Due anni dopoL’Ucraina è la fortezza d’Europa, vediamo di meritarcela

L’opinione pubblica internazionale non ha compreso fino in fondo la posta in gioco in questa guerra: se dovesse vincere, la Russia attaccherebbe anche il resto d’Europa

AP/Lapresse

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Non abbiamo ancora ringraziato abbastanza gli ucraini per aver difeso in questi ultimi due anni, assieme alla loro vita, alla loro indipendenza e alla loro identità, anche le nostre libertà dall’aggressione imperialista russa. È vero che le istituzioni e i Paesi dell’Unione europea aiutano il governo di Kyjiv, ma è come se l’opinione pubblica internazionale non avesse ancora ben chiara la posta in gioco, tanto che nei mesi scorsi il dibattito si è spostato su una presunta stanchezza dell’Occidente, stanchezza non si sa di che cosa. Questa narrazione filorussa, più di recente, è stata sostituita dal timore di un possibile, ma incredibile, ritorno alla Casa Bianca del golpista in chief Donald Trump.

I governi europei hanno cautamente cambiato registro e cominciano a dire che in caso di sconfitta ucraina la guerra della Russia all’Europa sarà pressoché inevitabile, tanto più che Trump incoraggia Vladimir Putin rassicurandolo che non interverrà in difesa degli alleati. La Germania è consapevole della minaccia di Putin e di Trump, e ragiona di conseguenza. La Polonia del nuovo governo liberale, occidentale ed europeo ha avviato lo stato di semimobilitazione dell’esercito. I favolosi Paesi baltici sono sempre all’erta. Svezia e Finlandia sono entrate nella Nato. Un’altra cintura di sicurezza contro Mosca si sta formando alle spalle dell’Ucraina, ma in caso di vittoria di Trump il mondo libero rischia di perdere l’hardware necessario a respingere l’aggressione. La migliore opzione resta quella di puntare sull’Ucraina come fortezza d’Europa.

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