Digiuno di polemicheLa lettera di Mattarella alla scuola di Pioltello che chiuderà per il Ramadan

Il presidente della Repubblica ha inviato un messaggio di solidarietà alla vice preside dell’istituto Iqbal Masih al centro delle polemiche per la decisione di sospendere le lezioni per il 10 aprile, il giorno in cui gli studenti di fede islamica termineranno il periodo di astinenza dal cibo

LaPresse

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso solidarietà con una lettera alla scuola statale Iqbal Masih di Pioltello, in provincia di Milano, che ha confermato la controversa decisione di sospendere le lezioni il prossimo 10 aprile in occasione della fine del Ramadan, il mese in cui i fedeli islamici praticano il digiuno per commemorare la prima rivelazione del Corano a Maometto. «Ho ricevuto e letto con attenzione la sua lettera e, nel ringraziarla desidero dirle che l’ho molto apprezzata, così come – al di là del singolo episodio, in realtà di modesto rilievo – apprezzo il lavoro che il corpo docente e gli organi di istituto svolgono nell’adempimento di un compito prezioso e particolarmente impegnativo», ha scritto Mattarella rispondendo alla lettera inviata da Maria Rendani, vice preside dell’Iqbal Masih di Pioltello che aveva chiesto solidarietà al Capo dello Stato. 

Il 18 marzo, dopo una ispezione a Pioltello, l’ufficio scolastico regionale lombardo aveva definito irregolare la delibera perché prevedeva quattro giorni di sospensione delle lezioni, superando il massimo di tre giorni che possono essere decisi autonomamente dalla scuola. Inoltre la delibera regionale non prevedeva la possibilità di anticipare l’inizio delle lezioni per compensare i giorni di sospensione, cosa che la scuola aveva invece deciso di fare. Infine, mancava una chiara motivazione di carattere didattico che giustificasse la sospensione delle lezioni nei giorni indicati, elemento considerato essenziale per la validità della delibera. Dopo aver apportato le modifiche richieste, rinunciando a due giorni di festa (lunedì 29 e martedì 30 aprile), in modo da confermare il 10 aprile e il 26 aprile, il giorno successivo alla Festa della Liberazione, il Consiglio di istituto ha approvato all’unanimità una nuova delibera, motivandola con ragioni didattiche per evitare aule vuote, visto che metà degli studenti pratica la fede islamica. 

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