Non un passo indietroIl sostegno del Regno Unito all’Ucraina e il falso mito della war fatigue occidentale

Sunak e Zelensky hanno firmato un accordo che rafforzerà la sicurezza di Kyjiv, dell’Europa e della comunità euro-atlantica. «Se vacilliamo adesso, incoraggeremo non solo Putin, ma anche i suoi alleati in Corea del Nord, Iran e altrove», ha detto il premier britannico

AP/Lapresse

«Se Putin vince in Ucraina, non si fermerà lì, e i nostri avversari in tutto il mondo credono che non abbiamo né la pazienza né le risorse per guerre lunghe. Se vacilliamoe adesso, incoraggeremo non solo Putin, ma anche i suoi alleati in Corea del Nord, Iran e altrove». Il premier britannico Rishi Sunak ha commentato così il nuovo accordo firmato con l’Ucraina per garantire la sicurezza e il sostegno militare al Paese che da quasi due anni si difende dall’aggressione criminale della Russia.

Sunak ha incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Kyjiv, a palazzo Mariinskyi. I due hanno firmato uno storico accordo sulla cooperazione in materia di sicurezza. «L’Ucraina non è sola e l’Ucraina non sarà mai sola. Putin forse pensa di poter sopravvivere a noi, ma si sbaglia. Siamo al vostro fianco oggi, domani e per tutto il tempo necessario», ha detto Sunak. «Perché questa guerra riguarda il diritto dell’Ucraina a difendersi e a determinare il proprio futuro e la scelta storica del popolo ucraino di essere una democrazia indipendente nel cuore dell’Europa. La vostra ricerca di libertà – ha detto al popolo ucraino e al suo presidente – ha ispirato e commosso il popolo britannico e, per le nazioni libere del mondo, gli aiuti all’Ucraina rappresentano anche un investimento nella nostra sicurezza collettiva».

Zelensky a sua volta ha parlato di un «accordo di sicurezza senza precedenti». Secondo il Guardian, il Regno Unito fornirà all’Ucraina un «sostegno costante e globale per il prossimo decennio e dovrebbe rimanere in vigore fino all’adesione dell’Ucraina alla Nato». Il documento segna l’inizio della creazione di un sistema di accordi volti a creare condizioni permanenti per la piena realizzazione del diritto dell’Ucraina all’autodifesa, il ripristino della sua integrità territoriale all’interno dei confini riconosciuti a livello internazionale e la continua capacità di scoraggiare l’aggressione. Allo stesso tempo, il Regno Unito fornirà all’Ucraina tutto l’aiuto di cui ha bisogno per l’adesione alla Nato. In definitiva, spiega il Guardian, «rafforzerà la sicurezza dell’Europa e della comunità euro-atlantica».

È anche un’intesa dal forte valore simbolico, perché dimostra che l’Occidente non è vittima della war fatigue, cioè di quella stanchezza che avrebbe dovuto limitare il sostegno economico e militare a Kyjiv dopo tanti mesi di guerra – il prossimo 24 febbraio saranno due anni esatti dall’inizio dell’invasione su vasta scala comandata da Vladimir Putin.

Quello della war fatigue è uno dei temi più discussi sulla guerra in Ucraina nel 2023. Andriy Yermak, capo dell’ufficio della presidenza ucraina, parla di «mito sfatato» in riferimento alla stanchezza occidentale, che sarebbe più che altro un’idea diffusa dalla propaganda putiniana.

Lo stesso Zelensky ha parlato più volte nelle ultime settimane, in riferimento al fatto che le cronache ucraine rischiano di scivolare in basso nelle priorità occidentali, soprattutto dopo il 7 ottobre e il conseguente slittamento dell’attenzione globale sul quadrante mediorientale. «L’incertezza dei nostri alleati riguardo agli aiuti finanziari e militari all’Ucraina a volte non fa altro che aumentare il coraggio e la forza della Russia», ha detto il presidente ucraino dal suo viaggio nei Paesi baltici, dove è stato in settimana alla ricerca di nuovi aiuti per questa fase della guerra. Ma l’accordo tra Regno Unito e Ucraina dimostra che l’Occidente è ancora unito alle spalle di Kyjiv.