
Giuseppe Saronni, Vincenzo Nibali, Filippo Pozzato, Moreno Moser e Marta Bastianelli hanno scritto e stanno ancora scrivendo un pezzo di storia del ciclismo italiano. Sono i campioni che hanno vissuto in prima persona, e vinto, le corse più importanti della penisola, i trofei più luccicanti, alzandosi sui pedali, caricando sulle gambe, nei testa a testa con gli avversari più forti. Sentire da loro i racconti sulle grandi Classiche di ciclismo di primavera è sempre un’occasione speciale, è come rivivere al loro fianco i momenti più belli e felici di uno degli sport della tradizione italiana.
Storie, aneddoti e curiosità sono stati gli elementi di un talk show sul palco de Le Village by Crédit Agricole nel centro di Milano. Al fianco dei campioni del ciclismo c’erano Giampiero Maioli, amministratore delegato di Crédit Agricole Italia e Senior Country Officer, e Urbano Cairo, presidente Rcs Mediagroup. Hanno presentato le grandi Classiche di primavera che stanno per arrivare, in questo secondo anno di sinergia a questo livello tra Crédit Agricole e Rcs.
«Una storica passione che da sempre coinvolge ed emoziona milioni di italiani: il ciclismo va ben oltre la definizione di semplice sport, incarna valori in cui come Crédit Agricole crediamo e investiamo concretamente, inclusione, attenzione per l’ambiente, innovazione, vicinanza alle nuove generazioni», ha detto Giampiero Maioli, AD di Crédit Agricole Italia e Senior Country Officer. «Il messaggio di cui vogliamo farci anche noi portatori, accompagnando le Classiche Italiane del Ciclismo sulle strade italiane, è l’importanza fondamentale della transizione verso una Società sempre più sostenibile. Dopo i successi dello scorso anno, continuiamo questa partnership con Rcs, e insieme proseguiamo con il nostro impegno nel valorizzare i territori attraverso eventi d’importanza internazionale».
Urbano Cairo, presidente di Rcs MediaGroup, condivide la passione per il ciclismo: «Le Classiche sono degli appuntamenti fondamentali all’interno del calendario delle corse che organizziamo. Avere uno sponsor importante come Crédit Agricole che ci supporta è un valore aggiunto. Il ciclismo è uno sport che sta crescendo molto, con tanti praticanti di tutte le età. Corse dal fascino particolare come la Strade Bianche, che in così pochi anni ha preso piede in maniera notevole a livello mondiale, o la Milano-Sanremo, che andavo a vedere fin da bambino, dimostrano il potenziale immenso che ha questo sport».
Poi è il turno di chi quei tragitti li ha toccati con mano, e ruote. «Ho vinto tre di queste corse ma devo ammettere che ho il rimpianto di non aver avuto alla mia epoca una corsa come le Strade Bianche che si adattava perfettamente alle mie caratteristiche», ha detto Giuseppe Saronni, che ha vinto due volte la Tirreno-Adriatico, una volta la Milano-Torino (nel 1982, davanti a Noel Dejonckheere e Rik Van Linden) e una volta la Milano-Sanremo. «Sono tutte gare ambitissime, così come lo erano nei nostri anni. La vittoria alla quale sono più legato è la Milano-Sanremo vinta con la maglia di Campione del Mondo. Mi era sfuggita diverse volte, quell’anno decisi che avrei dovuto attaccare anticipando gli uomini più veloci. Non è facile fare il vuoto, ci sono riuscito così come è successo l’anno scorso a Van der Poel. Ho un bel ricordo anche della Milano-Torino. L’aggiunta di Superga è stata decisiva perchè ci ha permesso di fare selezione tagliando fuori i grandi velocisti dell’epoca».
Dopo Saronni, in ordine cronologico, è stato il turno di Filippo Pozzato: «La Tirreno-Adriatico è una corsa che è cambiata molto nel corso degli anni, nel 2003 aveva più tappe dedicate a corridori da corse di un giorno e meno arrivi in salita. Rimane anche oggi un trampolino ideale per le classiche. La vittoria della Milano-Sanremo è stata la realizzazione di un sogno, era una corsa che seguivo fin da bambino. Ho interpretato il finale sempre in maniera diversa, riuscendo a centrare il bersaglio grosso nel 2006», ha detto.
