La mano dell’IranTre soldati americani sono stati uccisi in Giordania in un attacco con droni

Alcune milizie sostenute da Teheran hanno guidato un attacco con drone senza pilota che ha portato anche al ferimento di altri venticinque militari americani. Il presidente degli Stati Uniti ha promesso di punire i responsabili «nei tempi e nei modi che sceglieremo»

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Tre soldati americani sono stati uccisi e altri venticinque feriti da un attacco con droni senza pilota nel nord-est della Giordania, vicino al confine con la Sira. Il Comando combattente unificato delle forze armate degli Stati Uniti ha diramato la notizia, attribuendo l’attacco gruppi militanti radicali sostenuti dall’Iran che operano in Siria e in Iraq. Sono le prime vittime statunitensi dopo diversi attacchi contro le forze armate americane in Medio Oriente da parte di milizie sostenute da Teheran in risposta alla operazione di Israele nella Striscia di Gaza. La Giordania è da tempo una base operativa per le truppe statunitensi, con circa tremila militari americani stazionati nel paese strategico che confina con Iraq, Israele, Arabia Saudita e Siria.

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden che si trovava a Columbia, in Carolina del Sud ha commentato la notizia promettendo una risposta forte all’attentato «Oggi il cuore dell’America è pesante. Jill e io ci uniamo alle famiglie e agli amici dei nostri caduti – e agli americani di tutto il Paese – nel piangere la perdita di questi guerrieri in questo attacco spregevole e del tutto ingiusto. Questi membri del servizio incarnavano il meglio della nostra nazione: Incrollabili nel loro coraggio. Incrollabili nel loro dovere. Incrollabili nel loro impegno verso il nostro Paese, rischiando la propria sicurezza per la sicurezza dei loro concittadini americani e dei nostri alleati e partner con i quali siamo impegnati nella lotta contro il terrorismo.  È una lotta che non cesserà. I tre membri del servizio americano che abbiamo perso erano patrioti nel senso più alto del termine. Il loro sacrificio estremo non sarà mai dimenticato dalla nostra nazione. Insieme, manterremo il sacro obbligo che abbiamo nei confronti delle loro famiglie. Ci sforzeremo di essere degni del loro onore e del loro valore. Porteremo avanti il loro impegno nella lotta al terrorismo. E non dubitate: chiederemo conto a tutti i responsabili nei tempi e nei modi che sceglieremo».

 

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