La fine delle opposizioniAlexei Navalny è morto nel carcere in cui era detenuto

Uno dei principali volti del dissenso al regime di Putin è deceduto nella colonia penale numero 3 nella regione di Yamalo-Nenets, dove stava scontando una pena di almeno diciannove anni

Moscow City Court via AP

Il leader dell’opposizione russa Alexei Navalny è morto nella colonia penale n. 3 dell’Okrug autonomo di Yamalo-Nenets. Lo ha riferito il dipartimento locale del servizio penitenziario.

Navalny era detenuto in una prigione a circa quaranta miglia a nord del Circolo Polare Artico dove era stato condannato a diciannove anni sotto un “regime speciale”. Era stato inviato per la ventisettesima volta nella cella di punizione. «Si è sentito male dopo una passeggiata e ha perso conoscenza quasi immediatamente», hanno fatto sapere dal Servizio penitenziario, aggiungendo che il personale medico era stato chiamato, ma che non era stato in grado di rianimare Navalny.

«In un video dalla prigione, di gennaio, Navalny appariva scarno con la testa rasata. Ciononostante si è preso gioco del furore suscitato da una festa a Mosca, chiedendo alle autorità russe se avessero organizzato una “festa normale o una festa karaoke”, provocando le risate di un giudice», scrive il Guardian.

Ex politico nazionalista, Navalny ha contribuito a fomentare le proteste del 2011 e del 2012 in Russia, con una fortissima campagna politica contro la corruzione del governo, indagando sulla cerchia ristretta di Vladimir Putin.

Nel 2020 Navalny era entrato in coma dopo un sospetto avvelenamento da novichok ed era stato trasportato in Germania per le cure mediche. Era tornato in Russia solo nel gennaio 2021, dove è stato arrestato con l’accusa di violazione della libertà condizionale e condannato alla prima di numerose pene detentive.

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