«Vladimir Putin ha ucciso mio marito. Uccidendo Alexei, ha ucciso metà di me: metà del mio cuore e metà della mia anima. Ma l’altra metà ce l’ho ancora e mi dice che non ho il diritto di arrendermi. Continuerò il lavoro di Alexei Navalny, continuerò a lottare per il nostro Paese». Così in un video di nove minuti pubblicato nei social Yulia Navalnaya ha annunciato di voler continuare la sua lotta contro il regime di Vladimir Putin in Russia, raccogliendo l’eredità del marito Alexei, morto in circostanze misteriose nella colonia penale “IK-3”, sessanta chilometri oltre il Circolo polare artico. «Voglio vivere in una Russia libera, voglio costruire una Russia libera. Vi invito a stare accanto a me. Vi chiedo di condividere la rabbia con me. Rabbia e odio verso coloro che hanno osato uccidere il nostro futuro».
La dichiarazione arriva in un momento cruciale, a meno di un mese prima delle elezioni presidenziali russe che si terranno dal 15 al 17 marzo e che vedranno quasi certamente la rielezione di Vladimir Putin per un altro mandato di sei anni. La quarantasettenne attivista politica ha accusato direttamente Putin di essere responsabile della morte del marito, accusando le autorità russe di aver nascosto volontariamente la salma di Navalny per far sparire le tracce del Novichok dal suo corpo. Lo stesso agente nervino con cui era stato già avvelenato Navalny il 20 agosto del 2020 mentre si trovava in volo da Tomsk a Mosca. Quella volta il leader dell’opposizione russa si era salvato.
Navalnaya che ieri ha partecipato a un incontro con i ministri degli esteri dell’Unione Europea a Bruxelles, dove si discuteva l’imposizione di ulteriori sanzioni alla Russia, ha promesso che il suo team pubblicherà dettagli su chi ha ucciso suo marito. «So che sembra impossibile, ma dobbiamo fare di più. Unirci come in un sol pugno e colpire questo regime impazzito: Putin, i suoi amici, i banditi in uniforme, i ladri e gli assassini che hanno paralizzato il nostro Paese». Il video appello di Navalnaya non è stato riportato dai media statali russi