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Il contest di The Adecco GroupLa fucina dei talenti di “Ceo for One Month” compie dieci anni

Il talent program celebra quest’anno la sua decima edizione. Un percorso fatto di sfide che porterà a scegliere un vincitore che affiancherà, con un mese di training on the job, il country manager del gruppo

(Unsplash)

È giunto alla decima edizione “Ceo for One Month”, il talent program di The Adecco Group che punta a scoprire i migliori giovani talenti, mettendo in palio l’opportunità di affiancare per un mese il country manager del Gruppo in Italia. Un percorso fatto di sfide individuali e di gruppo, che porterà a scegliere un vincitore nazionale.

In un momento in cui il fenomeno della scarsità dei talenti costituisce una delle principali sfide per il mondo del lavoro, “Ceo for One Month” rappresenta un percorso unico nel suo genere, che ambisce a valorizzare le competenze dei più giovani, permettendo loro di essere più consapevoli e competitivi sul mercato.

Un’indagine che ha coinvolto oltre 100 best performer delle edizioni precedenti evidenzia proprio come, grazie allo sviluppo di specifiche competenze, l’80 per cento dei partecipanti già lavori nonostante la giovane età e quasi il 70 per cento abbia trovato un’occupazione dopo meno di sei mesi dalla conclusione del programma.

«Si possono aprire interessanti opportunità non solo per chi vince il talent program», ha raccontato nel marzo 2023 Adalberto Auteri, classificatosi tra i sei super finalisti dell’edizione 2021. Una laurea in psicologia, oggi Adalberto lavora come project manager in Lhh, società del Gruppo Adecco. «Quando mi sono candidato per “Ceo for One Month” lavoravo già in una società di consulenza, ma non mi sentivo pienamente soddisfatto», spiegava. «Cercavo un approccio più internazionale. Ho intercettato il programma di The Adecco Group su Linkedin e ho deciso di provarci».

Valentina Scaglioni, candidata dell’edizione 2022, si era fermata invece poco prima della finale. Ma la partecipazione a “Ceo for One Month” le è valsa la possibilità di partecipare al Graduate Program di un’azienda leader del settore media ed entertainment.

«Mi mancano ancora tre esami per conseguire la laurea magistrale, ma ho già cominciato a lavorare in azienda proprio grazie al programma “Ceo for One Month”», raccontava. «Partecipare a questa iniziativa è stata una palestra che mi ha dato l’occasione di mettermi continuamente alla prova. Dovendo ancora concludere gli studi, non avevo mai fatto colloqui o inviato curriculum».

Superando le varie sfide, i partecipanti hanno dunque la possibilità di mettersi alla prova, sviluppando differenti hard e soft skill, scoprendo nuove abilità e acquisendo una maggiore consapevolezza di sé, dei propri punti di forza e degli aspetti da migliorare. Inoltre, durante il percorso, hanno l’occasione di incontrare esperti di risorse umane e manager di alcune delle più prestigiose aziende nazionali e internazionali e di entrare in contatto con numerose opportunità professionali.

«Prima di partecipare a “Ceo for One Month”, soffrivo un po’ il fatto di avere un background di psicologia in mezzo a tanti laureati in economia», ci aveva spiegato Adalberto Auteri. «Mi sentivo un pesce fuor d’acqua. Questo programma mi è servito a credere di più in me stesso, a capire che nel mondo del lavoro non conta solo quello che impari all’università ma anche, e soprattutto, quello che porti come persona. Ogni volta che affrontavo una prova dicevo “questa sarà l’ultima”, non avrei mai creduto di arrivare in finale… e invece sono arrivato tra i sei finalisti su 12mila partecipanti».

Anche per Valentina Scaglioni “Ceo for One Month” è stato «un modo per capire di cosa sono capace», aveva spiegato. «Nonostante stessi ancora studiando, per poter partecipare al talent, mi sono trovata a dover rispettare le scadenze, gestire bene il tempo e darmi delle priorità con costanza e determinazione». E «grazie a questo programma non ho attraversato quel momento di stallo che spesso capita di vivere dopo l’università, in cui dici “oddio ho finito: adesso che faccio?”. Aver saltato questa fase, poter iniziare da subito un percorso lavorativo, penso sia davvero una opportunità enorme».

È quello che aveva raccontato anche Adalberto Auteri: «Secondo me uno dei limiti maggiori di tante università italiane è che, in molti casi, il giorno dopo la laurea sei praticamente abbandonato a te stesso. Questo programma è un’occasione d’oro per i giovani, per fare capolino nel mondo del lavoro».

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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