Una rocca, due chiese e una comunità Fer-menti Leontine, la cooperativa che rianima San Leo

Dalla riapertura del forno al salvataggio della bottega di paese, lo storico borgo a rischio spopolamento riprende vita grazie all’impegno di un gruppo di residenti

San Leo @Linda Mambelli

Una citazione di Umberto Eco – «La città più bella d’Italia? San Leo: una rocca e due chiese» – apre la campagna di finanziamento della Cooperativa di comunità Fer-Menti per innovare la bottega di paese. Ovvero: «Offrire uno spazio reale a un’economia delle relazioni, diventando vetrina dei prodotti di qualità del territorio, per far crescere progetti virtuosi ed esperienze che connettono agricoltori, artigiani, artisti e abitanti, garantendo servizi utili alla comunità», spiegano Carla Cervellini e Andrea Massimo Murari, consiglieri della Fer-Menti Leontine e responsabili del progetto.

In pratica, proseguire quello che la cooperativa, nata dall’iniziativa di un gruppo di residenti, sta facendo con successo: invertire la tendenza allo spopolamento comune a tutti i piccoli borghi, soprattutto montani, e ridare vitalità e piacere dell’abitare a un centro che rischia di finire musealizzato, ricco di ristoranti ma povero di servizi essenziali per chi ci vive.

A poca distanza dalla fin troppo nota San Marino, in provincia della super turistica Rimini, a seicento metri di altitudine, nella valle del fiume Marecchia, San Leo, già noto come Montefeltro, 2802 abitanti, è un gioiello per intenditori, con la sua storia secolare, la fortezza rinascimentale del quindicesimo secolo, dove fu tenuto prigioniero e morì Cagliostro, a guardia di una rocca scoscesa citata anche da Dante nella Divina Commedia per l’aspra salita: «Vassi in Sanleo e discendesi in Noli, montasi su in Bismantova e ‘n Cacume con esso i piè; ma qui convien ch’om voli».

@Linda Mambelli

Ecco, a un borgo così illustre, amato dai turisti, di cui fu ospite anche san Francesco, sembra non debba mancare nulla. Invece, tutto è nato dalla chiusura di un panificio storico, il Forno di San Leo, una lunga storia iniziata nel 1939 e interrotta dopo quasi ottant’anni. Per un anno, a cavallo tra il 2018 e il 2019, il negozio è rimasto chiuso, ma questa è stata l’occasione in cui è nata la cooperativa di comunità Fer-Menti Leontine, nell’agosto 2019.

Il primo progetto, infatti, è stato la riapertura del laboratorio e del punto vendita.  «Il forno – racconta Samuele Nucci, uno dei consiglieri della Fer-Menti Leontine – era un luogo identitario. La scelta di Vittorio e di Giacomina di chiuderlo è stata senz’altro uno degli elementi che più ci ha unito. La domenica la gente saliva a San Leo anche da Rimini per acquistare il “toscano” di Vittorio».

Malgrado la battuta d’arresto della pandemia, oggi il forno, che dalla sua rinascita fa anche parte della rete dei Panificatori Agricoli Urbani, è di nuovo un’istituzione, che attira clienti e produce baguette, cantucci, biscotti vegani e tanto altro. E la storia continua con il vino e i prodotti del territorio alla Bottega Diffusa, un progetto che nasce dall’intenzione di salvare, e potenziare, l’unico minimarket del centro storico, rilevato nell’aprile 2023 perché prossimo alla chiusura. Nei mesi successivi, alle storiche proprietarie si sono affiancati due giovani di San Leo per apprendere il mestiere e dare continuità a un servizio fondamentale per il paese.

Il fulcro del progetto – spiegano – «è la rigenerazione di questo luogo, un punto di riferimento storico per la comunità. Lo stiamo facendo rinnovando i suoi spazi e avviando una selezione di prodotti locali, da agricoltura e allevamento sostenibile dell’Alta Valmarecchia e nazionale, per garantire un’eccellenza di proposta per gli abitanti e i turisti».

Tutta la comunità è mobilitata con raccolte fondi, iniziative, cene di sostegno e divulgazione sui media. Il progetto, inoltre, è stato selezionato da Banca popolare Etica per partecipare al bando Impatto+. In questo modo i soci di Fer-Menti hanno avuto accesso alla campagna di raccolta fondi online sulla piattaforma Produzioni dal Basso.

Tra i prodotti disponibili, che cambiano ciclicamente, il formaggio di fossa di Talamello Ambramello, lo zafferano dell’Orto di Nanà, i vini de Il Most, un progetto solidale che inserisce persone con disabilità attraverso il lavoro attivo nella vigna.

Rispetto all’esercizio precedente, il minimarket, si tratta di creare non solo uno spazio dove fare la spesa, ma un presidio territoriale che condivida tradizioni e competenze agricole locali e che faccia cultura ed educazione su temi come ambiente, alimentazione, agricoltura, attraverso laboratori, eventi, workshop, in collaborazione con i produttori, gli artigiani, le scuole della zona.

Nel 2019, al momento della costituzione, i soci della cooperativa Fer-Menti Leontine erano ventotto, oggi sono 67. Oltre a tanti cittadini ci sono alcune imprese del territorio che hanno scommesso su questo progetto, garantendo una parte delle risorse necessarie, e sono nati luoghi come Terraluna, una residenza di campagna completamente restaurata, usata come bed&breakfast e luogo per incontri e cene.

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