Pozzato è stato modello e ispirazione per chi è venuto dopo di lui. Come Vincenzo Nibali: «Questi appuntamenti storici sono molto ambiti e attirano una grande cornice di pubblico», ha detto. «Le due Tirreno-Adriatico vinte consecutivamente mi hanno dato fiducia per i Grandi Giri che ho vinto negli anni successivi. Poi nel 2018 è arrivato il grande giorno della Milano-Sanremo. Era una corsa che in precedenza avevo solo sfiorato e alla quale mi ero presentato nella miglior condizione di sempre. In più era una giornata piovosa e fredda, che si addiceva alle mie caratteristiche. Nel finale ci dovevo provare. Vincere è stata un’emozione paragonabile a quelle vissute quando ho vinto il Giro e il Tour».
La stessa Marta Bastianini ha confessato di aver visto e apprezzato molto le vittorie di Pozzato – per motivi anagrafici non poteva aver visto in diretta quelle di Saronni. «La Strade Bianche è una gara affascinante che rappresenta la bellezza del nostro Paese. È una Classica amata a livello mondiale e l’introduzione del circuito finale quest’anno la porterà a somigliare ancor di più alle Classiche del Nord. Io l’ho corsa dalla prima edizione ed anno dopo anno è migliorata molto qualitativamente, diventando un appuntamento fisso anche per tutte le big del ciclismo femminile».
Le Classiche sono per tutti un traguardo, gare ambite, in alcuni casi sognate: affrontarle può essere difficile anche da un punto di vista psicologico o emotivo. La Sanremo è una delle corse che mi intimorivano fin da piccolo. Alla partenza, quando l’ho fatta, mi schiacciava, perché il peso della storia si sente. Una di quelle che avrei sognato di vincere», ha confessato Moreno Moser.
Lo stretto legame con il ciclismo è uno dei valori su cui spinge il Gruppo Crédit Agricole. L’inclusione e il coinvolgimento, l’attenzione all’ambiente e la mobilità sostenibile sono fondamentali nel ciclismo come per il Gruppo. «C’è un entusiasmo incredibile intorno a questo sport e non si vive di solo calcio, infatti il ciclismo oggi ha una audience incredibile tra i giovani», ha detto ancora Maioli. Inoltre è uno sport proiettato nel futuro: «In molte località del Nord Italia il ciclismo contribuisce a sopperire ai problemi causati dall’emergenza climatica agli sport invernali, e in generale tutto il mondo dello sport vuole andare verso la sostenibilità ambientale, così come la mobilità, e la bicicletta, in tutte le sue declinazioni, è il mezzo perfetto in questo».
Il forte impegno sul fronte della sostenibilità coinvolge da vicino Crédit Agricole e si riflette nel suo operato attraverso l’integrazione sistematica del rischio climatico nelle strategie di finanziamento e investimento, il ruolo sempre più significativo nel finanziamento di progetti per la produzione di energie rinnovabili, l’accompagnamento dei clienti nella transizione verso un’economia sempre più rispettosa dell’ambiente e della società.
La bicicletta poi, oltre a rappresentare simbolicamente il mezzo che si pone a contrasto della crisi climatica, ha guadagnato nel tempo anche una crescente spinta verso l’innovazione, un altro dei valori trainanti della strategia di Crédit Agricole Italia. Anche il Gruppo ha infatti implementato nel tempo servizi innovativi in grado di garantire ai suoi clienti una completa operatività omnicanale (il sessanta per centp dei clienti opera attivamente attraverso i Canali Digitali, con circa l’ottantasette per cento delle transazioni effettuate in digitale). La stessa acquisizione digitale sostiene poi l’ingresso di nuovi clienti, arrivando a generare oltre il trentacinque del totale Gruppo. In particolare, l’App registra livelli di utilizzo in costante aumento e si conferma il canale preferito dai clienti.