione europea per scongiurare la procedura di infrazione e dare certezza agli operatori».

Meloni dà la colpa a Giuseppe Conte della bocciatura del Meccanismo europeo di stabilità
Meloni si è detta soddisfatta del nuovo Patto di Stabilità e crescita anche se non è quello che avrebbe voluto lei. La presidente del Consiglio ha commentato anche la bocciatura della ratifica del Meccanismo europeo di stabilità con il voto contrario di Lega e Fratelli d’Italia sostenendo di rimettersi alla volontà del Parlamento: «Perché l’ex governo Conte ha sottoscritto la modifica di un trattato quando sapeva che non c’era una maggioranza in Parlamento per approvarlo? Questo ha messo l’Italia in una posizione oggettivamente di difficoltà. Si sa come la pensavano la maggioranza dei partiti di centrodestra e il Movimento 5 stelle ha dichiarato sempre di essere contrario». Meloni considera lo strumento obsoleto e una mancata ratifica potrebbe portare a una sua modifica per renderlo più efficace, ma non ha spiegato come.

Le polemiche su Tele Meloni
Meloni si è detta «soddisfatta» per il lavoro del governo nel ridurre il pesante indebitamento della Rai dovuto alle gestioni precedenti. E ha difeso la televisione di Stato dalle polemiche sul calo degli ascolti  sostenendo che fa «servizio pubblico. Se noi pensiamo di giudicare unicamente il parametro dell’audience in rapporto alle tv private generaliste forse perdiamo un po’ il senso di ciò che debba fare la Rai. Ma l’ultimo report è di settembre e il palinsesto estivo l’ha fatta la governance precedente. Sul tema di Tele-Meloni ho letto le accuse di regime: sono stata all’opposizione gran parte della mia vita e quando Fratelli d’Italia era l’unico partito di opposizione al governo Draghi non era presente nel consiglio di amministrazione. Non era mai accuduto. Francamente le accuse di regime da una sinistra che in passato con il diciotto per cento dei consensi esprimeva il settanta per cento di posizioni in Rai, semmai stiamo cercando di fare un lavoro di riequilibrio di quanto abbiamo visto in questi anni. Non si possono sempre usare due pesi e due misure».

Le risorse per la legge di Bilancio 2025
Per non fare aumentare le tasse serviranno trenta-trentacinque miliardi (la somma del taglio del cuneo, dell’Irpef e le riforme economiche della ultima finanziaria a cui si aggiunge il compreso il taglio del deficit per rispettare le norme del Patto di Stabilità) e non basterà la crescita che sarà dello 0,6 per cento nel 2024 (secondo Bankitalia). Meloni aumenterà le tasse o taglierà la spesa? «Non sappiamo quale sarà lo sviluppo della economia italiana. Confido che lungo questo anno si possa immaginare una diminuzione dei tassi di interesse che libererebbe diverse risorse che dobbiamo pagare sul debito italiano». 

Meloni accusa Schlein e Gentiloni di non aver condannato il tweet del Consigliere della Corte dei conti contro il Governo
La presidente del Consiglio ha commentato il caso del Consigliere della Corte dei conti Marcello Degni, il magistrato contabile che ha attaccato il governo sulla manovra con un tweet: «Occasione persa. C’erano le condizioni per l’ostruzionismo e l’esercizio provvisorio. Potevamo farli sbavare di rabbia sulla cosiddetta manovra blindata e gli abbiamo invece fatto recitare Marinetti». Oggi alle 17 ci sarà una adunanza straordinaria del Consiglio di Presidenza della Corte dei Conti per valutare l’accaduto: «Non spetta a me dire cosa potrebbe accadere. Il fatto che un magistrato della Corte dei Conti speri che l’Italia vada in esercizio provvisorio un po’ di preoccupazione la mette. Ma la cosa più grave è la sfrontatezza con la quale questo giudice ritiene che sia normale farlo. L’altra cosa che mi ha colpito molto è che non ci sia stato nessuno a sinistra a dire due parole su questo tema. Né Paolo Gentiloni, né Elly Schlein. Chiedo alla sinistra se sia normale che persone nominate per incarichi super partes si comportino da militanti politici. Mi attendo risposta da Schlein e da chi l’ha nominato (Paolo Gentiloni, ndr)».

I dettagli del Piano Mattei saranno presentati in una futura conferenza Italia-Africa
Per Meloni il Patto di migrazione e asilo Ue non è la soluzione: «Non risolveremo mai questo problema se pensiamo di affrontarlo solamente su come gestire i migranti una volta che arrivano in Europa. Non troveremo una soluzione che metta tutti d’accordo». Per la presidente del Consiglio bisogna risolvere il problema alla radice, dalle partenze dei migranti e ha annunciato che sarà un altro tema del G7 presieduto dall’Italia. Il governo ha provato a presentare a grandi linee il Piano Mattei per coordinare degli investimenti in Africa. Dettagli che Meloni non ha spiegato neanche nella conferenza stampa, limitandosi a dire che saranno presentati in una futura conferenza Italia-Africa che dovrebbe tenersi nelle prossime settimane: «Quello che va fatto in Africa non è carità ma costruire rapporti di cooperazione seri, strategici, da pari a pari, non predatori, difendere il diritto di non dover emigrare prima di quello di emigrare. Non possiamo occuparci da soli del continente africano ma puntiamo a diventare un modello strategico. Vogliamo scegliere delle priorità, immaginare primi paesi partner con cui mettere a terra questi progetti e utilizzare la stesura di questo primo embrione per moltiplicare le iniziative anche grazie a investimenti privati».

Il governo Meloni nominerà Pasquale Angelosanto come nuovo coordinatore nazionale per la lotta all’antisemitismo
Meloni ha annunciato che il governo nominerà il generale Pasquale Angelosanto, ex capo del Ros come coordinatore nazionale per la lotta all’antisemitismo dopo le dimissioni del prefetto Giuseppe Pecoraro e ha commentato il crescente antisemitismo dopo il pogrom di Hamas: «Per paradosso le immagini atroci che noi abbiamo visto lo scorso 7 ottobre degli attacchi di Hamas su civili inermi hanno prodotto una recrudescenza di antisemitismo nell’Occidente. Vuol dire che covava sotto la cenere. Abbiamo sottovalutato soprattutto le forme contemporanee di antisemitismo, come la critica mascherata verso Israele e quello legato a un certo fondamentalismo islamico».

Lo sciopero della Federazione Nazionale Stampa Italiana
Per la prima volta nella storia decennale della conferenza stampa organizzata dall’ordine dei giornalisti e la stampa parlamentare, i rappresentanti della FNSI hanno disertato per protesta contro l’approvazione dell’emendamento di Azione che impedisce la pubblicazione integrale o per estratto del testo dell’ordinanza di custodia cautelare. Meloni ha risposto ricordando che l’emendamento è stato presentato da un partito di opposizione in Parlamento e che nel merito l’emendamento si aggancia alla direttiva Ue sulla presunzione di innocenza e riporta l’articolo 114 del codice di procedura penale al suo perimetro originale: «Rimane il diritto del giornalista a conoscere l’atto e poter riportare le notizie importanti per informare i cittadini. Si può dire che qualcuno è stato arrestato e quali capi di imputazione vengono formulati. Francamente non ci vedo un “bavaglio”, Mi pare una norma di equilibrio tra il diritto di informare e quello del cittadino, prima che sia condannato e prima che possa esercitare il diritto alla difesa a non trovarsi sui giornali particolari non rilevanti che ledono la sua onorabilità».

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