Padam è un neologismo che si è diffuso nei Paesi anglofoni sul finire del 2023. A dargli origine è stata la canzone “Padam padam” della cantante australiana Kylie Minogue. Si tratta di un termine onomatopeico. Pare che riecheggi il battito del cuore. Significa tutto e niente. «È una domanda, un saluto, un’esclamazione, un insulto e, in qualche oscuro angolo di internet, molto probabilmente anche una qualche dubbia pratica sessuale» scrive il giornalista britannico Paul Flynn sul portale di informazione The Standard.
Prendo per buona l’ipotesi del batticuore.
Mi domando quante volte potrei esprimere anch’io con un semplice padam il senso della mia trepidazione.
Il libro di scuola ritrovato, e gli appunti a matita, sui margini, nella grafia di allora (padam).
Le primule che sbucano da sotto gli sterpi, annuncio della primavera incombente (padam).
La telefonata mattutina di una persona che non sentivo da tempo, solo per colpa mia (padam).
Il messaggio via Instagram di chi mi dice che gli è piaciuto l’articolo che ho scritto (padam).
Il vino – quel vino – e i ricordi che tiene per mano. Ascolto il cuore che batte più forte. Padam, padam.
A volte non servono parole. Basta lasciare che si esprima il cuore. Sa già che cosa dire. Padam.
Vino consigliato
Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore “Palombare”, Campanelli
Mi ridesta il batticuore adolescenziale per una ragazzina di Jesi. Portava i capelli corti, corvini, e aveva negli occhi la stessa vibrante giovinezza di questo vino. Non la rividi più.
